Colesterolo cattivo: ecco la molecola che lo riduce di più
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Colesterolo cattivo: ecco la molecola che lo riduce di più

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Il farmaco ha ridotto il colesterolo cattivo del 56,3% e ha permesso al 78,2% dei pazienti di raggiungere il valore-target

Il farmaco ha ridotto il colesterolo cattivo del 56,3% e ha permesso al 78,2% dei pazienti di raggiungere il valore-target

Giacomo Martiradonna 7 ottobre - 16:35 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un recente studio ha messo a confronto inclisiran e acido bempedoico in pazienti affetti da malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd) ad alto o altissimo rischio. A distanza di 150 giorni, inclisiran ha ridotto il colesterolo LDL del 56,31%, contro il 15,35% osservato con l’acido bempedoico. Il 78,2% dei pazienti trattati con inclisiran, inoltre, ha raggiunto il valore-target di LDL-C rispetto al 20,3% dell’altro gruppo. Ecco cosa significa per i pazienti.

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Lo studio sul Colesterolo cattivo

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I risultati di Victorion-Challenge, presentati al Congresso della Società europea di cardiologia (Esc) a Monaco di Baviera, derivano dal primo studio randomizzato, in aperto e di fase IV che ha confrontato direttamente inclisiran e acido bempedoico. La ricerca, multicentrica e a gruppi paralleli, ha coinvolto 402 adulti, assegnati casualmente ai due gruppi. Tutti ricevevano anche la dose massima tollerata di statine. Inclisiran veniva somministrato con un’iniezione sotto pelle all’inizio dello studio e dopo 90 giorni, mentre l’acido bempedoico veniva assunto per via orale una volta al giorno. Nel 50% dei partecipanti era previsto anche l’uso di ezetimibe.

La riduzione del colesterolo LDL

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L’età media dei partecipanti era di 63,1 anni; il 64,2% era di sesso maschile e l’88,6% presentava un rischio cardiovascolare molto elevato. Il valore medio di LDL-C al basale era pari a 94,4 mg/dL. L’endpoint principale dello studio era la variazione percentuale del colesterolo LDL dopo 150 giorni. La riduzione media è stata del 56,31% con inclisiran e del 15,35% con acido bempedoico. La differenza tra i due gruppi è stata di -40,95 punti percentuali con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra -45,67 e -36,24 e un valore p inferiore a 0,0001. Già al giorno 30, la riduzione era del 54,73% con inclisiran e del 17,97% con acido bempedoico. In quella fase, il target individuale di LDL-C era stato raggiunto dall’80% dei pazienti trattati con inclisiran e dal 21,2% di quelli che avevano ricevuto acido bempedoico.

gli effetti a medio termine

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Dopo 150 giorni, il valore-obiettivo di LDL-C era stato raggiunto dal 78,2% dei pazienti nel gruppo inclisiran, rispetto al 20,3% nel gruppo acido bempedoico. Il risultato è stato osservato sia tra i partecipanti che assumevano ezetimibe, con percentuali dell’80,6% e del 26,8%, sia tra quelli che non lo assumevano, con valori del 75,8% e del 13,7%.

"Il valore di Victorion-Challenge risiede nella sua immediatezza clinica", spiega Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) all'Adnkronos. "Il confronto diretto tra i due farmaci dimostra che, pur mantenendo l’acido bempedoico le aspettative di impatto sui valori di LDL-C già dimostrate, si rivela non sufficiente nell’ottenere il raggiungimento dei target terapeutici raccomandati nella popolazione di pazienti con Ascvd ad alto o altissimo rischio cardiovascolare, dove questo risultato è cruciale per abbattere l’incidenza di nuovi eventi. Si tratta di dati che contribuiscono ad arricchire il patrimonio di evidenze a disposizione del cardiologo nella gestione dei pazienti ad alto e altissimo rischio cardiovascolare".

azione di inclisiran ed effetti avversi

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Inclisiran appartiene alla classe dei piccoli Rna interferenti, o siRna. Agisce nel fegato riducendo la produzione della proteina Pcsk9. In questo modo aumenta la disponibilità dei recettori per le LDL sulla superficie delle cellule epatiche e aiuta così a rimuovere il colesterolo LDL dal sangue. La frequenza complessiva degli eventi avversi è risultata simile nei due gruppi: 63,1% con inclisiran e 59,8% con acido bempedoico. Gli eventi avversi gravi hanno riguardato rispettivamente l’8,4% e l’11,6% dei pazienti; le interruzioni del trattamento lo 0% e il 5%, mentre gli eventi muscoloscheletrici lo 0,5% e il 6,5%. Nel gruppo inclisiran, tuttavia, non sono stati segnalati casi di miopatia o rabdomiolisi.

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