Autovelox sull'altro senso di marcia: la multa è legittima?
Multa da autovelox posizionato sul lato opposto della strada: quando è legittima e quando, invece, il verbale può essere impugnato.
Multa da autovelox posizionato sul lato opposto della strada: quando è legittima e quando, invece, il verbale può essere impugnato.
Jacopo Moretti 8 ottobre - 07:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Gli autovelox non sono tutti uguali: esistono quelli unidirezionali e quelli bidirezionaliSu una strada a doppio senso di circolazione c'è un autovelox, installato per controllare le auto che procedono in una direzione. Un automobilista passa però sulla corsia opposta, un po' sopra il limite, senza vedere nessun agente e senza essere fermato. Poi, dopo qualche settimana, riceve a casa un verbale per eccesso di velocità. Il dubbio nasce subito: l'apparecchio era rivolto verso l'altro senso di marcia, quindi poteva davvero rilevare quel passaggio? Una situazione frequente sulle strade a due corsie, che costringe a scegliere tra pagare e contestare. Ma una multa rilevata da un autovelox che guarda l'altro senso di marcia è valida o no?
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—Il primo requisito è tecnico. Non tutti gli apparecchi leggono le targhe in entrambe le direzioni: lo fanno solo i modelli bidirezionali, mentre quelli unidirezionali misurano esclusivamente il traffico del senso per cui sono stati installati. Chi sorpassa invadendo la corsia opposta dove c'è un dispositivo di questo tipo, quindi, non rischia la sanzione per eccesso di velocità (resta fermo, naturalmente, il divieto di sorpassi vietati o pericolosi, che il Codice punisce a prescindere dall'autovelox). Poi c'è la questione dell'autorizzazione. Su autostrade e strade extraurbane principali la rilevazione senza fermare il conducente è consentita direttamente dalla legge. Sulle strade urbane di scorrimento e su quelle extraurbane secondarie, invece, serve un decreto del Prefetto che individui il tratto preciso in cui la polizia può operare per sanzionare un conducente senza fermarlo, così come previsto dall'art. 4 del d.l. 121/2002. La legge non impone che il provvedimento indichi anche il senso di marcia: se il decreto tace sul punto, secondo la Cassazione (ordinanze n. 23726/2018 e n. 30323/2018) il rilevamento può avvenire su entrambi i lati e la multa resta valida. A patto, ovviamente, che l'apparecchio sia bidirezionale e che la postazione sia preventivamente segnalata e ben visibile su entrambi i sensi di marcia, come richiede l'art. 142, comma 6-bis, del Codice della Strada.
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—Il quadro cambia se il decreto prefettizio indica espressamente un solo senso di marcia o una sola carreggiata. In questo caso l'autovelox collocato sul lato opposto non è coperto da alcuna autorizzazione e il verbale è affetto da quella che i giudici definiscono illegittimità derivata, perché viene meno la deroga all'obbligo di contestazione immediata. Nemmeno eventuali note chiarificatrici dell'amministrazione possono rimediare, come ribadito dalla sentenza n. 12309/2019 della Cassazione, orientamento poi confermato anche dall'ordinanza n. 15760/2020. Chi riceve il verbale può quindi impugnarlo davanti al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica oppure presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni. Ma come si fa a sapere cosa prevede il decreto? Basta consultarlo sul sito ufficiale della Prefettura, nell'area dedicata all'Ufficio Territoriale del Governo competente per il territorio in cui è stata irrogata la multa, nella sezione dedicata all'Amministrazione Trasparente. Gli estremi del provvedimento devono comunque risultare nel verbale, ed è proprio da lì che conviene partire per individuare il documento giusto e verificare che indichi davvero un unico senso di marcia: se il testo non lo precisa, le possibilità di successo si riducono drasticamente.
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