Nico Paz si prende l'Argentina: ora anche il Como aspetta i suoi gol
Nico oggi in Italia: lanciato dai tre gol in nazionale, vuole ripetersi in A e far volare anche Fabregas
Nico oggi in Italia: lanciato dai tre gol in nazionale, vuole ripetersi in A e far volare anche Fabregas
Giulio Saetta Giornalista 8 ottobre - 11:10 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleC'è un filo invisibile ma potentissimo che in queste ore unisce l’Argentina a Como e lega il destino di tre straordinari mancini: due si incroceranno domenica sul prato del Sinigaglia, mentre il terzo – il più grande di tutti, Lionel Messi – osserva sullo sfondo, quasi a benedire il passaggio di consegne. Il primo si chiama Nico Paz e oggi fa ritorno a Como con gli occhi pieni di luce e le valigie cariche di gol, ma anche con i segni fisiologici di un lunghissimo viaggio transoceanico. Alla ripesa del campionato, la “Joya” di Fabregas si troverà faccia a faccia con la vera Joya, quella originale, Paulo Dybala. Un duello ravvicinato tra sinistri fatati, con la sosta delle nazionali quasi a fare da spartiacque tra i due.
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—È stata infatti una vera e propria consacrazione per il numero dieci biancoblù: tre partite, tre reti una più bella dell’altra e un impatto devastante che ha fatto ancora una volta stropicciare gli occhi non solo agli argentini. Paz ha timbrato il cartellino in ogni singola apparizione, recitando un ruolo da protagonista assoluto anche nell’emozionante notte del Monumental per l’addio alla nazionale della Pulce, suggellato da un gol spettacolare arrivato proprio su un assist del Diez che sa di investitura. Con il re mancino che abdica, l’Argentina ha già iniziato a cercare l’erede e i critici sudamericani e non solo non hanno dubbi: Nico Paz ha la stoffa e la classe per candidarsi a raccogliere quel testimone pesantissimo.
tour de force
—Scaloni lo sa e lo studia, consapevole di avere tra le mani un diamante purissimo. Ma se il futuro a lungo termine parla la lingua della Seleccion, il presente stringente ha i colori del Como e le scadenze del big match di Serie A. Finita la festa oltreoceano, per l’asso di Fabregas è già tempo di resettare tutto. Il fantasista sbarcherà in Italia soltanto oggi: un rientro a ridosso della partita che costringerà lo staff tecnico lariano a gestire con il bilancino le energie del ragazzo, diviso tra l’adrenalina per le magie argentine e la spossatezza delle ore di volo e del jet-lag. Non c’è però molto spazio per il riposo: domenica arriva la Roma per una sfida che profuma di altissima classifica. Prima tappa di uno spaventoso tour de force che vedrà il Como giocare la Champions dopo soli tre giorni, con un viaggio in Olanda in casa del Feyenoord. Non ci sarà nemmeno il tempo per respirare, con un calendario crudele che per tutto ottobre imporrà un match ogni 72 ore. Ma il calcio moderno, coraggioso e dominante imposto da Fabregas ha trasformato i lariani in una solida realtà da prima fascia, una candidata credibile nella corsa scudetto e mina vagante in Europa. La sfida contro i giallorossi sarà un esame cruciale per entrambi, lui e il maestro Gasperini, un vero e proprio spartiacque per capire chi ha le carte in regola per interpretare il ruolo di principale anti-Inter.
destro vincente
—Il match del Sinigaglia porta così con sé un incrocio di sentimenti e storie dall’intenso sapore argentino, con quel pizzico di rivalità interna che non guasta. La Joya giallorossa, infatti, è rimasta a Trigoria durante la sosta, esclusa dalle convocazioni di Scaloni che gli ha preferito proprio le forze fresche e futuribili del trequartista del Como. Dybala cercherà risposte sul campo, Paz invece conferme. Sarà un duello a colpi di classe pura, in cui la spinta del piede sinistro sarà l’arma per scardinare le difese, tra chi vuole riprendersi lo spazio perduto e chi quel palcoscenico mondiale lo ha appena conquistato a suon di magie.Per trascinare il Como in questo ciclo di ferro, Paz punta a ritrovare il gol anche in Italia. Finora il suo percorso in Serie A ravvisa una curiosa anomalia statistica: l’unica rete l’ha fatta con il destro, a Genova, anche la sua prima col piede sbagliato da quando è in Italia. Adesso, stanchezza intercontinentale permettendo, la palla passa al campo: il Como ha bisogno del suo mancino vellutato per lanciare la definitiva sfida al vertice.
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