Dov'è finita l'Ital-Juve? Un solo convocato (e mai in campo) tra Nazionale e Under 21: i motivi
Vicario è stato l'unico calciatore bianconero a far parte dei gruppi delle due principali rappresentative azzurre. Le ragioni sono in parte contingenti, ma pure da ricercare nelle scelte di mercato fatte dai dirigenti juventini dopo la vittoria dell'ultimo scudetto
Vicario è stato l'unico calciatore bianconero a far parte dei gruppi delle due principali rappresentative azzurre. Le ragioni sono in parte contingenti, ma pure da ricercare nelle scelte di mercato fatte dai dirigenti juventini dopo la vittoria dell'ultimo scudetto
Fabio Russo Giornalista 7 ottobre - 17:41 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleChe il binomio Italia-Juve fosse sempre meno solido, con un numero via via più ridotto di calciatori bianconeri convocati con continuità in Nazionale, non è una novità, ma che non ci fossero calciatori bianconeri di movimento convocati né tra i 34 di Mancini né tra i 25 in Under 21 non può non essere un fatto che fa riflettere. Certo, non sono più i tempi del record dei 9 giocatori juventini contemporaneamente in campo (Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Benetti, Tardelli, Causio e Bettega e Cuccureddu in tre partite di Argentina '78) o dei quattro pilastri bianconeri (Buffon, Zambrotta, Cannavaro e Camoranesi) titolari nella finale di Berlino nel 2006, ma vedere il solo Vicario (tra l'altro mai impiegato) tra quasi 60 calciatori selezionati dai due ct fa abbastanza scalpore.
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—Certo, ci sono da fare due precisazioni: la prima è che tra gli infortunati bianconeri ci sono due che l'aria di Coverciano l'hanno respirata più volte (Cambiaso e Locatelli, quest'ultimo pure Campione d'Europa con Mancini nel 2021) e un altro (Ekhator) che Silvio Baldini ha fatto addirittura già esordire in Nazionale A durante il suo interim da ct; la seconda è che tra i convocati dell'Under 21 ci sono due calciatori di proprietà della Juve (Moruzzi e Faticanti) attualmente in prestito ad Avellino. In generale, comunque, non si intravede nel breve orizzonte un blocco italo-juventino in grado di ricostruire la spina dorsale della Nazionale come avvenuto in passato. I motivi sono molteplici: in primis, il fatto di aver privilegiato i calciatori stranieri sul mercato: nelle ultime 14 sessioni tra estive e invernali, i dirigenti della Juve hanno acquistato appena 10 italiani (Chiesa, Mandragora, Rovella, Locatelli, Kean, Gatti, Cambiaso, Di Gregorio, Vicario ed Ekhator), ma molti di loro sono stati ceduti per ragioni di cassa (Mandragora e Rovella) o di mancata volontà di rinnovare un contratto in scadenza (Chiesa e Kean). Stesso destino, la cessione per plusvalenza, è capitato ai quattro azzurrabili (Savona, Fagioli, Nicolussi Caviglia e Miretti) promossi in questo periodo dalla Next Gen.
juve, i convocati nelle nazionali under
—Proprio la modalità di costruzione della seconda squadra, tra l'altro, è un'altra delle motivazioni: nel corso degli ultimi anni lo scouting bianconero ha saputo portare a Torino, anticipando la concorrenza internazionale, calciatori del calibro di Yildiz, Huijsen, Soulé, Muharemovic, Dragusin, Barrenechea e, ultimamente, Licina, mentre ha faticato sul mercato interno. Guardando più oltre, però, sullo sfondo azzurro si intravede un po' di bianconero. Nelle ultime convocazioni delle altre Under c'erano 11 juventini: Verde e Pagnucco in Under 20, Borasio ed Elimoghale in Under 19, Del Fabro, Rigo, Corigliano e Santa Maria in Under 18 e Ghiotto, Pipitò e Salvai in Under 17. Se uniamo questi indizi alla volontà mai nascosta da parte di Carnevali di ricostruire uno zoccolo duro di italiani, forse in fondo al tunnel attuale si inizia a intravedere una luce azzurra...
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