Sinner, il piano per tornare quello di prima: un mese senza tennis e l'Australia nel mirino
Definite le terapie per curare la tendinopatia: sarà fondamentale il rinforzo muscolare. Scelto uno specialista che arriva dal mondo dello sci
Definite le terapie per curare la tendinopatia: sarà fondamentale il rinforzo muscolare. Scelto uno specialista che arriva dal mondo dello sci
Federica Cocchi Giornalista 8 ottobre - 08:30 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSpegni e riaccendi. Quando il tecnico del pc propone questa soluzione illuminata, l’istinto è di mandarlo a quel paese con stizza. A volte, però, si tratta dell’opzione migliore. A Sepang, Lewis Hamilton con la monoposto in tilt ha ricevuto la stessa indicazione e alla fine è salito sul podio. Insomma, per farla breve, anche per Jannik Sinner spegnere e riaccendere è al momento la scelta migliore. Spegnere l’infiammazione del ginocchio, il clamore della sua decisione di fermarsi, il rumore delle mille ipotesi sul rientro e il chiacchiericcio di chi lo dà per spacciato. Sinner, che martedì ha annunciato di aver concluso il suo 2026 tennistico per dedicarsi alla cura dell’infortunio alla bandelletta ileo-tibiale della gamba destra, ora deve riposare. Spegnersi per riaccendersi in Australia.
VIDEO: Cosa ha scritto Berrettini a Sinner dopo lo stop? Matteo racconta tuttodallo sci
—Sinner si è affidato a un ortopedico di grande fama ed esperienza come Herbert Schoenhuber, in passato col Milan ma soprattutto per anni presidente della commissione medica della Fisi, la federazione sport invernali di cui ora è presidente onorario. Ha curato, tra gli altri, anche Alberto Tomba, amico di Jannik Sinner e di Alex Vittur. Il padre dell’agente e mentore di Jannik era preparatore della Nazionale di sci a metà degli Anni 80 e l’ambiente della neve è sempre rimasto nella sua vita, oltre che negli affari che gestisce. La scelta dello specialista arriva dunque da un ambiente caro a Jannik, che si fida dell’amico Alex più di se stesso. Lo sci, poi è lo sport in cui il numero 1 (fino al 1° novembre) eccelleva da bambino, prima di scegliere la racchetta. Schoenhuber ha proposto a Sinner di andare a Lione a farsi vistare da Bertrand Sonnery-Cottet, chirurgo ortopedico che ha operato all’Hopital Jean Mermoz quattro giocatori juventini di recente (Bremer, Gatti, Locatelli e Thuram) e ha visitato anche il regal ginocchio di Kylian Mbappè.
il trattamento
—A Lione Jannik si è sottoposto a un trattamento di “prp”, che sta per “plasma con piastrine” in cui si usa il sangue del paziente. Dopo un normale prelievo, il sangue viene centrifugato per concentrare le piastrine, ricche di fattori di crescita, e il plasma ottenuto viene poi infiltrato nella zona interessata, a volte con una guida ecografica. L’obiettivo è favorire i naturali processi di riparazione dei tessuti e ridurre il dolore e l’infiammazione. Dopo il viaggio in Francia e l’annuncio dello stop, Jannik è tornato a casa e trascorrerà un po’ di tempo tra le sue montagne e con la famiglia. La convalescenza migliore prima di tornare a Montecarlo. Per un mese circa non giocherà a tennis e si dedicherà al programma di recupero. Dove non è ancora chiaro. Potrebbe essere ancora il J Medical, dove Jannik è rimasto oltre un mese prima di tentare il viaggio verso l’Asia poi cancellato. Terapia conservativa, dunque, e rinforzo muscolare, per aiutare il tendine: "La medicina migliore per una tendinopatia, oggi lo sappiamo per certo, è il recupero della forza - ci ha spiegato il dottor Tencone, medico dello sport per 17 anni alla Juventus e ora direttore dell’Isokinetic di Torino -. Lavorando bene sulla muscolatura si danno stimoli addirittura riparativi sul tendine che magari non guarisce al 100% perché è una struttura un po’ complessa, ma comincia a star bene sulla forza e abbiamo visto che va fatto anche con un po’ di dolore".
Antipodi
—La sindrome della bandelletta ileo tibiale, che è stata diagnosticata a Sinner da tutti i medici che l’hanno visto, non prevede solitamente un passaggio chirurgico e questa è la notizia migliore. Dopo questo primo mese, il giocatore potrà pian piano riprendere col tennis, senza forzare e procedendo a piccoli passi. Il primo traguardo è poter lavorare sulla preparazione invernale, che vista la situazione (in Medio Oriente potrebbe anche non essere a Dubai), in modo da iniziare gli allenamenti per l’Australia in tempo per sentirsi competitivo. Presumibilmente, a differenza dalle ultime due stagioni, quando Jannik era arrivato a Melbourne direttamente per allenarsi, acclimatarsi e giocare l’Australian Open. Questa volta bisognerà cambiare i piani, magari arrivando in anticipo agli Antipodi per giocare un torneo di avvicinamento, magari l’Atp di Brisbane e un’esibizione. La scalata verso il ritorno è appena cominciata.
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