La lezione di Mourinho che Chivu vuole sfruttare: così l’Inter può sognare il Triplete
Dalla gestione del gruppo alla fiducia nei singoli, il tecnico nerazzurro raccoglie l’eredità dello Special One: ripercorrere il 2010 è un’ambizione legittima
Chiusa la lunga parentesi della Nazionale, si torna a parlare - con il suo carico di passione - di campionato e Coppe europee. Un’autentica ripartenza, con la necessità di valutare quali ruggini o quali miglioramenti ne abbiano tratto i club. Che parallelamente, anche alla luce di quello che si è visto nelle prime cinque giornate, stanno mettendo a fuoco i loro obiettivi. Carnevali ha parlato di zona Champions, Gasperini non si è nascosto di fronte alla parola scudetto, Fabregas un po’ più diplomaticamente si è limitato a dire di voler continuare a far crescere i ragazzi. Una domanda, piacevolmente scomoda e impegnativa, va fatta anche a proposito dell’Inter, da tutti indicata come la grande favorita: ma qual è il suo obiettivo stagionale? Un interrogativo a cui si può provare a rispondere con un attento uso delle parole. Perché sarebbe esagerato liquidare il discorso nella maniera più facile, parlando del Triplete. E allora mettiamola così: il Triplete non può essere, per ovvie ragioni, l’obiettivo dichiarato dell’Inter. Ma l’ambizione dell’Inter e di Chivu, questo sì. Ricordando anche che due anni fa i nerazzurri sono stati in gioco su tutto fino all’ultimo mese, per poi chiudere a mani vuote. Per una serie di errori, contrattempi, episodi su cui hanno pensato anche alcune scelte discutibili, per non dire sbagliate. Ad esempio aver chiesto tanto, forse troppo, ad alcuni, portandoli fuori giri, invece di gestire il minutaggio in maniera diversa.