Ciccone: "L'Europeo perso al fotofinish? Tristezza, non rabbia. Ma in gare come il Lombardia valgo i migliori"
L'asso italiano: "Voglio sfruttare la mia condizione, ho buone sensazioni"
L'asso italiano: "Voglio sfruttare la mia condizione, ho buone sensazioni"
Dal nostro inviato Ciro Scognamiglio 10 ottobre - 07:31 - BERGAMO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleÈ come se Giulio Ciccone dicesse "ci sono anch’io". Ha i titoli per farlo, perché se si volta indietro l’abruzzese vede il 3° posto al Lombardia 2024, il 2° alla Liegi 2025, la freschissima medaglia d’argento all’Europeo sloveno. La costante di questi piazzamenti è che solo Tadej Pogacar e Remco Evenepoel lo hanno preceduto. "Non lo dovrei dire io, ma penso che in certe gare di un giorno, dure, impegnative, ho dimostrato di valere il confronto con i migliori del mondo. Tadej Pogacar a parte, certo, che stavolta non c’è".
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—Domenica scorsa, Remco Evenepoel lo ha beffato per tre millimetri: roba da non dormirci, e Giulio si è sfogato con una lettera aperta all’indomani che partiva dal riconoscimento della superiorità del belga, per poi chiedere di rivedere il fotofinish. Da qui il ribadire della Uec - la federazione europea - la legittimità del risultato: "Ho detto ciò che mi sentivo di dire – chiarisce Ciccone -, ma ora voglio voltare pagina, non è necessario aggiungere altro". Oggi, in ogni caso, si chiude un capitolo della sua carriera: dopo 8 stagioni, questa sarà l’ultima corsa con la Lidl-Trek. Lo aspetta un triennale con la Pinarello-Q36.5, che potrebbe essere ufficializzato nei prossimi giorni (lunedì?). Ma non è questo il momento di pensarci, perché c’è un Lombardia da giocarsi fino in fondo: "Per il risultato dell’Europeo non mi sono arrabbiato. Semmai è subentrata un po’ di tristezza, di delusione, però come dicevo ci ho messo un punto. La gara che mi aspetta… beh, basta la parola. È il Lombardia, una delle corse che preferisco".
precedenti
—Un italiano non la vince dal 2017, dal bis di Vincenzo Nibali già primo due anni prima, e chissà se è una speranza troppo grande da coltivare. "Voglio sfruttare la mia condizione. Sto bene, le sensazioni sono buone. Mi aspetto una competizione più aperta nel finale perché dopo il Ghisallo, senza il Sormano, si punta dritti verso Como e verso le ultime e dure salite. Vedo, come punto cruciale, anzitutto il primo dei due passaggi sul San Fermo". La storia recente racconta di un nono posto al Mondiale di Montreal (dopo il 6° del 2025 in Ruanda), e ancora delle due prove canadesi precedenti alla sfida iridata vissute da protagonista: secondo al Gp Quebec, battuto sempre da Remco Evenepoel, settimo a Montreal. Il 2026 ha dato a Giulio l’enorme soddisfazione di vestire per un giorno la maglia rosa del Giro d’Italia, ma non ancora quella di una vittoria, nonostante 20 (!) piazzamenti nei primi dieci. Non ci può essere occasione migliore per provare a raccontare, magari con il lago di Como sullo sfondo, una storia diversa.
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