Amarcord Aquilani: la sfortunata avventura al Milan e Galliani che decise di non riscattarlo
La Gazzetta dello Sport

Amarcord Aquilani: la sfortunata avventura al Milan e Galliani che decise di non riscattarlo

Mercoledì 7 ottobre 2026
1 visualizzazione

Il tecnico del Sassuolo ritrova il Diavolo, con cui giocò nel 2011-12 in prestito dal Liverpool: prima parte di stagione ottimale, poi un infortunio balordo. E il club rossonero non gli permise di arrivare al numero di presenze con le quali sarebbe scattato l'obbligo

Il tecnico del Sassuolo ritrova il Diavolo, con cui giocò nel 2011-12 in prestito dal Liverpool: prima parte di stagione ottimale, poi un infortunio balordo. E il club rossonero non gli permise di arrivare al numero di presenze con le quali sarebbe scattato l'obbligo

Francesco Albanesi 7 ottobre - 17:39 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Aquilani in gol in un Napoli-Milan. Ansa

Corsi e ricorsi storici. Il Milan domenica torna al Mapei Stadium e riapre un album che contiene più incubi che ricordi piacevoli. L’anno scorso finì 2-0 per il Sassuolo, in una delle peggiori partite della gestione Allegri bis in rossonero. Quella volta si giocò di domenica alle 15, stavolta il calcio d’inizio sarà alle 18, ma insomma: il concetto resta. In Emilia, storicamente, il Milan soffre. Il Diavolo ritroverà Alberto Aquilani, tecnico giovane, promettente e abile nel valorizzare i giovani. Aquilani quest’anno ha già messo ko una sua ex squadra, la Juve, e alla ripresa dopo la lunga sosta proverà a fare lo scherzetto anche al Milan. Una squadra in cui, da giocatore, ha militato in prestito per la stagione 2011-12. Come andò? Non benissimo.

VIDEO: Aquilani come Guardiola? L'azione del Sassuolo è da videogioco

aquilani al milan: la formula

—  

A Roma Aquilani è sempre stato “Il Principino”, soprannome nato dalla somiglianza con lo storico capitano giallorosso Giuseppe Giannini, detto “Il Principe”. Centrocampista dai piedi buoni, Alberto non è mai andato oltre i sette gol in una stagione. Quelli, del resto, li faceva fare agli altri. La sua storia con il Milan è un flash, cominciato nella stagione 2011-12, in un contesto non proprio semplicissimo. Quel Milan si era appena laureato campione d’Italia e in rosa aveva diversi campioni: a centrocampo c’erano Seedorf, Ambrosini e Flamini, oltre a Van Bommel, arrivato a gennaio. Aquilani aveva 27 anni e cercava una sua consacrazione dopo l’exploit alla Roma e l’investimento (fallito) da 20 milioni del Liverpool, che prima lo aveva girato in prestito alla Juve e poi, appunto, al Milan. Due prestiti, due grandi piazze, una carriera che cercava ancora la sua strada. Galliani impostò l’operazione con un prestito con obbligo di riscatto fissato a 6 milioni di euro, più uno di bonus, a patto che il giocatore disputasse almeno 25 partite in stagione. Il tutto per un ingaggio di circa due milioni di euro. Le prime parole di Aquilani, col senno di poi, non furono esattamente profetiche: “Ho caratteristiche diverse, ma l'eredità di Andrea Pirlo sarà per me una responsabilità in più”. Ecco, forse quel cognome pronunciato così, platealmente, non gli ha portato troppo bene.

Alberto Aquilani, 42 anni. LaPresse

l'infortunio che cambia tutto

—  

Con il Milan la stagione comincia bene. Allegri lo schiera un po’ ovunque: a volte trequartista nel 4-3-1-2, alle spalle di Pato e Cassano o Ibrahimovic, altre da mezzala. Alberto debutta con un assist all’esordio contro la Lazio e trova il gol a Napoli. Fino a Natale le gioca quasi tutte da titolare e arriva al primo giro di boa con sei assist e un gol. Il prosieguo della stagione, insomma, prometteva bene. A dicembre le sue presenze con il Milan erano già 18, considerando anche la Champions League, e il riscatto sembrava ormai una questione di tempo. Poi, a gennaio, arriva il problema alla caviglia che cambia tutto. Inizialmente si parla di un mese di stop, che poi diventano due e quindi tre. La terapia conservativa non funziona, Aquilani torna in campo soltanto a marzo ma non è più quello di prima. È fuori condizione e Allegri comincia a preferirgli Emanuelson nel ruolo di trequartista. L’ex Roma gioca col contagocce e arriva a metà aprile, con il Milan impegnato nella corsa scudetto contro la Juve, a quota 22,5 presenze complessive. E no, il mezzo punto non è un refuso, ma il risultato di una clausola contrattuale piuttosto creativa: le apparizioni da subentrante valevano infatti 0,5 e non una presenza intera.

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

galliani e il no al riscatto

—  

A maggio Aquilani balla per l’ultima volta con la maglia del Milan contro il Novara, nella partita dei grandi addii di Inzaghi, Nesta, Gattuso e Seedorf. Una specie di titoli di coda collettivi. Galliani si impuntò e decise di non fargli raggiungere le 25 presenze per il riscatto obbligatorio: decisione avallata con Max Allegri. “Mi chiamò nel suo ufficio per spiegarmi la situazione e apprezzai la sua sincerità. Il Liverpool non era contento, voleva monetizzare, si è sentito preso in giro dal Milan e ha preferito trattare con altre squadre”, disse Aquilani tempo dopo. Nell’estate 2012 la Fiorentina lo acquista a parametro zero e Alberto vivrà tre ottime stagioni in viola.

Leggi anche Pato: "Io al Milan per Ronaldo, ma con il Diavolo è sempre stato amore. Tengo tanto ai...Gonçalo Ramos è l'incubo di CR7. Ma che rapporto c'è tra lui e Cristiano?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo