Serie A, chi ha giocato più minuti in questa sosta nazionali? Inter e Milan in testa, Roma riposata
Le squadre di Chivu e Amorim sono le big più "logorate" con oltre 2000 minuti in campo, seguite dal Napoli di Allegri. Più riposate Juve e Roma
Le squadre di Chivu e Amorim sono le big più "logorate" con oltre 2000 minuti in campo, seguite dal Napoli di Allegri. Più riposate Juve e Roma
Matteo Nava Giornalista 8 ottobre - 11:41 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleTutte le strade portano a Roma, ma da Milano in tantissimi partono per il resto del mondo. Ecuador, Stati Uniti d’America, Nigeria e mezza Europa se si parla di Milan; Argentina, Costa d’Avorio e l’altra metà del Vecchio Continente se si parla di Inter. Finalmente torna la Serie A e tre settimane senza campionato hanno ricordato l’astinenza forse ancor più estenuante dell’inverno del 2022 per il Mondiale in Qatar, ma, mentre gli appassionati italiani hanno trascorso parte di questa sosta a scoprire con emozioni alterne i primi vagiti degli Azzurri del Roberto Mancini-bis, le big di Serie A hanno tenuto lo stetoscopio premuto sul torace dei propri calciatori impegnati qua e là nel mondo, tra Nations League, qualificazioni alla Coppa d’Africa e amichevoli internazionali. Sperando che nessuno si infortunasse.
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—Sono stati i due club milanesi a contendersi il primato di squadra più spremuta durante la pausa del campionato e alla fine l’ha spuntata il Diavolo, di poco. E pensare che a trainare il carro è stato un Ardon Jashari (295 minuti) ben più indispensabile in Svizzera che nel capoluogo lombardo, con un rapporto di un minutaggio in maglia rossonera già quasi doppiato da quello con la croce bianca sul petto. Oltre ai più pronosticabili titolari “sfruttati” dalle proprie selezioni nazionali, saltano all’occhio anche i 207 giri d’orologio registrati da Luka Modric con la sua Croazia, nonostante i 41 anni di età e sfide di primissimo livello nel programma della squadra di cui è capitano. Resta importante anche l’occasione di Francesco Camarda con l’Italia Under 21 (118 minuti) anche alla luce del poco spazio avuto finora nel club che lo ha cresciuto. Passando all’Inter, invece, comanda Manuel Akanji con la Svizzera appena davanti a Piotr Zielinski con la Polonia, mentre la seconda linea più valorizzata è stata senza dubbio Aleksandar Stankovic con la Serbia, esperienze preziosissime nel suo percorso di crescita. Ora però c’è da pensare a una Serie A affollatissima e a un calendario che alternerà campionato e competizioni europee senza occasioni di rifiatare fino alla sosta di novembre: una volta incassato come premio il minutaggio ottenuto con la propria nazionale, è già tempo di ringraziare il tempo trascorso in panchina che non ha dato fondo alle riserve di ossigeno nei polmoni.
roma ringrazia
—Agli opposti, considerando le big di Serie A, troviamo i due club della capitale, entrambi poco sopra i 1200 minuti complessivi che rappresentano circa la metà delle capofila. Basti pensare che il bomber Donyell Malen sia rimasto a casa e che il romanista più impiegato con una nazionale maggiore sia stato Evan Ndicka a soli 187’ con la sua Costa d’Avorio. Certo, non si può certo considerare il basso numero di convocati giallorossi come una sottostima del valore della rosa di Gian Piero Gasperini, ma piuttosto il sintomo di un gruppo mediamente meno esperto rispetto alla concorrenza, oltre ad alcune coincidenze figlie dell’ultimo mese. Trovare la Lazio piuttosto in basso in questa graduatoria tutto sommato non sorprende, invece, anche perché l’effetto-sorpresa della banda di Gennaro Gattuso ancora non ha smesso di far parlare di sé. Spicca tra i biancocelesti più spremuti il 23enne Oliver Provstgaard, che con la sua Danimarca pare diventato inamovibile esattamente come a queste latitudini lo è con l’ex commissario tecnico dell’Italia: cause ed effetti si intrecciano, ma la sostanza resta che Roma e Lazio riprendono il bandolo della matassa con pochi calciatori sulle ginocchia con la lingua fuori. Così tenere il passo dell’Inter appare leggermente meno proibitivo...
le altre
—Alla faccia del Napoli decimato dagli infortuni: i 2094 minuti complessivi piazzano la squadra di Massimiliano Allegri sul podio dietro a Milan e Inter, con gli azzurri di spicco sfruttati per difendere le proprie bandiere. Situazione a due velocità per la Juventus, che sulle fasce è stata logorata - da Zeki Celik a Kerim Alajbegovic ed Edon Zhegrova -, mentre la spina dorsale è stata risparmiata: Guglielmo Vicario a zero e tanti altri restati alla Continassa, da Gleison Bremer e Weston McKennie a Randal Kolo Muani. Complessivamente, Luciano Spalletti può sorridere, al netto dei tanti infortuni con cui sta avendo a che fare. Infine il Como, diviso a metà tra l’exploit di giocatori come Lucas da Cunha (Francia) e Nico Paz (Argentina) e i terribili ragazzini di Cesc Fabregas che si sono dati da fare con la propria Under 21. Tutta esperienza che può rivelarsi preziosissima.
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