Zola: "In Italia poco talento, alla Nazionale si preferiscono i soldi. La mia Top11? Con Baresi, Totti e..."
L'ex fantasista, oggi coordinatore dei progetti delle attività giovanili per il Club Italia: "Come Baggio e Del Piero non ne nascono più, però possiamo migliorare. Che ricordi la finale dell'82"
L'ex fantasista, oggi coordinatore dei progetti delle attività giovanili per il Club Italia: "Come Baggio e Del Piero non ne nascono più, però possiamo migliorare. Che ricordi la finale dell'82"
Andrea Barilaro Giornalista 10 ottobre - 08:58 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Gianfranco Zola, 60 anni, a Euro '96 contro la RussiaVenerdì, hall del Grand Hotel Trento: Gianfranco Zola è seduto davanti a un pc, ha le cuffie alle orecchie e lo sguardo concentrato manco stesse per calciare un rigore a Stamford Bridge. "Sono in call, puoi aspettare un attimo?". Affermativo. Passano una decina di minuti, ci siamo. "Buongiorno Zola, le va di disegnare l’undici più forte della storia della Nazionale?". Si ferma, spalanca gli occhi: "Non è mica facile eh... La facciamo con calma al telefono così ci penso?". Andata.
Domenica, 15:30 spaccate, tre squilli e ci siamo: "Non mi sono preparato... (sorride) Devo fare una top 11 all time della Nazionale, giusto?". Giusto. "Non è semplice. Abbiamo avuto campioni pazzeschi. Però ci provo". Pronti? Pronti. Morale della favola: se i difensori degli anni 90 avessero saputo che bastava così poco per mettere in difficoltà Magic Box, si sarebbero risparmiati un bel po’ di mal di testa.
AZZURRO ITALIA - Tema: la Nazionale. "Quando giocavo io vestire la maglia azzurra era la massima aspirazione per un calciatore, ora mi rendo conto che le cose sono cambiate. L’ambizione di molti è giocare partite importanti di Champions, anche per i soldi e l’aspetto economico che ne deriva. Io però rimango vecchio stampo: la Nazionale deve rimanere la massima aspirazione. Giocare un Mondiale o un Europeo con la maglia del tuo Paese è la cosa più bella che ti possa capitare". E se poi un Mondiale vai pure vicino a vincerlo... Storia di Usa ’94, Coppa del Mondo "in cui ho giocato poco, però resta un’esperienza clamorosa. Non la cambierei con nessun’altra...".
Prima di diventare Magic Box, Gianfranco Zola era uno di noi: "Mondiale 1982, avevo 16 anni, l'avevo vissuto con un trasporto incredibile. La finale contro la Germania rimane ancora oggi la partita che più di tutte mi ha emozionato. A casa non avevamo la televisione, eravamo andati da alcuni parenti. C’era tutto il vicinato. Ricordo le esultanze ai gol, la grande festa dopo il triplice fischio". Quanti si rivedono nella sua versione teenager?
VIDEO: “Servono almeno dieci anni”: Zola indica la strada per rilanciare l’Italia, poi il commento su ManciniI GIOVANI - A proposito di giovani, oggi Zola è coordinatore delle attività giovanili per il Club Italia. Tradotto: se tra una decina d’anni ci godremo un nuovo Totti oppure saremo ancora a rimpiangere il Pupone, molto dipenderà anche da lui e quindi dalla capacità di scovare, crescere e valorizzare talenti. Vi ricordate la call al Gran Hotel di Trento? Bene, perché era al lavoro proprio per evitarci una quarta apocalisse Mondiale: "Si parlava di settore giovanile, in particolare il focus era sull’attività di base, ragazzi dai 5 ai 14 anni. Stiamo discutendo con le varie componenti che ci sono in Italia per capire come e dove migliorare. Come vivaio andiamo abbastanza bene, abbiamo un ottimo ranking, ci sono però nazioni che stanno facendo veramente molto bene. E meglio di noi". L'obiettivo? "Alzare l'asticella. Però non sarà semplice perché la nostra asticella, come dico sempre, è posta in alto. E questo significa che migliorarsi non è semplice".
Zola contro la Germania a Euro '96MANCA IL TALENTO? - Parola d’ordine: talento. "Sicuramente è un periodo un po' così, in termini di qualità assoluta non stiamo vivendo un momento brillantissimo. Abbiamo buoni giocatori, però non straordinari tipo Totti, Del Piero e Baggio, gente che risolveva le partite. Cosa possiamo fare? Sicuramente migliorare quello che già facciamo bene, tipo a livello di settore giovanile: come detto prima, lì non lavoriamo male". In poche parole, "oggi c'è meno talento però si può fare meglio". Domandona: come? "Servirebbe più coraggio coi nostri ragazzi, immaginare cosa potranno dare in prospettiva e non solo nell’immediato. Per quanto bravo, un giovane a 18 anni non è ancora 'completo'. Il nostro compito è quello di fargli fare il miglior percorso possibile". Parola di Magic Box.
La Nazionale dei sogni di Gianfranco Zola
PORTIERE
- Gigi Buffon: "Fenomeno assoluto. In porta ne abbiamo avuti tanti, in più proprio adesso abbiamo un altro fuoriclasse in quel ruolo, cioè Gigio Donnarumma".
DIFENSORI
- Alessandro Nesta: "Lo metto terzino destro: non è il suo ruolo naturale, ma come facevo a lasciarlo fuori? Era bravo in tutto".
- Fabio Cannavaro: "Era completo, un mostro quando c’era da marcare. E sapeva anche giocare come si deve: un giocatore incredibile. Semplicemente un Pallone d’oro".
- Franco Baresi: "Baresi è Baresi, cosa devo dire di lui? Un difensore straordinario, moderno e completo già all’epoca".
- Paolo Maldini: "Il giocatore lo conosciamo tutti: fenomeno in ogni circostanza, sia in fase offensiva sia in quella difensiva. In più fisicamente era davvero impressionante".
CENTROCAMPISTI
- Andrea Pirlo: "In mezzo ne abbiamo avuti davvero tanti. Penso anche ad Antognoni, Albertini... Ma lui più di tutti interpretava il ruolo come piace a me".
- Marco Tardelli: "Fortissimo, un box-to-box pazzesco. Parliamo di uno dei miti del nostro calcio".
TREQUARTISTI
- Roberto Baggio: "Giocatori così non ne nascono più. Era incredibile, talento di un altro livello proprio. Nelle corde aveva anche i gol...".
- Francesco Totti: "Discorso simile a quello fatto per Baggio: questi fenomeni non ne nascono più. Lui aveva intelligenza, visione di gioco: uno dei migliori ad aver vestito la maglia della nazionale".
- Alessandro Del Piero: "È stato bravo a migliorarsi, a lavorare su sé stesso. Ha giocato in un’epoca in cui c’erano grandissimi numeri 10 e lui è diventato uno dei migliori".
ATTACCANTE
- Gianluca Vialli: "Giocatore e uomo incredibile. In Nazionale non ha fatto bene come nei club, però la sua storia parla da sé".
ALLENATORE
- Arrigo Sacchi: "Ero indeciso tra lui e Bearzot. L’ho scelto perché è stato un allenatore straordinario e completo".
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