Auto cinesi ibride: Pechino si accorda (forse) per dimezzare le esportazioni in Europa
La Gazzetta dello Sport

Auto cinesi ibride: Pechino si accorda (forse) per dimezzare le esportazioni in Europa

Sabato 10 ottobre 2026
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Bruxelles strappa un'intesa preliminare per limitare lo sbarco di vetture full hybrid e plug-in hybrid nell’Unione, ma le reazioni degli addetti ai lavori sono caute: mancano informazioni su come sarà fatta rispettare

Bruxelles strappa un'intesa preliminare per limitare lo sbarco di vetture full hybrid e plug-in hybrid nell’Unione, ma le reazioni degli addetti ai lavori sono caute: mancano informazioni su come sarà fatta rispettare

Gianluigi Giannetti 10 ottobre - 13:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Trattative per limitare le auto ibride cinesi in Europa

Maroš Šefčovič, commissario al Commercio della Commissione europea ha “convinto” il governo della Cina a dimezzare le esportazioni di auto full hybrid e plug-in hybrid verso l’Unione europea. “È un primo passo fondamentale, ma soltanto un primo passo”, ha dichiarato Šefčovič ai giornalisti, inevitabilmente interessati ad una iniziativa che arriva proprio mentre la quota di mercato dei marchi cinesi in Europa è salita a quasi il 10%. Per il mondo reale, automobilisti e clienti, si potrebbe prospettare un cambiamento molto più profondo del previsto, ma a spegnere gli entusiasmi c’è chi conosce il gioco della diplomazia commerciale. Il viaggio di Šefčovič in Cina è ancora lontano dal produrre effetti.

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Maroš Šefčovič, commissario al Commercio dell'Unione europea

il sostegno di Berlino e parigi  

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Maroš Šefčovič, secondo quanto riporta la testata politico.eu, ha affrontato la trattativa forte del sostegno del governo tedesco e di quello francese, che lo hanno autorizzato informalmente a “ventilare” misure commerciali severe qualora la Cina non avesse acconsentito ad accordarsi. Il deficit commerciale dell’Unione con Pechino ha raggiunto quasi 360 miliardi di euro nel 2025 ed è già aumentato del 12% dall’inizio di quest’anno. In soldoni, compriamo dalla Cina merci dal costo complessivo di oltre 1 miliardo di euro al giorno superiore a quelle che le vendiamo. Il settore automobilistico contribuisce attualmente per il 15% a questa sproporzione, ma le previsioni a breve termine non sono state giudicate confortanti.

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un miliardo di euro al giorno

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“Abbiamo raggiunto un’intesa comune per moderare le esportazioni cinesi di auto ibride e ibride plug-in verso l’Unione europea. Questo apre la possibilità di ridurre le esportazioni cinesi di oltre la metà”, ha dichiarato Šefčovič alla stampa guardando alle circostanze che hanno spinto all'accordo. Nei primi otto mesi del 2026 i marchi cinesi hanno raddoppiato le vendite in Europa, raggiungendo 913.703 veicoli e una quota di mercato del 9,9%, secondo la società di ricerca di mercato Dataforce. La loro quota nel segmento delle ibride plug-in è salita al 29%, rispetto all’11% registrato nello stesso periodo del 2025. La quota delle ibride full è aumentata al 15%, rispetto al 7%. Come noto, i costruttori automobilistici cinesi hanno riorientato le proprie esportazioni verso le auto ibride e ibride plug-in dopo che l’Ue ha imposto dazi fino al 45,3% sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria prodotti in Cina.

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Intesa ancora precaria

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Il ritorno di Maroš Šefčovič in Europa racconta quali sono gli scenari veri di questa intesa, ancora tutta da decifrare, ma soprattutto da formalizzare. Il ministero del Commercio cinese spiega infatti che l’accordo prevede una dichiarazione parallela articolata in 16 punti, ma non fornisce ancora nessun dettaglio sulle modalità con cui le esportazioni di auto verso la Ue verrebbero limitate. Lo stesso Šefčovič non si è espresso sull’esistenza di misure di salvaguardia, strumenti effettivi cioè per farla rispettare, ma ha dichiarato che piuttosto riferirà alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai leader dell’Ue in occasione di un vertice fissato il 15 ottobre. Esiste il rischio che l’intesa non si riveli efficace, questo è chiaro, tanto che diventano illuminanti le reazioni di Hildegard Müller, presidentessa della Vda, l’associazione dell’industria automobilistica tedesca: “Una valutazione definitiva degli accordi sarà possibile soltanto quando saranno noti nel dettaglio gli aspetti specifici, le condizioni e la tutela della concorrenza”.

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