Event Technical Centre, il cervello della F1: ecco quello che non si vede dietro i GP
La Gazzetta dello Sport

Event Technical Centre, il cervello della F1: ecco quello che non si vede dietro i GP

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Dai 300 sensori su ogni monoposto ai 650 terabyte di dati raccolti in un weekend: l’Event Technical Centre trasforma ogni istante della gara in immagini, grafiche e informazioni per milioni di spettatori

Dai 300 sensori su ogni monoposto ai 650 terabyte di dati raccolti in un weekend: l’Event Technical Centre trasforma ogni istante della gara in immagini, grafiche e informazioni per milioni di spettatori

Alessandro Miglio Giornalista 7 ottobre - 18:36 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Grazie a tutti a Maranello, mi avete aiutato a realizzare questo sogno. Forza Ferrari!". Il team radio con cui Lewis Hamilton ha festeggiato in Catalogna il primo successo con la rossa è diventato iconico. A trasmetterlo in tutto il mondo è stato l’Event Technical Centre della Formula 1, che non si occupa soltanto di questo: è il luogo in cui nascono le immagini, le grafiche e tutti i contenuti per le tv. "Abbiamo 300 sensori su ciascuna macchina e un rilevatore ogni 150 metri in pista, sappiamo esattamente che cosa sta succedendo", spiega Dean Locke, Director of Broadcast and Media. "Siamo anche i cronometristi ufficiali della massima serie. Abbiamo rilevatori in sala di controllo e nel nostro centro tecnologico nel Regno Unito".

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Le sfide

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Raccontare la Formula 1 è molto più complesso rispetto ad altri sport: "Tutto avviene in modo incredibilmente veloce e l’azione non si ferma mai. Nel tennis o nel calcio sono presenti varie interruzioni, che consentono di mostrare i replay, noi invece non abbiamo momenti in cui non succede nulla. Inoltre, i circuiti sono lunghi diversi chilometri e non c’è una palla che catalizza l’attenzione, ma potenzialmente nello stesso istante due o più piloti possono effettuare dei sorpassi in punti diversi della pista". Uno dei segreti del centro tecnologico è la cooperazione tra le persone presenti nella struttura del circuito (circa 140) e quelle collegate dal Regno Unito (160). Fino al 2020 tutta la produzione ha attraversato il mondo di gara in gara. Adesso invece gli spostamenti sono stati sensibilmente ridotti, sia per quanto riguarda le persone che le attrezzature.

Top secret

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A Monza l’Event Technical Centre si trova appena fuori dal paddock. Può sembrare un semplice capannone, ma nasconde una tecnologia degna della Nasa. Per entrare occorre un pass speciale e all’interno non è consentito scattare foto o registrare video. Si calcola che in un singolo weekend di gara vengano raccolti 650 terabyte di dati. Numeri mostruosi: "Abbiamo delle strutture di altissimo livello, che ci permettono di gestire qualsiasi problema dovesse presentarsi. Noi sperimentiamo continuamente nuove tecnologie in vista del futuro. La sfida è crescere allo stesso ritmo del nostro sport, che si evolve in continuazione. Quest’anno vediamo sorpassi in punti in cui in passato era impossibile attaccare. Quindi ci siamo dovuti adattare velocemente per non perderci i momenti più emozionanti della corsa".

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Il target

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Uno degli obiettivi del centro è quello di rendere la Formula 1 comprensibile a tutti: "Abbiamo ovviamente un pubblico di appassionati, ma anche spettatori occasionali - racconta Locke -. Noi cerchiamo di soddisfare le esigenze di entrambi i gruppi. Per riuscirci forniamo le informazioni nel modo più semplice possibile". I team radio vengono mandati in onda con un ritardo in media di soli 15/20 secondi rispetto al reale scambio tra piloti e ingegneri di pista: "È il tempo che ci serve per preparare l’audio e scrivere la trascrizione". In Formula 1 non sono soltanto le macchine ad andare veloci, ma anche il centro tecnologico.

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