Alessandro Vitale: "Prendersi cura della natura significa prendersi cura di se stessi"
Alessandro Vitale, in arte Spicy Moustache, con 6,5 milioni di follower su Instagram, racconta il suo rapporto con natura, alimentazione e benessere
Alessandro Vitale, in arte Spicy Moustache, con 6,5 milioni di follower su Instagram, racconta il suo rapporto con natura, alimentazione e benessere
Rachele Scoditti 10 ottobre - 11:24 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDalla frenesia di Londra alla natura di Ibiza, passando per orti, ingredienti, sostenibilità e una community da 6,5 milioni di follower. Alessandro Vitale, sui social conosciuto come Spicy Moustache, ha trasformato la passione per il giardinaggio e per il cibo in un vero e proprio stile di vita, raccontato ogni giorno attraverso Instagram. Il suo messaggio è semplice: prendersi cura della terra significa anche prendersi cura di se stessi, partendo da piccole scelte quotidiane. Tra alimentazione, abitudini, contenuti social e nuovi progetti, Alessandro racconta a il percorso che lo ha portato a costruire una delle community più grandi al mondo nel settore.
Alessandro, sul tuo profilo c’è un messaggio molto chiaro legato alla terra, al cibo e alla sostenibilità. Quando hai capito che prenderti cura della natura significa anche prenderti cura di te stesso?
"Ho vissuto circa dieci anni a Londra e, all'inizio, il giardinaggio era per me una sorta di fuga dalla vita frenetica della città. Londra è confusione continua, persone che corrono, mezzi pubblici affollati, stress. Il giardinaggio mi aiutava a stare meglio mentalmente, a ridurre lo stress e a disconnettermi. Quando mi sono trasferito a Ibiza ho cambiato approccio: ho capito che il giardinaggio non doveva più essere una fuga, ma doveva diventare parte integrante della mia vita. La mattina, invece di prendere subito il telefono, lo lascio in casa e passo del tempo in giardino, a contatto con la natura. Da quando ho iniziato a vivere così, ho cominciato anche a mangiare meglio. A Londra era molto facile ordinare da mangiare continuamente e, anche cercando di stare attenti, spesso si finiva per mangiare junk food. A Ibiza, integrando la natura nella vita quotidiana, ho iniziato ad avere un'alimentazione e una salute mentale migliori e più tempo da dedicare a me stesso".
Hai scoperto quindi anche l'importanza di volerti bene, dunque?
"Assolutamente. Credo che il corpo sia il miglior biglietto da visita che possiamo avere, la prima presentazione che diamo di noi stessi. Se una persona non ti conosce e vede che sei in forma, che mangi bene e che hai determinate abitudini, capisce che probabilmente hai disciplina e che ti prendi cura di te".
Il trasferimento da Londra a Ibiza è stato dettato soprattutto da questo cambiamento di stile di vita o c'erano anche altre ragioni?
"Ibiza non è soltanto feste e divertimento. C'è tantissima natura, ci sono movimenti che lavorano sulla rigenerazione della terra e una grande consapevolezza del suo valore. Londra mi piaceva, ma la vita frenetica della città aveva iniziato a pesarmi. Anche se riesci a costruirti una bolla positiva intorno, l'ambiente in cui vivi inevitabilmente ti condiziona. Poi c'è anche il clima: a Londra c'era spesso smog, si vedeva poco il sole e raramente le stelle. Dopo tanti anni ho iniziato a sentire molto questa meteoropatia".
Io, invece, potrei preferire la pioggia di Londra...
"Anche a me piace la pioggia, ogni tanto. Quel momento in cui sei a casa, ti fai una tazza di tè e fuori piove è bellissimo. Ma non sei giorni alla settimana. A un certo punto vuoi anche un po' di sole".
A Londra, tra l'altro, avevi già un orto e un giardino. Che consiglio daresti a chi vive in città e vuole creare un piccolo spazio verde?
"Prima di tutto, di non esaltarsi e andare subito al garden center a comprare venti o trenta piante diverse. Diventa stressante e rischi che le piante soffrano prima ancora di averne capito le necessità. Bisogna iniziare con poche piante. Anche basilico e rosmarino su un davanzale possono essere un buon punto di partenza. Quella piccola connessione e quell'attenzione possono fare una grande differenza. Inizi con poco, capisci se è una passione e soprattutto se hai il tempo per prendertene cura. Oggi andiamo al supermercato, troviamo tutto già pronto sullo scaffale e spesso non sappiamo nemmeno da dove arriva quello che stiamo comprando. In realtà noi e la natura siamo molto più connessi di quanto pensiamo. Anche solo avere qualche pianta può fare una grande differenza".
