Dalla mamma di Jordan a Mbappé e il caso On: cosa succede se un campione cambia sponsor
Kylian lascia Nike per diventare parte di un'azienda nata nel running che ora vuole sfondare nel mondo del pallone. Una svolta simile a quella di MJ che negli Anni 80 si trasformò in brand. Ma da allora le regole sono cambiate...
Michael Jordan voleva a tutti i costi le scarpe Adidas. Fu sua madre Deloris a convincerlo ad ascoltare Nike, che non si presentò solo con un contratto, per quanto allettante (2,5 milioni di dollari in 5 anni), ma offrendo una partnership alla pari: costruire un intero brand attorno a un rookie Nba. Da allora sono passati 42 anni e l’industria sportiva è scossa da un altro colpo destinato a riscrivere, come allora, le regole del marketing sportivo: l’accordo tra Kylian Mbappé e On. La differenza, rispetto al 1984, è che stavolta non c’è un ragazzo che deve ancora diventare una superstar. Mbappé ha 27 anni, un Mondiale vinto con la Francia, gioca da tre anni nel Real Madrid e ha messo in piedi un business personale da 85 milioni di euro tra stipendio e introiti commerciali. Eppure, come quel Jordan, entra in una storia tutta da scoprire. Perché Mbappé non ha semplicemente cambiato sponsor. Ha scelto di diventare parte del progetto di un’azienda che vuole entrare nel calcio sfidando i colossi. E On non ha comprato soltanto un testimonial: ha trovato il volto con cui trasformare un marchio nato nel running in un brand sportivo globale.