Milan, l'emergenza tenta Amorim: con Moreira o Cisse dal 1' è un diavolo all'attacco
Senza Saelemaekers il tecnico potrebbe schierare la versione più offensiva di sempre della sua squadra. Estupinan verso il recupero
Senza Saelemaekers il tecnico potrebbe schierare la versione più offensiva di sempre della sua squadra. Estupinan verso il recupero
Marco Guidi Giornalista 8 ottobre - 11:09 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Se non ora, quando?", si chiedeva Primo Levi in un noto romanzo. Il fine di Ruben Amorim non sarà nobile come quello del noto scrittore torinese, ma ha un suo perché. Il tecnico portoghese nel giorno del suo insediamento al Milan aveva annunciato di volere una squadra votata all’attacco, sempre desiderosa di comandare il gioco e dominare le partite. In Serie A, però, l’esigenza di avere un equilibrio ha spesso e volentieri tarpato le ali anche agli allenatori più offensivi. Così, per esempio, lo stesso Amorim non è mai partito dall’inizio con due esterni puri d’attacco come Chukwueze e Moreira. Il belga, reduce da tre gol nelle ultime due di campionato, è stato piuttosto un’arma (micidiale) in corso d’opera. L’infortunio di Alexis Saelemaekers obbliga adesso l’ex Sporting e Manchester United a una scelta amletica già alla prossima contro il Sassuolo, domenica alle 18: puntare davvero su Moreira o Cisse dal 1’ e schierare quattro giocatori d’attacco più Modric e Rabiot in mediana o studiare una soluzione più prudente, magari allargando a sinistra il francese e inserendo uno tra Jashari e Musah a centrocampo?
VIDEO: Per Bartesaghi è arrivato il momento? Sentite cosa dice di Amorim e del suo Milanripresa
—Già oggi, quando il Milan si ritroverà a Milanello dopo il giorno libero concesso da Amorim, potremmo avere un indizio sulla risposta. Si rivedranno anche gli ultimi nazionali, da Modric a Jashari e Musah, così da tornare a ranghi completi, eccezion fatta per Saelemaekers e forse Estupinan, per cui però lo staff medico conserva una buona dose d’ottimismo: nonostante l’infortunio in nazionale (lieve distorsione al ginocchio), c’è la speranza di poter recuperare l’ecuadoregno. Se Amorim non vorrà rischiarlo, è pronto comunque Davide Bartesaghi. Il tecnico rossonero, a meno di sorprese, dovrebbe continuare sulla strada intrapresa nell’ultima prima della sosta contro il Lecce. Non più, dunque, il 3-4-2-1 marchio di fabbrica della casa, ma il 4-2-3-1 che permette a Chukwueze di ripiegare un po’ meno in fase difensiva. Il buco da coprire rispetto alla vittoria sul Lecce, come detto, è quello dell’esterno alto a sinistra: Saelemaekers garantiva versatilità nelle due fasi, ma in rosa il Milan non ha un giocatore simile. Per caratteristiche e forma, la scelta dovrebbe così ricadere su Moreira, partito una sola volta da titolare, a Torino contro la Juventus. Non a caso, l’unica partita in cui Chukwueze non è stato schierato dall’inizio. Ecco perché se Amorim schierasse una trequarti con il nigeriano, Pulisic e Moreira alle spalle di Gonçalo Ramos, saremmo davanti alla versione più offensiva del Milan 2026-27. E il discorso non sarebbe diverso (anzi...) se al belga venisse preferito Cisse.
rischi e prudenza
—Sfida affascinante e forse pericolosa azzardare questa formazione contro una squadra molto abile a ripartire come il Sassuolo. Ne sa qualcosa la Juventus, uscita malconcia dal Mapei Stadium qualche settimana fa. L’emergenza non offre, però, chissà quali soluzioni ad Amorim, se non quella di stravolgere la mediana, partendo con Jashari e Modric o Musah e Modric. Lo svizzero è reduce da quattro partite da titolare su quattro con la sua nazionale: non gli capitava dai tempi del Bruges di giocare così tanto. L’americano, invece, è il milanista che ha dovuto macinare più chilometri in volo durante la sosta per le nazionali, motivo per il quale la sua condizione dovrà essere valutata in questi giorni di vigilia. A quel punto, mantenendo il 4-2-3-1, Rabiot agirebbe largo a sinistra, in una posizione già sperimentata con Massimiliano Allegri alla Juve, oppure nei due sulla trequarti se si dovesse tornare al 3-4-2-1. Sullo sfondo resta pure l’opzione Loftus-Cheek. Tra tutte, però, la versione iper-offensiva con quattro giocatori d’attacco è la più stuzzicante: se non ora, quando?
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