Evenepoel: "Col Lombardia ho un conto aperto, qui rischiai la vita. Il fotofinish con Ciccone? Io al suo posto..."
La Gazzetta dello Sport

Evenepoel: "Col Lombardia ho un conto aperto, qui rischiai la vita. Il fotofinish con Ciccone? Io al suo posto..."

Sabato 10 ottobre 2026
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Il belga e la Classica delle Foglie Morte: "Il 2026 una delle mie migliori stagioni, se vinco qui la migliore. Correre con Roglic? Sarà speciale, è un riferimento"

Il belga e la Classica delle Foglie Morte: "Il 2026 una delle mie migliori stagioni, se vinco qui la migliore. Correre con Roglic? Sarà speciale, è un riferimento"

Dal nostro inviato  Ciro Scognamiglio 10 ottobre - 07:34 - BERGAMO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

È questo il giorno giusto per spazzare definitivamente via quell’ombra del passato, e nessuno meglio di Remco Evenepoel può saperlo. Nel Lombardia ferragostano, causa Covid, del 2020, il belga – che era, al debutto, tra i favoriti per il successo - rischiò la vita con l’incidente nella discesa della Colma di Sormano. "Facendo la ricognizione, sono passato davanti all’ospedale dove ero stato ricoverato – ha fatto notare il capitano della Red Bull, molto acclamato al Sentierone di Bergamo ieri alla presentazione dei team -. Non penso più alla caduta, è evidente. Ma una vittoria qui chiuderebbe definitivamente quel capitolo. E so di avere una grande occasione". Eccoci: nelle ultime settimane Evenepoel ha vissuto ogni possibile sentimento, dall’esaltazione per una crono mondiale dominata per la quarta volta di fila al primo titolo europeo, passando però per il flop al Mondiale in linea. Senza Tadej Pogacar, vincitore delle ultime cinque edizioni del Monumento di chiusura della stagione, Remco “apre” la lista dei favoriti per vincere oggi a Como (città che resterà protagonista del Lombardia almeno fino al 2029: ieri l’annuncio). Dovrà vedersela con Seixas, l’iridato McNulty, Del Toro, Jorgenson e diversi altri (magari anche Ciccone, Piganzoli e Scaroni...). Ma, almeno a parole, è pronto. 

VIDEO: Giro di Lombardia 2026, il percorso: 239 km da Bergamo a Como

Evenepoel, come valuta finora il suo 2026? 

"Una delle mie migliori stagioni. Se vinco il Lombardia, diventerà la migliore". 

Più nel dettaglio? 

"Nelle Classiche di primavera sono andato bene, ma non quanto volessi fino in fondo. I risultati sono stati buoni nonostante non fossi al top. Ma l’estate è stata ottima, con il secondo posto al Tour sopra il resto". 

Il Mondiale di Montreal, senza Pogacar, è stato anarchico, folle. Si aspetta lo stesso per questo Lombardia? 

"No. Quel circuito, Mondiale a parte, offre sempre capovolgimenti di fronte. Stavolta ne abbiamo visti ancora di più, è stato pazzesco. La Francia ha fatto un ritmo così forsennato che ancor prima di arrivare alle fasi decisive tutti erano cotti. L’unica cosa che può cambiare rispetto agli ultimi Lombardia è che più squadre vorranno rendere la corsa dura a partire da un certo punto. Però, a pensarci bene, la differenza principale sarà un’altra". 

Quale? 

"Stavolta, a differenza del recente passato, pedaleremo per giocarci il primo posto, non il secondo. Penso di essere stato chiaro...". 

Qui correrà per la prima volta da compagno di squadra di… Primoz Roglic. Che sensazione prova? 

"Speciale perché nei suoi anni migliori l’ho sempre considerato un riferimento, un modello. E penso di assomigliargli come corridore, nella forza a cronometro e nella competitività in salita, per esempio". 

Ha fatto incetta di titoli con la maglia della Nazionale e conquistato tanti traguardi, ma l’ultimo Monumento vinto resta la Liegi 2023: ci pensa? 

"Non troppo, però sono qui per aggiornare la lista". 

Negli ultimi tempi ha mostrato progressi notevoli negli sprint ristretti: può essere una chiave tattica? 

"Sì, specie in una corsa come il Lombardia. Il percorso è duro e dunque, se il singolo non riuscirà a fare la differenza, al massimo ce la si giocherà in piccoli gruppi. Sapendo di poter dire la mia, non sono obbligato a staccare tutti per vincere. È un vantaggio". 

Ha letto lo sfogo di Ciccone dopo la sconfitta subita all’Europeo per tre millimetri. Che ne pensa? 

"Comprensibile. Se fossi stato nei suoi panni, penso che lo avrei fatto anch’io perché non è facile accettare una sconfitta per un margine così stretto. D’altro canto, la fotografia del fotofinish permetteva di mostrarlo da entrambi i lati. Io, nell’attesa del verdetto, ero sicuro di avere vinto ma in fondo... non troppo. Spero comunque che non ricapiti!". 

Chiudiamo con una domanda un po’ fuori contesto, ci sta? 

"Sì, ma le anticipo che non ho in vista un cambio di squadra se è questo che voleva sapere...". 

No, volevamo chiederle della possibile partecipazione al Giro d’Italia 2027: ci sta pensando? 

"Sì, la porta è aperta. Questo non significa che ci sarò sicuramente, però: valuterò prima il percorso, tra l’altro ho visto che sarà presentato già a inizio novembre ed è una buona cosa. Poi, si deciderà. Però non mi sono dimenticato che nell’ultima partecipazione, nel 2023, sono stato costretto al ritiro per il Covid quando ero in maglia rosa. A proposito di cerchi che vorrei chiudere".

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