Woltemade già bocciato: gioca poco e non segna, la Juve ora punta...
L'errore sotto porta contro la Serbia, diventato virale, ha rincarato la dose. E il club bianconero sta già valutando le alternative
L'errore sotto porta contro la Serbia, diventato virale, ha rincarato la dose. E il club bianconero sta già valutando le alternative
Guglielmo Buccheri Giornalista 8 ottobre - 10:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl mondo visto da (quasi) due metri di altezza (1,98 cm) può apparirti così piccolo da sentirti un gigante. E piccola, agli occhi di Nick Woltemade, deve essere sembrata la porta dello stadio di Monaco dove la Germania di Klopp stava battendo la Serbia: siamo a mezzora dal sipario, al centravanti bianconero viene servita la palla più comoda al mondo, una traiettoria “pulita”, perfetta, da tradurre in gol e non da spedire in curva – è accaduto – con la porta aperta e a soli due metri dal suo piede sinistro. Apriti cielo! L’effetto speciale al contrario diventa virale, finisce dritto dentro la critica tedesca (“Aiuto, abbiamo un problema…il numero 9”, il mantra sui quotidiani) e, allo stesso tempo, nei corridoi e nello spogliatoio alla Continassa.
Sotto esame
—Monaco chiama, Torino risponde e il filo conduttore è lo stesso. L’avventura di Woltemade sotto la Mole è appena cominciata, ma, seppur all’inizio, è già ricca di riflessioni: che tipo di giocatore è atterrato a Caselle a fine mercato? Il tecnico della Signora, Luciano Spalletti, sperava nella “nuova” cura Klopp – appena salito alla guida della Germania – per ritrovarsi tra le mani, alla ripresa, un attaccante più motivato e con il morale alle stelle: non è andata così. Il tema non ruota attorno al giudizio universale, non avrebbe senso dopo poco più di un mese da bianconero, ma quel poco che il gigante di Brema ha fatto vedere non ha certo scaldato i cuori o rafforzato convinzioni e credibilità da giocarsi nell’immediato futuro. Woltemade rappresenta una soluzione temporale, in tutti i sensi: perennemente alla ricerca di una punta come letteratura vuole, la scelta è ricaduta su di lui alle ultimissime curve dell’estate dei trasferimenti e in piena incertezza sugli obiettivi. Nick si racconta più abile da nove e mezzo, meno da nove e, con una sincerità estrema, non ha nascosto le sue non brillanti qualità nel gioco aereo a dispetto dal metro e 98 che lo caratterizza: d’altronde, l’occasione sprecata a Reggio Emilia, casa Sassuolo, gli dà ragione. E, allora? Alla Juventus serve, serviva, un centravanti in grado di aggredire ed occupare l’area di rigore dell’avversario di turno: non c’è. Woltemade si dà, e si darà, da fare in questa direzione, ma, come si è notato nei minuti fino ad ora in campo, ha la tendenza ad uscire dalla zona rossa per cercare il dialogo con chi gli gira attorno. Tutto utile e bello, ma, alla Continassa, i nove e mezzo, o i profili capaci di ricoprire quella posizione, abbondano: Yildiz è ai box, ma dai box uscirà, Alajbegovic sa muoversi dietro la linea del nove, Nico Gonzalez lo ha fatto già in queste prime gare alle dipendenze di Spalletti, McKennie è un jolly per natura.
VIDEO: "Jugovic che c**** ridi?" e quell'abbraccio con Vialli: tutti i segreti di Juve-Ajax '96Prestito fine a se stesso
—Woltemade inciampa e la Germania si tappa gli occhi: dai tempi di Klose il nove non si vede e la speranza che potesse essere Nick a ripercorrerne, in parte, l’esempio si è, ormai, sgonfiata. A Torino, il gigante ex giocatore di pallamano è stato preso con la formula del prestito secco: insieme fino a giugno e, poi, il rientro alla base di Newcastle. Questi i termini di partenza, ma, questi, saranno anche i termini di arrivo: l’aria che si respira dice così. Alla Continassa, giocoforza, non possono che avere il radar accesso su ciò che accade altrove sulla questione centravanti che, se irrisolta, non può che togliere peso alle ambizioni più grandi: se tornare a vincere è il proclama, farlo privi di chi la mette dentro diventa un bel rompicapo. Così nell’agenda dell’amministratore delegato, e direttore generale, Giovanni Carnevali sono entrati i nomi di Mateo Retegui, oggi nella Saudi Pro League all’Al- Qadsiah e uno dei ragazzi di Spalletti in Nazionale, quello di Folarin Balogun, desideroso di una nuova avventura oltre il Monaco, e quello di Antonio Raimondo, rivelazione della sorpresa Frosinone e di proprietà del Bologna. Woltemade si giocherà le sue di carte in attesa del ritorno al Newcastle, la Signora lavora già al nove per giugno quando sarà messa allo specchio per l’ultima chiamata.
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