Verstappen: "Futuro in Ferrari? Io voglio vincere, non avrebbe senso andarci per arrivare 5° o 6°"
L'olandese parla prima del weekend di Singapore: "Rispetto molto la rossa, però non sono uno nostalgico. Mi vedo ancora alla Red Bull"
L'olandese parla prima del weekend di Singapore: "Rispetto molto la rossa, però non sono uno nostalgico. Mi vedo ancora alla Red Bull"
Marco Giorgini 7 ottobre (modifica alle 19:54) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleArrivare a correre in Formula 1 è il sogno di ogni giovane pilota che sceglie di intraprendere la carriera a quattro ruote. Riuscire a guidare un giorno per la Ferrari è un ulteriore traguardo a cui molti aspirano per entrare nella leggenda. Lo ha spiegato molto bene Toto Wolff, quando due stagioni fa si ritrovò a salutare il passaggio di Lewis Hamilton in direzione Maranello: "Ogni pilota sogna di indossare una tuta rossa a bordo di un'auto rossa". Parole a testimonianza che il fascino della Ferrari è ormai talmente radicato, tra gli addetti ai lavori come tra gli appassionati, da potersi permettere di trascendere dai risultati sportivi. Se c'è qualcuno che però non la pensa in questa maniera quello è Max Verstappen. Alla vigilia del Gran Premio di Singapore, in un'intervista rilasciata a Press Association e ripresa da Sky Uk, al 4 volte Campione del Mondo è stata posta la domanda su un ipotetico futuro a Maranello: "Voglio solo vincere", ha esordito con sicurezza Verstappen, proseguendo: "Non sono un tipo nostalgico. Ho assolutamente molto rispetto per il marchio Ferrari. Ma se questo significa impegnarsi totalmente e guidare per il 5° o 6° posto, che senso ha?".
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—Una risposta in pieno stile Verstappen insomma: senza peli sulla lingua e mai banale. Ma dopo tutto Max è fatto così e, piaccia o meno, è un personaggio di cui questa Formula 1 non può privarsi. L'olandese ha poi proseguito, confermando la piena fiducia nel progetto Red Bull, scuderia con cui ha appena firmato un rinnovo di contratto fino al 2030: "Sono molto orientato alle prestazioni e ho già vinto molto con questa squadra. La Red Bull per me è una seconda famiglia e la sfida di ricostruire tutto mi spinge ad andare avanti". Non è mancata anche una domanda sul suo ex team principal Christian Horner, e sull'atmosfera che si respira ora nel box con Laurent Mekies al timone: "Mi piace come stanno andando ora le cose, considerando il comportamento di tutti. Ora è tutto meno stressante. Dovesse tornare nel paddock Horner? Non voglio sembrare scortese, ma non è un mio problema né una mia preoccupazione. Ha dimostrato di aver fatto un buon lavoro e se dovesse esserci una buona opportunità sono sicuro che tornerà".
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