Napoli-Frosinone, le probabili formazioni: Allegri si affida a Neres, Alvini con Ghedjemis
Gli azzurri puntano su De Bruyne per ispirare Hojlund La neo promossa recupera in extremis il bomber Raimondo
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Vincenzo D'Angelo Giornalista 10 ottobre - 11:42 - NAPOLI Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe bastasse il curriculum a decidere certe sfide, beh, stasera al Maradona non ci sarebbe storia. E invece l’incrocio tra Massimiliano Allegri e Massimiliano Alvini porta con sé il fascino dell’ignoto e basterebbe guardare la classifica e le posizioni di Napoli e Frosinone per capire il perché. L’avventura di Allegri a Napoli è stata fin qui come la salita verso il passo dello Stelvio: dura, complicata, faticosissima. Mentre Max cerca ancora il modo per trasmettere la sua mentalità e il suo credo calcistico agli azzurri, Alvini sembra invece un bambino davanti alla tv col joystick in mano, pronto a telecomandare il suo Frosinone dal primo all’ultimo istante di ogni partita.
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—Il mondo alla rovescia, insomma. Il Napoli ha tutto da perdere, il Frosinone gli strumenti per continuare a divertirsi e per regalarsi un’altra giornata da ricordare. "Affrontiamo una squadra come il Frosinone che sta facendo bene, corre, ha buona tecnica, ma dobbiamo portare a casa la vittoria per preparare bene la partita anche col Villarreal" ha detto ieri Allegri, che ha cercato di non dare peso alle assenze che stanno condizionando questi primi mesi di Napoli. "Ritroviamo McTominay, altri li ritroveremo più avanti — ha sottolineato Max —. Quindi le attenuanti e gli alibi non ci sono, ma scenderemo in campo con la consapevolezza e la responsabilità dell’importanza della partita, però serviranno umiltà e rispetto del Frosinone".
Recuperi
—Allegri sorride, ma anche Alvini può tirare un sospiro di sollievo. Se il Napoli avrà a disposizione McTominay dopo oltre un mese, il Frosinone invece recupera in extremis Antonio Raimondo, il suo goleador, l’uomo da 4 reti nelle prime cinque uscite di campionato: il doppio di Hojlund, per intendersi. Difficile venderli in campo dal primo, se non impossibile. Però potrebbero essere due armi decisive in uscita dalla panchina: uomini-gol pronti a prendersi la scena e a spostare gli equilibri. Napoli-Frosinone, infatti, sarà una partita a scacchi. E sbagliare una mossa potrebbe essere letale.
Dubbi azzurri
—Il Napoli è ancora un cantiere aperto, il Frosinone gioca quasi a memoria e sembra riflettere l’immagine del suo allenatore. Allegri è pronto a cambiare, a rivoluzionare il suo Napoli in cerca di una svolta. L’infortunio di Favasuli non ha cambiato i piani di inizio sosta: Max pensa seriamente di passare alla difesa a tre, ripescando dall’armadio l’ultimo vestito che Conte aveva cucito addosso al suo Napoli. Nel nuovo 3-4-2-1, la grande sorpresa dovrebbe essere il debutto dal primo minuto di Benoit Badiashile in difesa, dopo l’ingresso horror a San Siro contro l’Inter. Allegri gli affiderà il centrosinistra, col dirottamento di Rafa Marin a destra e la conferma di Rrahmani al centro della difesa. Politano potrebbe riposare, visti i tanti impegni in agenda, ma Max si prenderà tutto il tempo necessario per decidere se rinunciare davvero a uno dei suoi nuovi pupilli. Di Lorenzo torna a tutta fascia, anche per dare più copertura al duo fantasia alle spalle di Hojlund, che dovrebbe essere formato da De Brynue e Neres. Condizionale d’obbligo, perché l’altro dubbio è proprio relativo alla posizione della stella belga. Gilmour e Lobotka hanno ammesso di essere un po’ a corto di fiato e meriterebbe un po’ di riposo: la coperta cortissima, però, dà a Max una solo opzione, quella di abbassare in regia KDB. In quel caso, dentro Lang accanto a Neres sulla trequarti, il duo tutto talento e istinto che aveva rilanciato il Napoli di Conte dopo la crisi di Bologna.
Certezze gialloblù
—Il Frosinone è una squadra che si diverte e attraverso il divertimento cerca la strada per abbassare il gap tecnico con tante avversarie. Le vittorie a Firenze (la prima in A di Alvini) e contro il Como, dimostrano che i gialloblù non hanno paura di nulla e che hanno acquisito la giusta mentalità per centrare l’obiettivo salvezza. Pressione alta, corsa e ricerca della qualità sugli esterni: questi gli ingredienti principali della squadra di Alvini, che non specula mai sul risultato e che non sa vivacchiare. Sa difendersi di squadra, ma ama essere in controllo del match. Calò organizza la pressione, Schmid si esalta nel ruolo di anello di congiunzione tra le due fasi, e Kvernadze e Ghedjemis sono le stelle a cui affidare le ripartenze, sfruttando velocità e qualità. Il franco-algerino, fresco di rinnovo, sogna una notte magica nel tempio di Maradona. Allegri si gioca tanto e non può permettersi passi falsi. Alvini pregusta un’altra impresa, dopo il capolavoro contro il Como. Mondi opposti che si affrontano. Per rilanciarsi. O per continuare a sognare.
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