Il Milan a Reggio Emilia. A 4 anni dallo scudetto, c'è un solo sopravvissuto. Ecco perché...
Il 22 maggio 2022 si giocò di domenica alle 18, come in questa settimana. La squadra però è completamente diversa: resta solo Maignan (mentre l'Inter ha conservato 5 potenziali titolari). Colpa del calcio moderno e delle lotte interne al club
Il 22 maggio 2022 si giocò di domenica alle 18, come in questa settimana. La squadra però è completamente diversa: resta solo Maignan (mentre l'Inter ha conservato 5 potenziali titolari). Colpa del calcio moderno e delle lotte interne al club
Luca Bianchin Giornalista 9 ottobre - 19:13 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNe resterà soltanto uno. Gli altri sono altrove, più o meno felici, più o meno ricchi, comunque pronti a ricordare il 22 maggio 2022 con nostalgia. Il Milan domenica sera tornerà a Sassuolo, stesso posto, stessa ora del grande giorno dell'ultimo scudetto: Mapei Stadium, domenica alle 18. La gente cantava per Pioli e Gerry Cardinale festeggiava a Milano, in mezzo a persone che non sapevano sarebbe diventato il proprietario del Milan.
la formazione del milan
—Il Milan quel giorno a Reggio Emilia giocò - con la maglia bianca delle grandi occasioni - con questa formazione: Maignan; Calabria, Kalulu, Tomori, Theo Hernandez; Tonali, Kessie; Saelemaekers, Krunic, Leao; Giroud. Entrarono Bennacer, Brahim Diaz, Ibrahimovic, Romagnoli e Florenzi. Nessuno di loro gioca più con una maglia rossonera tranne Mike Maignan, che negli anni è diventato capitano, e il particolare è clamoroso. Saelemaekers potrebbe farlo ma... sarà infortunato per i prossimi quattro mesi. Tomori invece è in panchina, non gioca dallo scorso campionato e in estate è stato inserito tra i giocatori indesiderati. Nello stesso pomeriggio, l'Inter giocò contro la Samp con Bastoni, Barella, Calhanoglu, Lautaro e Dimarco. Cinque contro uno (o due).
Gerry Cardinale in piazza Duomo il 22 maggio 2022chi se n'è andato
—Che fine hanno fatto i 15 calciatori che non sono più al Milan? Ibra è advisor di RedBird, gli altri sono stati ceduti o semplicemente lasciati andare. Alcuni addii sono stati naturali: Giroud ha scelto Los Angeles come progetto di vita, Brahim è stato riportato a Madrid dal Real... e il Milan ha solo potuto prendere atto. Altre rotture sono state molto più dolorose: Tonali è stato ceduto contro il parere della folla, Leao ha rotto con i tifosi, Kessie se n'è andato a zero, Calabria è un raro caso di capitano portato a fine contratto senza arrivare nemmeno vicino a un accordo sul rinnovo.
Maignan, il trofeo di miglior portiere 2022 e Paolo Maldiniperché è successo
—Come si spiega? In parte, con i tempi moderni. Il calcio di oggi è così, va a velocità tripla, guidato da club che vogliono cedere calciatori per chiudere i bilanci in attivo e agenti che forzano i trasferimenti per guadagnare sulle commissioni. In parte, però, è stata una scelta del Milan. Il Milan in questi quattro anni è passato attraverso tre ere, forse quattro. Ha chiuso la gestione Maldini, è entrato nell'epoca Furlani-Moncada e l'ha superata prima con Tare, poi il 25 maggio 2025 con i licenziamenti di Cardinale. Nei passaggi, c'è stata molta voglia di tirare una riga sul passato. Maldini e Massara non avrebbero mai ceduto Sandro Tonali e Charles De Ketelaere, Tare avrebbe dato un'altra chance a Nkunku e mai avrebbe mandato Athekame a Lione. Viene da chiedersi dove saranno Moreira, Pulisic, Bartesaghi e Gonçalo Ramos tra quattro anni.
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