Grazie di tutto, Leo. Anche di averci insegnato a rallentare
L’ultimo tango con l’Argentina chiude un’epoca: dai rigori sbagliati alla fantasia, dall’altruismo al calcio giocato con gli occhi prima ancora che con i piedi, tutto ciò che Messi ci lascia oltre i trofei
L’ultimo tango con l’Argentina chiude un’epoca: dai rigori sbagliati alla fantasia, dall’altruismo al calcio giocato con gli occhi prima ancora che con i piedi, tutto ciò che Messi ci lascia oltre i trofei
Luigi Garlando Giornalista 8 ottobre - 07:13 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDi fatto, Lionel Messi non lo vedremo più. Giocherà ancora là in fondo, dalle parti di Trump, ma ci arriverà solo qualche breve immagine, qualche punizione delle sue, qualche carezza a giro... Mai più Nazionale, mai più Mondiali. L’ultimo tango contro il Benin è stato un ritiro mascherato. E allora ringraziamolo, per la bellezza che ci ha regalato, ma anche per tutto ciò che ci ha lasciato. Tipo l’esempio per i bambini. Il mister sentenzia dopo il provino: "Mi spiace. Sei bravino, ma troppo piccolo". Il bambino, che ieri piangeva, oggi fa spallucce: "Seee... Anche la Pulce era piccola, poi ha vinto 8 Palloni d’oro". L’ultimo gol nell’Argentina lo ha segnato su rigore, per ricordare che in carriera ne ha sbagliati 35 (4 dolorosi ai Mondiali).
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—I bambini che non ascoltano De Gregori hanno imparato da Leo che un giocatore non si giudica da un calcio di rigore e che la sconfitta, anche se ti fa soffrire e piangere, è solo una cerimonia di passaggio, come la Pasqua, verso il trionfo, la resurrezione. Un giocatore si giudica dall’altruismo e dalla fantasia. Contro Benin, ha servito più assist (2) che gol (1). Il Messi(a) ancora una volta ha spezzato il pane per gli apostoli, con il solito senso di squadra che al Goat di Madeira talvolta sfugge. E poi ci ha insegnato che il calcio del pressing feroce, degli esterni che sfrecciano come TGV, si può attraversare anche camminando, come fa lui, ruotando la testa come un faro, alla ricerca di corridoi invisibili. L’insegnamento più prezioso, perché vale anche fuori dal campo: rallentate la vita, non perdetevi il paesaggio, i momenti, le emozioni. Grazie di tutto, Leo.
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