Un tesoro di nome Pio! Prezzo raddoppiato in un anno, vale già 100 milioni e l'Inter lo blinda
Esposito vola nelle quotazioni del cartellino, ma non solo. E a 21 anni è sempre più centrale per l’Italia e per Chivu che ora lo sfrutterà di più tra Serie A e Champions
Esposito vola nelle quotazioni del cartellino, ma non solo. E a 21 anni è sempre più centrale per l’Italia e per Chivu che ora lo sfrutterà di più tra Serie A e Champions
Roberto Maida Giornalista 8 ottobre - 12:16 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe è vero che tutto ha un prezzo, la quotazione di Pio Esposito è salita a un livello tale da apparire quasi incredibile. I due gol segnati in Nazionale, uniti a quelli già contabilizzati in campionato, alimentano la curiosità: quale cifra dovrebbe pagare un club, o meglio un top club, per acquistare Pio? È un discorso puramente teorico, perché ovviamente l’Inter non ha alcuna intenzione di privarsene. Ma serve a comprendere l’escalation di un centravanti già insostituibile per Roberto Mancini, paradossalmente più che per Cristian Chivu che pure lo ha allevato sin dagli approcci all’Under 14.
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—Per arrivare a una risposta ragionevole bisogna scrutare il panorama internazionale. Negli ultimi anni il mercato è letteralmente impazzito, soprattutto in Inghilterra. Un centrocampista azzurro già affermato, Sandro Tonali, in estate è passato dal Newcastle al Tottenham per 108 milioni più bonus, irrigando il circuito della Premier League che tende a fare sistema gonfiando i prezzi per mantenere il dominio sul resto d’Europa. Ma un coetaneo di Pio, professione terzino, è finito dalla Serie A al Chelsea per 57 milioni più bonus: parliamo di Marco Palestra, che era stato a lungo nei radar proprio dell’Inter come possibile sostituto di Dumfries e viene da una sola stagione da titolare, con un paio di apparizioni azzurre. E allora Beppe Marotta può sorridere per aver disegnato un progetto di sviluppo sostenibile come chiesto dal fondo Oaktree: nello scorso inverno, davanti ai primi sondaggi dell’Arsenal, aveva risposto che non sarebbero bastati 100 milioni per avvicinarsi a Esposito. Ma era una considerazione iperbolica, utile a scoraggiare l’interlocutore prima di cominciare una trattativa. Oggi invece la cifra di 100 milioni è credibile, ricordando quanto il Manchester United pagò per Hojlund ventenne nel 2023 (84 milioni all’Atalanta) o per Sesko ventiduenne l’anno scorso (80 milioni al Lipsia). Lo svedese Gyokeres all’Arsenal ne è costati “solo” 63 per due motivi: il primo è che l’obiettivo di mercato aveva già 27 anni, il secondo è che lo Sporting venditore aveva interesse a negoziare tanto da rinunciare alle pretese sulla clausola rescissoria, che era proprio di 100 milioni.
incoronazione
—Il punto fondamentale è che Esposito è un 2005 dalle prospettive illimitate. Nell’ambiente del calcio questo concetto è chiaro a tutti, non solo in Italia. Mancini, che di centravanti se ne intende avendo esaltato da calciatore gente come Vialli, Montella e Vieri, ha accettato paragoni impegnativi dopo la vittoria contro la Turchia che ha chiuso il primo ciclo di impegni azzurri: "Nel giro di due anni Pio diventerà un grande numero 9, uno di quelli che cambiano le squadre. Come è stato Vieri, come è stato Toni. Lo vedo anzi simile a Luca, per fisicità e qualità". Bum. Qualcuno potrebbe obiettare: Esposito deve ancora dimostrare compiutamente il proprio talento a differenza di chi lo ha preceduto in Nazionale. Ma Pio ha già superato gli antenati in termini di rapidità realizzativa: soltanto Giuseppe Meazza, il fuoriclasse al quale è stato intitolato lo stadio in cui gioca Esposito, aveva segnato più di 7 gol in Nazionale a 21 anni. A quell’età Vieri era in Serie B al Venezia, Toni addirittura in C1 alla Lodigiani. Non è detto che Pio saprà mantenere questo passo, e accontentare le aspettative che lui stesso ha generato duello dopo duello. Ma di sicuro ha anticipato i tempi rispetto alla concorrenza storica: Bobo ha esordito in azzurro a quasi 24 anni, Luca a 27. Capite il vantaggio?
coesistenza
—La sfida di Esposito adesso è migliorare nella continuità con l’Inter. Dove la coppia Lautaro-Thuram, la cosiddetta ThuLa, è un sodalizio affiatato e affidabile, incastro di competenze e maturità. Ma anche su questo tema, i numeri soccorrono le legittime speranze del giovane centravanti: nella sua prima stagione interista, Pio ha raccolto 48 presenze segnando 10 gol; è stato molto importante nel periodo più critico del campionato, quando mancava Lautaro e nessun compagno riusciva a inquadrare la porta. Ed è stato solo l’inizio, una sorta di praticantato. Da ora in poi, giocando ogni tre giorni tra Italia ed Europa, le occasioni non mancheranno. Basterà solo sfruttarle con la ferocia e l’umiltà che gli hanno permesso già di entrare in qualche modo nella storia del calcio italiano: non era mai successo che un calciatore firmasse un contratto di sei anni (fino al 2032) con una società di Serie A. Se l’Inter gli ha offerto 2,7 milioni più bonus con un orizzonte così lungo, è perché sa che i diamanti non sono così semplici da trovare nel giardino di casa.
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