Aldo Brovarone, la matita di Pininfarina in mostra
Dall'Alfa Romeo Duetto alla Ferrari F40. Il Mauto, Museo nazionale dell’automobile di Torino, celebra a cento anni dalla nascita il grande designer biellese
Dall'Alfa Romeo Duetto alla Ferrari F40. Il Mauto, Museo nazionale dell’automobile di Torino, celebra a cento anni dalla nascita il grande designer biellese
Savina Confaloni 8 ottobre - 11:23 - TORINO  Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Aldo Brovarone è stato il "papà" di pietre miliari della nostra cultura automobilistica come Maserati A6 GCS Berlinetta, Ferrari Dino, Ferrari F40, Alfa Romeo Spider "Duetto", Lancia Gamma Coupé e Peugeot 504 A cento anni dalla sua nascita (il 24 giugno del 1926 a Vigliano Biellese), il Museo nazionale dell’automobile di Torino celebra Aldo Brovarone, "papà" di pietre miliari della nostra storia automobilistica come la Maserati A6 GCS Berlinetta, uno dei suoi primi e più apprezzati capolavori degli anni Cinquanta, la Ferrari Dino, la Ferrari F40, l' Alfa Romeo Spider Duetto, la Lancia Gamma Coupé, e la Peugeot 504, prodotta in milioni di esemplari in tutto il mondo. La mostra al Mauto, curata da Maria Paola Stola Ariusso e aperta fino al 7 marzo 2027, racconta l’avventura professionale del grande designer, dal suo incontro con Piero Dusio in Argentina, dove Brovarone si era trasferito nel dopoguerra, agli anni trascorsi nel Centro stile Pininfarina dal 1953 al 1988. In esposizione, accanto ad alcune delle sue vetture più significative, una trentina di disegni provenienti dall’archivio storico Pininfarina e dagli archivi Cesare Brovarone e Alfredo Stola.
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La Maserati A6GCS/53 Coupé del 1953 ispirata alla Cisitalia 202 di Giovanni Savonuzzi e reinterpretata arrivando ad una perfetta fusione fra tradizione ed innovazioneALDO BROVARONE MAESTRO DI DESIGN AL MAUTO
—«Ho capito di aver fatto un lavoro speciale solo quando dopo essere uscito da Pininfarina i giornalisti di tutto il mondo mi contattavano per intervistarmi» - rammentava Aldo Brovarone negli ultimi anni della sua instancabile carriera (è morto a Torino il 12 ottobre 2020). Umile e geniale, stimato per il garbo e quell'innata eleganza nei modi, Brovarone ha dato forma, con quello che lui definiva "semplicemente un lavoro normale", a modelli e concept car avveniristiche, capaci di anticipare soluzioni destinate a entrare nella produzione di serie. Dalla Superflow, alla base dello sviluppo dell’Alfa Romeo Spider Duetto, fino alla Peugeot 504, prodotta in oltre 3.700.000 esemplari e soprannominata “la Lollobrigida” per la forma dei fanali anteriori che ricordavano lo sguardo magnetico delle grandi dive italiane dell'epoca. E poi i progetti Ferrari, che accompagnano la nascita delle gran turismo a motore anteriore e aprono la strada alle sportive a motore centrale con la vettura che lo renderà famoso in tutto il mondo, la Dino 206 Berlinetta presentata al Salone di Parigi del 1965 da cui deriveranno poi le versioni 206/246 Gt e GTs. «Non è stato facile in poco spazio rendere omaggio ad Aldo Brovarone che L’automobile Classique annovera fra i dieci più talentuosi designer dello scorso secolo - spiega la curatrice Maria Paola Stola Ariusso - ma occuparmi di questa mostra è stato per me un viaggio nei ricordi e nell’amicizia che ci ha legato». Brovarone concepiva il design quale equilibrio totale tra emozione e funzionalità, e il percorso espositivo del Mauto accompagna alla scoperta di alcune delle sue auto più significative selezionate sulla base di testi e memorie, restituendo la continuità di una ricerca stilistica sviluppata nell’arco di un’intera carriera. Tra gli episodi conclusivi di questo percorso figura anche il suo contributo al progetto della futura Ferrari F40, quando alla soglia della pensione Brovarone riuscì a mettere ancora una volta la sua matita al servizio del progetto, sotto la direzione dell’ingegner Leonardo Fioravanti, rivendicando con particolare orgoglio la paternità dell’inconfondibile alettone posteriore.
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La Dino Berlinetta Speciale presentata al Salone dell’Automobile di Parigi nel 1965DALLA MASERATI ALLA LANCIA GAMMA
—I preziosi disegni esposti al Mauto provengono dall’archivio storico Pininfarina, dall’archivio di Cesare Brovarone e dall’archivio di Alfredo Stola. Si parte dal primo progetto per Pinin Farina, la Maserati A6GCS/53 Coupé del 1953 ispirata alla Cisitalia 202 di Giovanni Savonuzzi e reinterpretata arrivando ad una perfetta fusione fra tradizione ed innovazione aerodinamica: prodotta in soli quattro esemplari, nel 2014 in occasione del centenario della Casa modenese venne premiata come la Maserati più bella mai costruita. Gli anni settanta sono rappresentati dalla Lancia Gamma Coupé, presentata al Salone di Ginevra del 1976, insieme alla berlina, e considerata uno dei massimi capolavori stilistici di Pininfarina per Lancia: una vettura che esprime ai massimi livelli il design italiano in un equilibrio perfetto tra armonia delle proporzioni, purezza delle superfici, e cura dei dettagli. Un posto d'onore è poi riservato alla Dino Berlinetta Speciale presentata al Salone dell’Automobile di Parigi nel 1965. Il prototipo, punto di svolta nella collaborazione tra Ferrari e Pininfarina, anticipa il passaggio alle sportive a motore centrale, soluzione adottata da Ferrari dopo una lunga sperimentazione per coniugare prestazioni e sicurezza: in questo modello Brovarone interpreta la nuova architettura con un linguaggio innovativo, unendo il rigore tecnico del telaio tubolare da competizione a delle forme armoniose ed essenziali.
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La Fiat Stola Dedica del 1996,presentata al 66° Salone di Torino e protagonista del Concorso d’Eleganza di Villa d’EsteFIAT STOLA DEDICA
—A celebrare gli anni d'argento di Aldo Brovarone viene esposta al Mauto la Fiat Stola Dedica del 1996, presentata al 66° Salone di Torino e protagonista del Concorso d’eleganza di Villa d’Este nella categoria riservata ai prototipi: un capitolo aperto alla fine della sua carriera professionale, attraverso la collaborazione ad alcuni progetti di Stola e Studiotorino con disegni e proposte stilistiche che portarono alla realizzazione di one-off e piccole serie. La Fiat Stola Dedica, omaggio nel nome alla casa torinese per la fiducia riposta nella famiglia Stola incaricata dello sviluppo tecnico della Fiat Barchetta, rappresenta il primo progetto firmato da Aldo Brovarone per Stola Spa «Costruita sul pianale della Fiat Barchetta e ispirata alle eleganti barchette italiane degli anni Cinquanta - spiega Alfredo Stola - esprime ancora una volta la capacità di Brovarone di interpretare forme iconiche come quelle delle vetture da corsa di quegli anni, dalle Ferrari alle Maserati alle Jaguar, attraverso un linguaggio essenziale e rivolto al futuro».
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