La sosta ha ricaricato Dybala: le sue invenzioni per la Roma al top
Fuori dalla Seleccion ma esaltato da Gasperini, Paulo vuole battere Nico e restare al primo posto
Fuori dalla Seleccion ma esaltato da Gasperini, Paulo vuole battere Nico e restare al primo posto
Alessio D'Urso Giornalista 8 ottobre - 11:11 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleChe cos’è la sfida nella sfida tra Paulo Dybala e Nico Paz se non un “regalo” recapitato dal Sudamerica? Mentre dal Monumental di Buenos Aires riecheggiano ancora le struggenti parole d’addio di Lionel Messi alla nazionale, le luci della ribalta si spostano in Italia sui suoi eredi: due generazioni a confronto, nel segno di Leo. Perché la Joya e Nico parlano la stessa lingua, quella del talento e dei numeri 10 argentini, e tra i due s’intravede pure un conseguente passaggio di testimone destinato però a materializzarsi molto in là, visto che Paulo vive i suoi 32 anni con una leggerezza tale da farci pensare che possa durare ancora a lungo. E domenica, a Como, sarà ancora lui l’uomo di maggior talento della Roma, quello chiamato più degli altri ad inventarsi un colpo ad effetto per sparigliare le carte dell’avversario. Alla Messi, appunto, cui Dybala è legato soprattutto per il ricordo indelebile del Mondiale vinto insieme in Qatar nel 2022.
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—Quasi undici anni di differenza, Dybala è nato il 15 novembre 1993, Paz l’8 settembre 2024, ma la stessa disinvoltura nel creare soluzioni sulla trequarti. Con un Dybala che sembra aver spostato all’indietro le lancette dell’orologio proprio all’età di Paz, dal momento che a proprio a 32 anni ha ridefinito i propri confini, barattando la fragilità (49 partite saltate nei primi 4 anni in giallorosso) con la resistenza fisica e mentale dei maratoneti (come ai tempi di Palermo e della Juve 2015-16 a 22 anni) e una condizione fisica mantenuta al top anche durante la sosta. Durante la quale ha dovuto rinunciare al saluto a Lionel in Argentina per scelta del club, al fine di evitare i lunghi e logoranti voli intercontinentali a ridosso delle sfide cruciali di campionato e coppa.
fuori i gol
—Una Joya diversa, più lunga e intensa, alla quinta stagione in giallorosso, con numeri che si commentano da soli, quindi: 497’ in campo dall’inizio della stagione (fra i giocatori di movimento è sul podio dietro Bryan Cristante con 514’ e Mario Hermoso con 509’), quattro assist e tre propiziate. In attesa di un nuovo gol che manca però dal 18 gennaio scorso (Torino-Roma 0-2). Perché Gasp chiede ora qualcosa in più al Dybala onnipresente e campione d’altruismo. Cioè più strappi nei sedici metri, più scatti e dribbling e più tiri potenti verso la porta, aspettando quell’acuto lontano tredici partite. E Paulo, appena potrà, non si tirerà di sicuro indietro, considerato che ha una ritrovata forza nelle gambe (non ha salato un solo allenamento dall’estate) e un piede di talento che può procurare solo dispiaceri ai portieri avversari. E i primi riscontri avuti contro l’Inter nella super sfida al vertice prima della sosta, ovvero quattro conclusioni verso la porta di Martinez, sono stati già segnali incoraggianti. Il segno di un’inversione di rotta.
all'attacco
—Ecco perché Dybala si ripresenterà alla ripresa del campionato forte di un lavoro estivo attento e scrupoloso, per resistere all’urto del tempo, e del richiamo di preparazione mirato a Trigoria durante la paura per le nazionali, grazie al quale ha migliorato ulteriormente lo stato di forma. Sulla trequarti dietro al centravanti Donyell Malen, con Lorenzo Pellegrini presumibilmente accanto, Paulo sfiderà il Como di Fabregas e Paz con mille motivazioni e la spinta dello stesso Gasperini, che gli ha rivolto l’altroieri parole al miele ("È nato col pallone tra i piedi") proprio a pochi giorni da un impegno in cui la Roma vuole riannodare il filo con i gol e le vittorie. E con questo nuovo Dybala 5.0, leader della squadra dopo quattro stagioni già in giallorosso, Como diventa un regno delle possibilità, dove nel confronto generazione con Nico la Joya vuole metterci l’ultima parola per mantenere la squadra in cima alla classifica. Lui e la sua seconda giovinezza non si pongono più limiti. E sul treno che porta a nuove conquiste e trofei, quelli che più volte ha sistemato in bacheca Messi, Paulo vuol salirci a tutti i costi.
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