Luna Rossa non si nasconde più: è caccia alla Coppa America dopo il successo di Napoli
La Gazzetta dello Sport

Luna Rossa non si nasconde più: è caccia alla Coppa America dopo il successo di Napoli

Sabato 10 ottobre 2026
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Dopo i trionfi nelle due regate preliminari, il team italiano alza l’asticella. Max Sirena non ha dubbi: "Non andiamo per partecipare, puntiamo solo a vincere"

Dopo i trionfi nelle due regate preliminari, il team italiano alza l’asticella. Max Sirena non ha dubbi: "Non andiamo per partecipare, puntiamo solo a vincere"

Elisabetta Esposito Giornalista 10 ottobre - 08:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Adesso si fa sul serio. Il mare e il vento di Napoli hanno portato nuova consapevolezza, oltre a fare impennare le aspettative degli italiani. Luna Rossa è forte, anzi fortissima. E quella Coppa America su cui non siamo mai riusciti a mettere le mani ora sembra più vicina. L’obiettivo è chiaro e Max Sirena, team director, skipper e Ceo del team italiano, non ha più alcuna voglia di volare basso: "Non andiamo a Napoli per partecipare, noi puntiamo solo a vincere. Non dobbiamo nasconderci, soprattutto perché questa sfida la giochiamo in casa e quella Coppa in Italia la porta il nostro nemico numero uno, New Zealand. Sappiamo che sarà dura perché prima dobbiamo battere tutti gli altri, ma non vediamo l’ora di fare a sportellate con quelli". Quanto ci piace uno così, bello diretto, pronto a dare spazio anche a un po’ di viscerale passionalità.

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L’Italia è con lui, dopo le due regate preliminari di Cagliari e Napoli dominate da Luna Rossa, tutti ci credono davvero. A partire dalla nostra squadra, quel mix di esperienza, talento, ambizione e spregiudicatezza che Sirena è riuscito a mettere insieme alla perfezione. Un gigante come Peter Burling, che questa "Auld Mug", la vecchia brocca, l’ha conquistata già tre volte, accanto all’enfant prodige Marco Gradoni, che con una tre giorni di regate perfetta mette in crisi la presenza di un timoniere vincente come Ruggero Tita. E poi Maria Giubilei, anche lei impeccabile, Gigi Ugolini, altro trimmer capace di dare garanzie assolute, Umberto Molineris, Giovanni Santi e tutti gli altri. Sirena deve ancora scegliere chi salirà su Luna Rossa Senior dal 22 maggio, data di inizio della Louis Vuitton Cup. "L’equipaggio per l’AC75 nella mia testa è già chiaro, ma visto che non è una decisione che prenderò completamente da solo aspetto un attimo. La comunicherò comunque a breve, massimo entro novembre". Uno solo è davvero certo del posto, ovviamente Peter Burling. "Sarebbe potuto andare in qualsiasi altro team e il fatto che abbia scelto Luna Rossa credo sia stato un segnale forte che premia il lavoro che in questi anni ha fatto il team. Il merito, ricordiamolo, è assolutamente di Patrizio Bertelli: dietro a tutto questo ci sono la sua passione, il suo metodo di lavoro, la sua visione. Pete è entrato in squadra in punta di piedi, senza alcuna spavalderia. È arrivato con la consapevolezza che la rockstar è il team, non lui, e ha portato un grande valore aggiunto soprattutto nell’approccio culturale, noi lo abbiamo voluto fortemente anche per supportare e velocizzare un processo di cambiamento, perché non è banale, ci vuole tempo per costruire un atteggiamento vincente".

NIENTE È SCONTATO

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L’Italia è andata più volte vicina a trionfare (abbiamo sfidato il defender nell’ultimo atto tre volte e in sette occasioni abbiamo raggiunto la finale della Louis Vuitton Cup), ma qualcosa è sempre andato storto. Sirena sta lavorando anche su quella che lui chiama l’abitudine a vincere. Spiega: "Trionfare a Napoli era fondamentale per tanti motivi: perché abbiamo testato il campo gara del prossimo anno, perché avevamo gli occhi di tutti puntati addosso e le aspettative erano alte, ma soprattutto perché dovevamo confermarci dal punto di vista sportivo dopo Cagliari. Sapete, questo è anche un gioco molto psicologico. È vero che le prossime gare si faranno su mezzi completamente diversi, ma è anche vero che ogni volta vai in mare e riesci a battere il tuo avversario fai qualcosa che poi rimane nella testa delle persone, nella tua e in quella del tuo avversario. Alla fine ti devi abituare a vincere e non è così scontato. Per questo ho apprezzato tantissimo il successo dell’ottava e ultima regata di flotta a Napoli, quando avevamo già in tasca la qualificazione al match race: ogni volta che hai l’opportunità di battere il tuo rivale devi coglierla, anche se potresti giocare senza spingere. Quella gara ha un valore molto importante per me, perché è dimostrazione di forza e un messaggio importante per tutto il team, dai velisti a chi lavora quasi H24 per mettere l’AC75 nelle migliori condizioni possibili". Esiste la paura di vincere, un po’ come il braccino del tennista? "È un discorso diverso, per me non è paura, qui si gareggia ai livelli più alti in assoluto e non sempre le cose vanno alla perfezione, magari semplicemente perché l’altro è stato più bravo di te. Non bisogna mai togliere l’onore a chi ti arriva davanti, né l’onere dell’errore che hai commesso tu. Il prossimo anno sappiamo che sarà tutt’altra cosa, però abbiamo la consapevolezza che se abbiamo una barca alla pari possiamo fare un grande risultato".

