Civ a Vallelunga, gran finale con quattro titoli da assegnare
La Gazzetta dello Sport

Civ a Vallelunga, gran finale con quattro titoli da assegnare

Giovedì 8 ottobre 2026
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Il Civ 2026 arriva al Round Roma Capitale con Filippo Bianchi già campione Sportbike e quattro classifiche ancora matematicamente aperte. Delbianco ha 48 punti su Giannini, ma in Superbike ne restano 78 da assegnare, Dalla Porta può chiudere la Supersport già sabato, a Perez Selfa basta arrivare una volta al traguardo in Moto3. La Moto4 è invece ancora tutta da giocare, con cinque piloti ancora in corsa

Il Civ 2026 arriva al Round Roma Capitale con Filippo Bianchi già campione Sportbike e quattro classifiche ancora matematicamente aperte. Delbianco ha 48 punti su Giannini, ma in Superbike ne restano 78 da assegnare, Dalla Porta può chiudere la Supersport già sabato, a Perez Selfa basta arrivare una volta al traguardo in Moto3. La Moto4 è invece ancora tutta da giocare, con cinque piloti ancora in corsa

Valerio Boni 8 ottobre - 08:30 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Alessandro Delbianco arriva a Vallelunga con un discreto margine di vantaggio, ma con tre gare da disputare in due giorni non si può permettere di stare a guardare

Un campione è già stato incoronato, ma quattro sono ancora da scegliere. Il Civ 2026 arriva dal 10 all’11 ottobre all’Autodromo Piero Taruffi di Vallelunga per il Round Roma Capitale, sesto e ultimo appuntamento di una stagione che ha lasciato quasi tutti i verdetti aperti fino al weekend conclusivo. Filippo Bianchi ha già chiuso matematicamente la Sportbike a Cremona; nelle altre categorie la situazione varia invece dalla quasi certezza di Vicente Perez Selfa in Moto3 all’incertezza assoluta della Moto4. L’appuntamento è stato presentato anche in Campidoglio, a sottolineare il legame tra la finale del Civ e Roma. La Fmi ha annunciato iniziative dedicate al pubblico e ai giovani, alcune realizzate insieme all’Esercito Italiano, mentre per chi raggiungerà Vallelunga in moto è previsto un parcheggio riservato. E domenica sera, alle 19, il Centro Congressi ospiterà la premiazione dei campioni italiani.

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aspettando il weekend

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L’attività comincerà in realtà prima del weekend. Giovedì saranno effettuate le verifiche tecniche e sportive, mentre venerdì spazio alle prove libere e alle prime qualifiche. Le cinque categorie Civ entreranno in pista dalle 10.45 con la Moto3, seguita da Moto4, Sportbike, Superbike e Supersport; nel pomeriggio sono previste le Q1. Sabato mattina arriveranno le Q2, quindi dalle 14 scatteranno le gare che interessano direttamente il campionato: Superbike alle 14, Supersport alle 14.40, Sportbike alle 15.20, Moto4 alle 16 e Moto3 alle 16.40. Domenica sarà ancora più importante. Alle 10.50 è prevista la Superpole Race della Superbike, poi Gara 2 Moto4 alle 11.35 e Moto3 alle 12.20. Dopo la pit walk si ripartirà con Supersport alle 14, Sportbike alle 14.50 e con la conclusione della Superbike alle 15.45. Per il pubblico il biglietto giornaliero costa 20 euro, 15 il ridotto; tesserati Fmi e altre categorie promozionali possono entrare con 5 euro acquistando il titolo alle casse. L’abbonamento per sabato e domenica costa 30 euro intero e 20 ridotto, mentre gli Under 14 pagano un euro al giorno o due per il weekend. Tutte le gare saranno trasmesse in diretta su FedermotoTV.

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Gabriele Giannini è il primo inseguitore di Delbianco: 143 punti contro 191. A Vallelunga avrà bisogno di un weekend impeccabile e di qualche passo falso del leader, ma la Superpole Race rende ancora possibile una rimonta che a Cremona sembrava meno probabile

