Festa a Roma per i 150 anni del Corriere della Sera. Cairo: "Una grande storia che guarda al futuro"
Al Teatro Sistina la celebrazione del compleanno della testata. Il presidente di RCS: "Ha accompagnato il Paese e noi abbiamo fatto un grande lavoro di rilancio, investendo anche sul digitale. I 150 anni sono una responsabilità"
Al Teatro Sistina la celebrazione del compleanno della testata. Il presidente di RCS: "Ha accompagnato il Paese e noi abbiamo fatto un grande lavoro di rilancio, investendo anche sul digitale. I 150 anni sono una responsabilità"
Alessio D'Urso Giornalista 8 ottobre - 13:45 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Urbano Cairo, 69 anni, presidente di RCS Mediagroup che edita il Corriere“Celebriamo una storia straordinaria e una storia che continua”. Con parole intrise di orgoglio e con “emozione e piacere”, Urbano Cairo, presidente di RCS MediaGroup, ha raccontato stamattina sul palco del Teatro Sistina a Roma il suo fortissimo legame con il Corriere della Sera, di cui ha festeggiato accanto al direttore Luciano Fontana i 150 anni all’apice dell’appuntamento romano del tour di celebrazioni che sta attraversando il Paese. Davanti ad una folta platea di autorità e rappresentanti della politica, il presidente ha ringraziato i lettori del Corriere ripercorrendo la scalata che lo ha portato nel 2016 alla guida del più importante quotidiano italiano: “Ci siamo dati una grande mano tutti, fin dall’inizio – ha detto Cairo -, credo che abbiamo fatto un grande lavoro di rilancio, investendo anche sul digitale. La storia può continuare a crescere solo se è contemporanea. Il passato non garantisce il futuro. Occorre curiosità e il coraggio di cambiare. Voglio ringraziare Fontana che da undici anni guida il Corriere e ovviamente grazie a tutte le redazioni e ai giornalisti (abbiamo 15 redazioni locali) e a tutto il management. Voglio ringraziare i nostri lettori, quei tanti che leggono il giornale cartaceo. Come piace a me tutte le mattine”.
ricordo
—Accennando anche gli inizi da imprenditore nel 1996 e proprio il personale decimo anniversario da proprietario di Rcs, Cario ha ricordato: “Avevo un nonno che leggeva il Corriere dalla prima all’ultima pagina, lo seguivo con grande attenzione e ovviamente gli chiedevo spiegazioni, lui è stato quello che mi ha educato e insegnato ad amare il Corriere. Ad un certo punto, quando andai a New York con una borsa di studio cercavo sempre il Corriere perché ci tenevo a leggerlo. Da quando ho iniziato a fare l’imprenditore ho cominciato a coltivare il sogno di diventare editore del giornale. Poi c’è stata la scalata. Ho sempre creduto nei sogni. C’è sempre un momento in cui ti passa un treno davanti e se sei pronto puoi salirci su. Rcs aveva peggiorato i suoi conti, sono entrato nel 2013 con una piccola quota, ad un certo punto ho lanciato la mia offerta. Una cosa alla Davide contro Golia. Non eravamo favoriti noi ma magicamente il 15 luglio del 2016 col 9% siamo arrivati al 49 e quindi abbiamo vinto. Il Corriere ha accompagnato la storia del Paese”.
emozione
—Proprio il direttore Fontana ha detto: “Voglio ringraziare i nostri lettori e i nostri abbonati. Essere qui al teatro Sistina è una grande emozione dopo il primo appuntamento alla Scala. Sono particolarmente felice perché qui a Roma ho vissuto per tantissimi anni. Il Corriere della Sera nasce a Milano, il nuovo stato unitario d’Italia e il giornale sono cresciuti insieme. Raccontare Roma è raccontare soprattutto la vita di milioni di persone nel cuore dell’Italia. Ha sempre voluto ospitare voci scomode, come quella di Pier Paolo Pasolini, anche quando generano profondo disaccordo. La qualità dell’informazione verificata rimane l’unico vero antidoto contro la disinformazione, la velocità estrema del web e le fake news. Centocinquanta anni di storia sono una responsabilità”. A precedere negli interventi Fontana sono stati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Il primo cittadino è salito sul palco per porgere gli auguri al Corriere e ha ripercorso la storia del quotidiano e dei direttori che si sono succeduti e delle grandi firme che ne hanno impreziosito le pagine. “Il Corriere è una colonna del giornalismo libero indipendente”, ha detto Gualtieri, mentre Rocca, salutando il presidente Cairo e il direttore Fontana, ha definito il Corriere “un grande quotidiano”, con la capacità di tenere aperto il confronto”, sottolineando anche “il coraggio delle scelte”. Poi il direttore artistico del Teatro Sistina Massimo Romeo Piparo ha sottolineato inoltre l’importanza del confronto, del dialogo e della lettura di un quotidiano come il Corriere, cui ha augurato “lunga vita”.
spettacolo
—La festa del Corriere, che si concluderà a Bari, Napoli e Trento, è proseguita sul palco con un intervento di Paolo Mieli (Roma, la Hollywood sul Tevere) che ha ripercorso con il supporto di immagini d’epoca gli anni della Dolce Vita e l’epopea di Via Veneto ed è stata anche un momento di spettacolo nel tempio del musical italiano con Serena Autieri e Luca Gaudiano che hanno intepretato alcuni brani del “Moulin Rouge! Il Musical” e con la lettura di alcuni pezzi storici di prestigiose firme del Corriere da parte di Edoardo Leo e Paola Minaccioni. La conclusione è stata affidata a Carlo Verdone, per l’occasione nominato direttore per un giorno.
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