napoli

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Dopo la festa di Napoli ("Avete presente Una notte da leoni? Ecco, il giorno dopo ho visto foto che preferisco dimenticare", confessa Sirena ridendo), il team è subito tornato al lavoro a Cagliari. "Non abbiamo tanto tempo, dobbiamo continuare a spingere e lavorare. Adesso abbiamo un blocco in navigazione intenso con l’AC75: in queste settimane tutti i team dovranno prendere le decisioni più importanti, scelte che poi avranno un impatto su quella che sarà la gara. È un momento cruciale un po’ per tutti perché è adesso che si mandano in costruzione i componenti. A Napoli abbiamo vinto anche grazie al lavoro della parte tecnica, che alla fine non viene mai menzionata, ma lo short team, che corrisponde un po’ ai meccanici ai box della Formula 1, ha fatto davvero un lavoro fondamentale. Non abbiamo avuto mezzo problema tecnico nell’arco dei tre giorni di regate, può sembrare banale e scontato, ma non lo è perché queste barche sono molto complesse".

max sirena

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E sappiamo che, al contrario delle regate con gli AC40, nelle sfide tra le "barche grandi" la tecnologia può fare davvero tutta la differenza del mondo. A parità di strumenti, noi però siamo più forti. E lo abbiamo dimostrato. "Restano non una, ma cento punti in cui dobbiamo migliorare, però non dobbiamo martoriarci pure quando le cose vanno bene. Stiamo già analizzando tutto in una serie di debrief, il nostro obiettivo è essere il più competitivi possibile a 360° e sappiamo che si può sempre crescere per essere ancora più forti dal punto di vista puramente sportivo e per sviluppare una barca migliore". Sirena ammette pure che un’altra gara preliminare gli avrebbe fatto comodo: "Mi dispiace non ci sia, avrei provato altre rotazioni nell’equipaggio perché abbiamo la fortuna di avere un gruppo di velisti molto, molto forte grazie al lavoro che abbiamo iniziato tanti anni fa con l’Academy Luna Rossa e la collaborazione con la Federvela. Abbiamo velisti di esperienza come Tita, Vissano, Molineris, accanto a tanti giovani come Giovanni Santi, probabilmente uno dei trimmer più forti che ci siano oggi in mare. Quindi sì, ci avrebbe fatto piacere ma pazienza, ci alleneremo in casa". 

SPAZIO ALLE DONNE

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Su ogni A75 ci dovrà essere almeno una donna. Luna Rossa ha piazzato Maria Giubilei già in questa preliminare, dando un segnale forte. "Un po’ di scalpore c’è stato, anche perché l’abbiamo tenuto nascosto fino alla fine per fare una sorpresa soprattutto alle ragazze. Ormai la prestazione fisica è annullata, quello che emerge sono le capacità tecniche e mentali, per cui è giusto dare spazio a tutti e tutte. In un meeting recente ho consigliato a tutto il team di rivedere le regate di Napoli, senza telecronache ma con solo le voci di bordo: è una lezione di vela assoluta e Maria è una delle attrici principali di questa lezione. Ha dimostrato a tutti di essere uno dei trimmer più forti, in assoluto". Resta da parlare delle sensazioni. Quelle di pancia, quel brividino che ti attraversa senza sapere nemmeno perché. Che cosa sente Max Sirena? "Difficile rispondere. Se vogliamo fare paragoni con il passato, posso dire che nel 2021 sapevamo di essere competitivi, ma non pensavamo fino a quel punto (Luna Rossa perse solo contro New Zealand, ndr). Per questo c’è molto rammarico, era veramente la Coppa America che avremmo potuto vincere. Nel 2024 (perso il match race di Louis Vuitton Cup contro gli inglesi, ndr) è stata una delusione forte per me, non mi nascondo, perché avevamo un mezzo molto competitivo che purtroppo non abbiamo minimamente sfruttato. Parlando del presente, voglio partire da Napoli: la città stavolta può davvero fare la differenza a nostro vantaggio. Sinceramente non mi aspettavo così tanta partecipazione positiva, quando ho attraversato Lungomare Caracciolo per andare alla premiazione c’era un entusiasmo pazzesco. Sono convinto che assisteremo alla Coppa America più bella della storia".

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