Anche due fiori in casa cambiano completamente l'atmosfera!
"Sì, assolutamente. Anche per il discorso dei microrganismi. Io, quando lavoro in giardino, non uso mai i guanti. Mi piace mettere le mani nella terra e arrivare alla fine della giornata con le mani sporche. È una cosa che vivi con tutti i sensi".
Anche la tua cucina sembra basarsi molto sulla semplicità e sulla connessione con gli ingredienti…
"Secondo me l'errore più grande è la comodità: andare al supermercato e prendere le prime cose che trovi davanti senza informarti. Su molti prodotti, non su tutti, vengono utilizzati pesticidi. È una questione di attenzione ai dettagli e a quello che mettiamo nel nostro corpo. I pesticidi danneggiano la biodiversità, gli insetti e il terreno. Per questo credo sia importante cercare la migliore qualità possibile e sostenere le attività locali e gli agricoltori, scegliendo prodotti locali, naturali e il meno possibile lavorati".
6 milioni e mezzo di follower su Instagram. Qual è il segreto di una community così grande?
"Penso che una cosa che ha influito tantissimo sia il fatto che non ho mai preteso di essere o fare qualcosa che non facesse parte di me. Credo che questo, attraverso lo schermo, sia abbastanza trasparente. Chi vede quello che facciamo capisce che non è qualcosa di forzato, ma uno stile di vita che ha sempre fatto parte di noi. Poi, ovviamente, dietro c'è tanta ricerca. Anche quando lavoro su un singolo ingrediente, penso a quante maniere diverse ci siano per trasformarlo. Da giardiniere ho sempre capito quante risorse servano per arrivare dal seme al raccolto, quindi mi sono sempre chiesto come poter valorizzare ogni singola parte di una pianta. Infine, oggi bisogna riuscire ad attirare l'attenzione nei primi due o tre secondi. Per questo cerco di unire ironia e spettacolo, facendo passare comunque un insegnamento".
Qual è il video, la ricetta o il progetto che ti ha reso più fiero da quando hai iniziato a lavorare sui social?
"Il nostro primo libro sul giardinaggio è stato un traguardo davvero importante. Ho messo insieme tutto quello che avevo imparato durante diversi anni, cercando di spiegarlo in un determinato numero di pagine. Per me è stato un bellissimo risultato, soprattutto perché è stato scritto in una lingua che non era la mia. È stato uno dei progetti che più mi ha appassionato".
E per il futuro avete già dei progetti?
"Ce ne sono molti. La mia ragazza sta lavorando a un progetto in Romania, a Timișoara, dove abbiamo acquistato un pezzo di terra con una proprietà di circa cento anni. Abbiamo piantato un frutteto, creato un giardino con ortaggi, abbiamo le galline e un intero sistema che si sta sviluppando. La location si chiama Haidahouse. Abbiamo anche preso due container da spedizione in metallo e li abbiamo ristrutturati completamente, trasformandoli in due case e utilizzando materiali di seconda mano. Stiamo inoltre trasformando parte della proprietà in una caffetteria-bistrot, utilizzando prodotti locali. In futuro faremo anche una sorta di retreat di cinque giorni, con un tema diverso ogni volta: dalla permacultura alla cucina a basso spreco. Questo è il prossimo grande progetto che stiamo realizzando".
Un bellissimo progetto…
"Sì, inoltre stiamo sviluppando anche un prodotto naturale per la pelle, un balm. Lo avevamo già realizzato in passato e avevamo ricevuto un riscontro molto positivo online. Abbiamo quindi deciso di svilupparlo utilizzando fiori del nostro giardino, infusi nell'olio. Abbiamo testato diversi prodotti naturali per mesi, fino ad arrivare a una formula pensata per aiutare in caso di irritazioni e pelle secca, sia sulle labbra sia sulla pelle in generale. Lo stiamo sviluppando piano piano e lo lanceremo prima di tutto in America, per poi distribuirlo progressivamente anche in Europa".
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