Milan bocciato, il progetto Amorim non decolla: Ramos isolato, distrazioni e poco gioco. E Cardinale...
La Gazzetta dello Sport

Milan bocciato, il progetto Amorim non decolla: Ramos isolato, distrazioni e poco gioco. E Cardinale...

Martedì 13 ottobre 2026
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Lo sviluppo offensivo che doveva rappresentare la vera novità è invece il problema prioritario per il tecnico, chiamato ora a una svolta

Lo sviluppo offensivo che doveva rappresentare la vera novità è invece il problema prioritario per il tecnico, chiamato ora a una svolta

Alessandra Gozzini Giornalista 13 ottobre - 07:31 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dominante e aggressivo, non più in attesa degli eventi. E, per i più esigenti, anche spettacolare e divertente: Amorim aveva chiesto un netto taglio con il passato. Risultato? Il nuovo Milan è ancora in costruzione, come normale che sia dopo aver dato avvio ai lavori solo l’estate scorsa e ordinato la demolizione della struttura precedente, ma quello che si intravede è un gruppo fermo a certi vecchi principi. Il Diavolo voleva spaventare gli avversari e invece è ancora un diavoletto e per di più spuntato, dal momento che il centravanti che doveva essere il volto cattivo della nuova squadra è in realtà un 9 con l’espressione spaesata e troppo poco feroce. Contro il Sassuolo Ramos ha avuto il merito di provarci con un paio di conclusioni nello specchio della porta. Oltre al gol di Rabiot, unico lampo dell’ultima prova del francese, il Milan ha calciato altre tre volte nello specchio e due fuori. Per le premesse iniziali dovrebbe essere la normalità e invece sia per conclusioni tentate che per tiri da fuori area i rossoneri si collocano nella parte destra della classifica. Dominio e spettacolo restano traguardi lontani. 

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difficoltà nello sviluppo

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Il nuovo progetto è ancora teoria: risultati (squadra imbattuta in campionato) e classifica sono accettabili ma serve comunque un deciso cambio di passo. Del resto, è ciò che ordina il padrone. In tutto: gioco, occasioni, atteggiamento, intensità, pressing. La sosta può non aver giovato, con ben quindici rossoneri (più di tutti in A) impegnati con le rispettive nazionali: chi è rimasto a Milanello, casualità, come Gabbia e Saelemaekers finiti ko. In ogni caso lo stop dalle competizioni non ha aiutato la squadra ad accelerare i lavori: resta il cantiere aperto. Al presidente rossonero, uscito dal Mapei a testa bassa e atteso alla prossima casalinga di campionato contro l’Atalanta, tanti aspetti non sono piaciuti. Dalle fragilità difensive, compresa ovviamente la clamorosa distrazione sul gol avversario, allo sviluppo di gioco che non riesce a premiare il centravanti. Cardinale più di tutti vorrebbe che la spesa estiva, la più pesante dell’intera storia rossonera, venisse finalmente messa a frutto. Invece, e non per colpe proprie, Gonçalo fatica più del dovuto e si trova a dover rincorrere palla in zone poco congeniali all’unico vero attaccante della squadra: risultato, sembra poco connesso con il gioco. Più che la difesa (lo stesso Amorim aveva sottolineato il coraggio e il tempismo nel difendere alti contro due sprinter come Laurienté e Berardi) è l’attacco a preoccupare. Lo sviluppo offensivo doveva rappresentare la vera novità e invece è il problema che per Amorim ha la priorità sugli altri, con soluzioni che comunque non mancano: Moreira e Pulisic hanno avuto il merito di provarci, anche con iniziative personali, dimostrando un buono stato di forma. Per Cardinale sono stati i migliori in campo: ora devono mettere la loro creatività al servizio della punta. Gerry, a Milanello anche alla vigilia della trasferta in Emilia con berrettino rosso e lo slogan trumpiano "Make Milan great again", si aspettava di più. Con il Sassuolo, per lunghi tratti, ognuno sembrava recitare uno spartito personale, senza connessione tra i reparti e senza coralità. Non si salva Rabiot, che pure era stato decisivo con la rete del vantaggio: gol a parte, troppe palle perse e spesso in ritardo. Cardinale salva la fase di gara prima dell’intervallo, ma in generale chiede più incisività. Anche sui piazzati, specie sui corner, considerate le difficoltà nello sviluppo della manovra. Su calcio d’angolo invece il Milan è finora risultato innocuo. Dunque, a metà ottobre c’è ancora molto da fare o rifare: non sarebbe infatti la prima volta che l’allenatore è costretto a cambiare strategia, uomini e anche disposizione tattica.

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arbitri

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Certo l’arbitro poteva non facilitare ma almeno rendere giustizia al Milan. Tra i bocciati di Cardinale c’è anche il direttore di gara Fourneau, colpevole due volte: secondo il patron rossonero c’era un fallo da rigore su De Winter. E nemmeno un cartellino, quando poteva addirittura essere rosso, per il fallo di Laurienté su Gila al limite dell’ara rossonera. Impegni ravvicinati Servono dunque soluzioni e servono in fretta: già domani il Milan partirà in direzione Salisburgo dove giovedì sarà di scena per la seconda partita stagionale di Europa League. Poi di corsa Atalanta, Bournemouth, Udine, Bologna, derby, Ferencvaros e Genoa prima della prossima sosta di novembre. Aumentano gli impegni, diminuiscono gli uomini a disposizione: una difficoltà in più. Ma anche una serie di occasioni per svoltare e mettersi a correre: dipende solo dal Milan, giocatori e allenatore.

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