Tornare e vincere subito? La storia lo insegna, si può: Sinner e la lezione di Federer e Nadal
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Tornare e vincere subito? La storia lo insegna, si può: Sinner e la lezione di Federer e Nadal

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Roger l'ha fatto nel 2017, Rafa nel 2021: conquistare lo Slam di Melbourne, gli Australian Open, appena tornati in campo è possibile. Anche Djokovic, con un po' più di pazienza e tempo, è riuscito nell'impresa di tornare vincente dopo gli infortuni del 2018

Roger l'ha fatto nel 2017, Rafa nel 2021: conquistare lo Slam di Melbourne, gli Australian Open, appena tornati in campo è possibile. Anche Djokovic, con un po' più di pazienza e tempo, è riuscito nell'impresa di tornare vincente dopo gli infortuni del 2018

Luigi Ansaloni Collaboratore 7 ottobre - 17:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ci sono due illustri precedenti che danno speranza a Jannik Sinner e ai suoi tifosi quando si parla di ritorni alla grande dopo lunghi infortuni: si chiamano Roger Federer e Rafael Nadal. Il n.1 del mondo ha annunciato che il suo 2026 è finito a causa del problema al ginocchio, il che vuol dire arrivederci in Australia, quando saranno passati quasi sei mesi dalla trionfale finale di Wimbledon. Un ritorno vincente, direttamente in uno Slam, non è utopia e negli ultimi anni ce l’hanno insegnato proprio Roger e Rafa. 

Il 2017 e il miracolo di Roger

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Premessa positiva: sia lo svizzero sia lo spagnolo erano parecchio più avanti con gli anni di Jannik quando hanno trionfato in Australia dopo una lunga assenza. Roger Federer rientrò in Australia a gennaio del 2017, a 35 anni inoltrati, dopo aver giocato, anche lui, la sua ultima partita a Wimbledon, in semifinale, sconfitto da Milos Raonic. Sembrava il canto del cigno di una carriera straordinaria, diciassette Slam e tanti saluti. E invece, a Melbourne, il miracolo. Dopo un riscaldamento alla Hopman Cup di Perth, lo svizzero sorprese il mondo e si prese il diciottesimo Slam agli Australian Open, battendo Rafael Nadal in un’indimenticabile finale di cinque set. 

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I ritorni di Rafa

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Nadal lo ha fatto più volte: quando il corpo sembrava presentargli il conto, lui è tornato più forte di prima. Due dei suoi comeback più clamorosi sono quelli del 2013 e del 2022, due rientri separati da nove anni ma con lo stesso copione. Nel 2012 il problema al ginocchio lo costrinse a fermarsi per oltre sette mesi, dopo la sconfitta con Lukas Rosol a Wimbledon. Nadal tornò nel febbraio 2013 a Viña del Mar e da lì iniziò una stagione straordinaria: dieci titoli, tra cui Roland Garros e Us Open, e il ritorno al numero 1 del mondo. Nel 2021 fu il piede sinistro a fermarlo. Sette mesi lontano dai tornei e il timore che la carriera fosse ormai arrivata al capolinea, a quasi 35 anni. Invece, nel gennaio 2022, Nadal tornò a Melbourne e vinse l’Australian Open dopo una finale epica contro Medvedev, rimontando due set di svantaggio. Poi conquistò anche il 14° Roland Garros. 

E Nole?

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Anche Djokovic è riuscito a tornare vincente dopo gli infortuni, ma ci è voluto più tempo. Nel 2018, dopo l’infortunio al gomito destro che gli fece chiudere in anticipo il 2017 e una crisi che lo aveva fatto precipitare al numero 22 del ranking, il serbo sembrava lontano dai vertici. Ci volle qualche mese prima di tornare competitivo. A Wimbledon, però, iniziò la rinascita: batté Nadal in una semifinale epica di cinque ore e 15 minuti e conquistò il titolo. Poi arrivarono Cincinnati e Us Open, fino al ritorno al numero 1 a fine anno. Nel 2024 un’altra sfida: il menisco del ginocchio destro lesionato al Roland Garros, l’operazione e, appena tre settimane dopo, il ritorno a Wimbledon, dove raggiunse la finale. Otto settimane e mezzo dopo l’intervento, a Parigi, batté Alcaraz e conquistò finalmente l’oro olimpico.

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