Superbike: 48 punti non bastano

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Quella di Alessandro Delbianco sembra una situazione molto favorevole, ma in realtà è meno semplice di quanto suggerisca la classifica. Il campione in carica arriva a Vallelunga con 191 punti, Gabriele Giannini ne ha 143 e Samuele Cavalieri 124. Pirro, quarto a 108, non può invece più raggiungerlo. La differenza rispetto alle altre categorie è la Superpole Race della domenica mattina. Con Gara 1, gara breve e Gara 2, il bottino massimo del fine settimana sale a 78 punti, considerando anche il punto che premia il giro veloce in ogni gara. Delbianco ha quindi 48 lunghezze su Giannini, ma ne restano 78 da distribuire. A complicare i calcoli, però, potrebbe essere Luca Bernardi. Il sammarinese è stato uno dei grandi protagonisti di Cremona: ha vinto Gara 1 con l’Aprilia, firmando anche il giro veloce, e domenica ha chiuso nuovamente sul podio, terzo ad appena 78 millesimi da Giannini. Fuori dalla corsa al titolo, Bernardi può però diventare decisivo proprio perché non ha nulla da amministrare: se a Vallelunga riuscisse ancora a inserirsi davanti a Delbianco, Giannini o Cavalieri, finirebbe per sottrarre punti preziosi e modificare sensibilmente i calcoli della volata tricolore. Lo stesso discorso vale, naturalmente, per Rinaldi, Pirro e gli altri piloti capaci di entrare stabilmente nelle prime posizioni. La matematica dice che Delbianco ha bisogno di 31 punti complessivi nelle tre gare per diventare campione indipendentemente da qualsiasi risultato di Giannini. Non significa che debba necessariamente vincere: per esempio, un secondo posto e un quinto valgono già 31 punti, senza nemmeno considerare l’eventuale giro veloce. Il titolo potrebbe però arrivare già sabato. Dopo Gara 1 dovranno restare al massimo 52 punti e Delbianco sarà matematicamente campione se avrà più di 52 lunghezze sia su Giannini sia su Cavalieri. Tradotto in pratica, deve guadagnare almeno 5 punti su Giannini e, contemporaneamente, non concederne più di 14 a Cavalieri. Una vittoria accompagnata dal giro veloce, con Giannini secondo, basterebbe quindi a chiudere i conti. Per Giannini il compito è speculare e molto più impegnativo, perché deve recuperare almeno 49 punti a Delbianco nell’arco delle tre gare per superarlo senza ricorrere alle discriminanti. Se conquistasse il massimo possibile di 78, Delbianco dovrebbe fermarsi a non più di 29 punti. Cavalieri è ancora matematicamente in gioco, ma la sua è ormai una combinazione estrema: deve recuperare 68 punti al leader. Anche con un weekend perfetto da 78 punti, avrebbe bisogno che Delbianco ne raccogliesse al massimo 10 e che Giannini non facesse a sua volta un bottino troppo elevato.

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Per Lorenzo Dalla Porta il vantaggio di 43 punti sul più vicino degli inseguitori lo pone in una condizione relativamente più tranquilla rispetto ad altre categorie

Supersport, a Dalla Porta basta un sesto posto

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La Supersport offre una situazione quasi opposta. Dopo Cremona, Lorenzo Dalla Porta comanda con 185 punti, davanti a Niccolò Antonelli a 142 e Andrea Mantovani a 140. Kevin Zannoni, a quota 135, è ancora matematicamente in corsa, visto che con con 52 punti disponibili può arrivare a 187, appena due più dell’attuale punteggio del leader. Dalla Porta ha però un vantaggio enorme. Gli bastano 10 punti nell’intero weekend per essere certo del titolo indipendentemente dagli altri. Ancora più interessante è il calcolo per Gara 1: un sesto posto sabato vale esattamente 10 punti, e gli consegnerebbe immediatamente il titolo, anche nell’ipotesi peggiore di Antonelli vincitore con giro veloce. Anche un settimo posto accompagnato dal best lap avrebbe lo stesso valore. Antonelli deve invece sperare in un finale completamente diverso. Se conquistasse tutti i 52 punti disponibili, arriverebbe a 194: per essere superato senza ricorrere alla parità, Dalla Porta dovrebbe raccoglierne non più di 8. Mantovani, con un massimo teorico di 192, ha bisogno che il leader ne totalizzi al massimo 6. Ancora più impervia è la strada di Zannoni, che anche con due vittorie e due giri veloci arriverebbe a 187, quindi Dalla Porta dovrebbe fermarsi praticamente del tutto, raccogliendo non più di un punto. Il favorito è evidente, ma Cremona ha anche ricordato che Antonelli arriva alla finale nel suo momento migliore, reduce da una doppietta e da quattro podi consecutivi.

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A Vicente Perez Selfa sarà sufficiente portare a casa due punti per conquistare il numero 1. Ma è difficile pensare a un fine settimana da calcolatore per lo spagnolo che è stato il mattatore di Moto3, in sella alla moto realizzata dal Politecnico di Torino

Moto3, quel punto conquistato da Sponga

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È la situazione matematica più curiosa finale di campionato. Vicente Perez Selfa guida la Moto3 con 217 punti, Valentino Sponga ne ha 166. Il vantaggio è quindi di 51 lunghezze, mentre nelle due gare di Vallelunga se ne possono conquistare al massimo 52. Da Dalt, terzo a 153, è ormai fuori dalla corsa. A Cremona Sponga aveva salvato la possibilità matematica praticamente all’ultimo giro, superando Leonardi e conquistando quel punto che ha portato il distacco a 51 invece che a 52. È stato sufficiente per rimandare la festa di Perez. Adesso però allo spagnolo serve pochissimo. Due punti complessivi gli garantiscono il titolo senza dover fare alcun conto sui risultati dell’avversario, visto che equivalgono, per esempio, a un quattordicesimo posto in una delle due gare. Con un solo punto si potrebbe arrivare, nell’ipotesi estrema, alla parità e quindi all’applicazione dei criteri previsti dal regolamento, e si calcolerebbero quindi le vittorie di tutta la stagione. Una condizione ancora una volta favorevole allo spagnolo. Per Sponga esiste in pratica una sola strada: deve puntare al massimo. Con due vittorie e due giri veloci raccoglierebbe 52 punti e salirebbe a 218; in quel caso Perez dovrebbe restare a zero per essere superato. Già un piccolo risultato del leader renderebbe l’impresa impossibile. Perez può addirittura chiudere il discorso sabato in quasi tutti gli scenari: il titolo resterebbe aperto per domenica soltanto se Sponga riuscisse a recuperargli almeno 25 punti in Gara 1.

