Umidità, fuso orario europeo, pioggia e format Sprint: è una Singapore per piloti d'acciaio
La Fia ha ufficializzato per questo weekend il protocollo per le gare con alte temperature. Tante le sfide fisiche e tecniche che i protagonisti devono affrontare
La Fia ha ufficializzato per questo weekend il protocollo per le gare con alte temperature. Tante le sfide fisiche e tecniche che i protagonisti devono affrontare
dall'inviata Giulia Toninelli 8 ottobre - 10:14 - SINGAPORE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Una veduta della pista cittadina di Singapore illuminata per il GPCaldo, umidità e rischio precipitazioni non accennano a dare tregua alla Formula 1 che, da Sepang, dove la massima serie ha corso domenica il sedicesimo appuntamento della stagione, si è spostata direttamente a Singapore, per un altro weekend di gara altamente impegnativo dal punto di vista fisico per i protagonisti del paddock. Le temperature per tutto il fine settimana si aggireranno infatti intorno ai 32 gradi, con alte percentuali di umidità – nonostante la gara in notturna – e rischio di pioggia concentrato soprattutto nelle giornate di sabato e domenica. Condizioni altamente impegnative per i piloti, con la conseguente applicazione del protocollo della Federazione Heat Hazard, ufficializzato nel giovedì dedicato agli incontri con i media, per il secondo fine settimana di gara consecutivo.
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—La decisione è stata formalizzata dal direttore di gara Rui Marques, seguendo quanto riportato dall’articolo B1.5.10 del regolamento ufficiale della Fia: "Dopo aver ricevuto una previsione dal Servizio Meteorologico Ufficiale secondo cui l’indice di calore sarà superiore a 31 gradi – si legge nel documento – in un qualsiasi momento durante la Sprint o la Gara di questo fine settimana di gara a Singapore, viene dichiarato Heat Hazard sia per la Sprint sia per la Gara". Un protocollo ormai ben noto ai team che, tra gli obblighi, impone quello legato all’installazione sulle vetture dei componenti del Driver Cooling System, il sistema refrigerante montato sulla monoposto che i piloti potranno decidere di utilizzare o meno (ma in caso di mancato utilizzo dovranno integrare il peso minimo con una zavorra). In questi casi, con temperatura dell’aria superiore ai 30 gradi, quella dell'abitacolo può superare i 50 gradi e un pilota può arrivare a perdere 2-3 kg di liquidi nel corso di un GP.
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sforzo doppio
—A Singapore lo sforzo fisico sarà poi doppio: da una parte la stanchezza dei protagonisti del circus, arrivati a questo appuntamento come ultima tappa di una tripletta consecutiva molto probante, e dall’altra il terzo cambio di fuso orario imposto in tre settimane, vista la gara in notturna che costringerà i piloti a vivere su orari europei nonostante le sei ore di fuso (le stesse del precedente GP in Malesia) a cui tutto il paddock si era abituato. "Per questo c’è da fare un po’ di allenamento – aveva raccontato Kimi a Sepang – iniziare dal lunedì ad andare a letto a tarda ora e svegliarsi più tardi, per prendere pian piano il ritmo con gli eventi in notturna". A queste difficoltà si aggiunge il format di weekend Sprint, l’ultimo di questo campionato, che richiederà ulteriore sforzo fisico per team e piloti, impegnati in una sessione di prove libere, seguita da due qualifiche, una gara breve e un Gran Premio, in una condizione di stress e uso delle energie ben più sfidante rispetto a un fine settimana di gara con format tradizionale.
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