Toni Nadal: "Sinner, fai come Rafa: così tornerai numero uno"
La Gazzetta dello Sport

Toni Nadal: "Sinner, fai come Rafa: così tornerai numero uno"

Giovedì 8 ottobre 2026
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Lo zio e allenatore della leggenda spagnola: "Deve tornare solo quando sarà completamente recuperato. Oggi campi e velocità della palla fanno infortunare troppo i giocatori"

Lo zio e allenatore della leggenda spagnola: "Deve tornare solo quando sarà completamente recuperato. Oggi campi e velocità della palla fanno infortunare troppo i giocatori"

Federica Cocchi Giornalista 8 ottobre - 09:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Nadal è il campione che più di tutti, in carriera, ha dovuto pagare pegno agli infortuni. Ha vinto 22 Slam prima che il suo corpo gli dicesse definitivamente basta. Lo zio e allenatore Toni ha dovuto gestire i tanti stop and go da cui, però, il mancino di Maiorca è sempre tornato vincente.

Toni, Jannik Sinner ha chiuso in anticipo la stagione. Quando un giocatore deve affrontare un infortunio così lungo, qual è la parte più difficile da gestire?

"L’incertezza, perché non sai se tornerai completamente a posto, se tutto funzionerà come prima. Il problema del tennis di oggi è che gli infortuni ti ammazzano. Abbiamo visto anche Carlos Alcaraz: è rimasto fuori quasi 5 mesi per il polso". 

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Il rischio potrebbe essere quello di voler rientrare troppo presto?

"Non credo che Sinner lo farà. Tutti i giocatori di alto livello sanno che bisogna essere completamente recuperati perché il ritorno avvenga nel modo giusto. Immagino che lui proverà a giocare gli Australian Open. Alla fine dipende tutto da come starà fisicamente e da come reagirà la testa. Se quando giochi continui a pensare al ginocchio, diventa più difficile. Ma Sinner è un giocatore cerebrale, un ragazzo tranquillo. Non credo che avrà problemi, ha abbastanza mesi davanti per recuperare e li gestirà al meglio". 

Quali sono le difficoltà di un giocatore durante uno stop così lungo?

"Credo sia vedere quello che fanno gli altri. Adesso Sinner starà attento a come giocano Alcaraz, Zverev e i suoi principali rivali. Però, quando la stagione sarà finita dopo Torino, tutto ricomincerà da zero. Da quel momento avrà anche la tranquillità necessaria per tornare ad allenarsi normalmente e guardare avanti". 

Se potesse dare un consiglio a Sinner sulla base di ciò che ha vissuto con Rafa, cosa gli direbbe?

"Per l’esperienza che ho in queste situazioni, bisogna prendere le cose con tranquillità. È ancora un tennista molto giovane, ha molti anni di carriera davanti e deve tornare soltanto quando sarà completamente recuperato. Se affronterà questo periodo con un atteggiamento positivo, alla fine riprenderà la stessa strada sulla quale si trovava prima di lasciare le competizioni. Ha chiuso vincendo Wimbledon, che è sempre un grandissimo risultato. Deve continuare a fare quello che stava facendo". 

Ritroveremo un Sinner vincente? 

"Esattamente come Alcaraz. Quando Carlos ha avuto il problema a Barcellona, ha saputo aspettare con pazienza. Già al primo torneo del rientro, lo Us Open, è andato vicino a fare un grande risultato, poi adesso ha vinto Tokyo. Credo che a Sinner succederà la stessa cosa. È troppo forte per non tornare sulla stessa strada". 

C’è un momento della carriera di Rafa che considera utile come esempio?

"Il problema al ginocchio che Rafael ebbe nel 2012. Ebbe diversi problemi. Saremmo dovuti tornare per il Masters di fine anno a Londra, ma non fu possibile. Poi pensammo a Doha e anche lì non riuscimmo. Alla fine saltò pure gli Australian Open. Eppure nel 2013 finì l’anno da numero uno del mondo. All’inizio fece un po’ di fatica. Poi ad Acapulco giocò già molto bene e credo che vinse anche Indian Wells. Da quel momento cambiò tutto". 

Tutto sta nel ripartire, dunque?

"All’inizio hai inevitabilmente una visione negativa, perché sai quanto è duro non competere. Vedi i tuoi rivali giocare bene, vorresti essere lì e invece non ci sei. Poi, con la giusta mentalità, si supera tutto. In ogni caso il tennis dovrebbe cambiare qualcosa perché non è possibile che i migliori giocatori del mondo si infortunino semplicemente giocando a tennis. Puoi infortunarti se prendi un colpo o se cadi". 

E invece? 

"I campi duri e la velocità della palla fanno sì che ci si faccia male molto di più, perché l’impatto sul corpo è continuo. Sinner è un giocatore che sta molto basso sulle gambe, le flette tantissimo. Quando corri così tanto, a ogni frenata c’è un impatto continuo che alla fine ti logora. Quando giochi a questa velocità c’è sempre qualche movimento brusco e gli infortuni arrivano così. Io dico che è il momento di rallentare magari usando racchette più piccole che impediscano di colpire così forte".

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