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Lo svizzero Davide Dotta arriva alla finale Moto4 con 118 punti, a 30 dal leader Rizzi. La matematica lo tiene ancora in corsa, ma per riaprire davvero il discorso serviranno due gare perfette

Moto4, in cinque senza margini da amministrare

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Se la Moto3 ha un titolo virtualmente assegnato, la Moto4 è l’esatto contrario. Luca Rizzi guida con 148 punti, Edoardo Savino ne ha 141, Lorenzo Fino 137, Stefano Salvetti 131 e Davide Dotta 118. Sono tutti ancora matematicamente in corsa. Paglioni, rimasto a quota 95 dopo il doppio zero di Cremona, può invece arrivare al massimo a 147, quindi è fuori dalla lotta per appena un punto rispetto al bottino che Rizzi possiede già oggi. Qui parlare di gestione è impossibile. Rizzi ha solo 7 punti su Savino e 11 su Fino. Per essere completamente indipendente dai risultati di Savino dovrebbe raccogliere 46 dei 52 punti disponibili, perché il rivale può ancora arrivare a 193. Una vittoria e un secondo posto, da soli, valgono 45, servirebbe quindi anche almeno un giro veloce. In altre parole, nemmeno due podi molto pesanti garantiscono automaticamente il titolo. Per Savino il calcolo (ma solo quello) è molto più semplice, perché deve recuperare 8 punti a Rizzi nelle due gare per superarlo. Fino deve recuperarne 12 al leader, Salvetti 18, Dotta addirittura 31. Ma questi ultimi devono naturalmente fare i conti anche con tutti i piloti che li precedono. Per capire quanto la situazione sia aperta basta un esempio. Se Savino facesse il weekend perfetto da 52 punti arriverebbe a 193: Rizzi, per restargli davanti senza parità, dovrebbe raccoglierne almeno 46. Se fosse invece Fino a conquistare il massimo, arriverebbe a 189 e costringerebbe Rizzi a totalizzare almeno 42 punti per restare sicuramente davanti, sempre tenendo d’occhio Savino. È probabilmente la categoria nella quale la classifica cambierà più volte, anche virtualmente, nell’arco delle due gare.

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L'unico pilota che potrà pensare solo a divertirsi sarà Filippo Bianchi, che ha chiuso la pratica Sportbike già a Cremona

Bianchi corre già da numero 1

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L’unica categoria che non richiede l'uso di una calcolatrice sarà la Sportbike. Filippo Bianchi è arrivato a quota 212 punti e ha conquistato matematicamente il titolo già nella Superpole Race di Cremona. Emiliano Ercolani, secondo, è fermo a 133 e Samuel Di Sora a 106. Vallelunga servirà quindi per decidere le posizioni alle spalle del campione e per chiudere una stagione nella quale Bianchi ha conquistato sette vittorie prima dell’ultimo appuntamento. Il paradosso è che proprio dopo essersi assicurato il titolo Bianchi era caduto poche ore più tardi in Gara 2: una dimostrazione quasi perfetta di quanto fosse importante chiudere la pratica appena se ne era presentata l’occasione.

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la stagione si decide in 24 ore

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Vallelunga avrà quindi quattro finali molto diversi. Perez Selfa deve praticamente soltanto evitare uno zero totale. Dalla Porta può diventare campione già sabato con un sesto posto. Delbianco ha un margine ampio, ma deve gestire una Superbike che mette ancora in palio tre risultati e 78 punti. Rizzi, invece, non dispone praticamente di alcun cuscinetto: sette punti su Savino e undici su Fino significano che ogni sorpasso può modificare la classifica di campionato. Il regolamento prevede inoltre che, in caso di parità di punti, si guardi prima al numero di vittorie, poi ai secondi posti e agli altri piazzamenti; in caso di ulteriore parità conta il risultato ottenuto nell’ultima gara. Un dettaglio che, soprattutto in Moto4 e nel remotissimo scenario di parità della Moto3, potrebbe diventare tutt’altro che teorico. Alle 19 di domenica i conti verranno definitivamente abbandonati: al Centro Congressi di Vallelunga saranno premiati i campioni italiani 2026. Prima, però, restano abbastanza punti per trasformare l’ultimo weekend in qualcosa di molto diverso da una passerella di fine stagione.

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