Kolo Muani e l'appello a Spalletti: vuole Woltemade al suo fianco. Ma c'è un problema
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Kolo Muani e l'appello a Spalletti: vuole Woltemade al suo fianco. Ma c'è un problema

Martedì 13 ottobre 2026
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Il francese lo ha spiegato a Cagliari: "Lui tiene impegnati i difensori, io posso muovermi di più e essere più pericoloso"

Il francese lo ha spiegato a Cagliari: "Lui tiene impegnati i difensori, io posso muovermi di più e essere più pericoloso"

Filippo Cornacchia Giornalista 13 ottobre - 08:09 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Due (attaccanti) è meglio di uno, soprattutto se non sei un bomber seriale alla Erling Haaland o alla Harry Kane. La svolta tattica a lungo invocata da Jonathan David, fresco di rinascita nel prestito all’Atletico Madrid (3 gol e 2 assist in 5 partite), adesso ha un nuovo sponsor alla Juventus: Randal Kolo Muani. A Cagliari, l’ex Psg ha interrotto il lungo digiuno in campionato (231 giorni, durava dai tempi del Tottenham), ha gettato sulla traversa la possibile doppietta da tre punti ma ha inviato anche una richiesta d’aiuto. Una sorta di “mayday” diretto a Luciano Spalletti, più o meno lo stesso cartello esposto dal predecessore canadese alla Continassa nei mesi scorsi: “Mister, perché non giochiamo con due punte?”. Kolo Muani è stato anche più chiaro e diretto nel post partita in Sardegna: «Con l’ingresso di Woltemade, io ho avuto più occasioni. Nick è molto alto e tiene più impegnati i difensori e per me è meglio perché posso muovermi di più e essere più pericoloso. Mi trovo bene a giocare con Woltemade». Kolo sa di non essere un centravanti alla Haaland e confida nella formula col “doppio nove” per ritrovare se stesso e iniziare a segnare con continuità.

gli indizi

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Quello che Kolo Muani non ha detto, lo aveva già spiegato il campo. Non basta Woltemade per trasformare una punta mobile come Kolo in killer dell’area di rigore, ma l’attacco “pesante” sicuramente alleggerisce il francese, sgravandolo di compiti e di occhi puntati addosso. Meno marcato dai difensori, che devono controllare anche i 198 centimetri di Woltemade, e più libero di svariare per attaccare la porta come piace a lui. Il possibile 2-1 di Kolo è finito sulla traversa anche col gigante tedesco in campo, però la richiesta di sostegno del francese sembra supportata da alcuni fatti. Kolo Muani quando guida il reparto da solo tira pochissimo in porta e finora ha segnato due gol con l’ex Newcastle accanto. I numeri, per dirla alla Spalletti, non sono giudizi ma indizi. Kolo Muani ne ha già raccolti un paio e adesso si augura non ne serva un terzo, come funziona con i giallisti, per la svolta finale.

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coperta corta

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Kolo chiede aiuto, Woltemade spera che la richiesta del compagno venga accolta. Della serie: due “falsi nove” – o comunque non originali tipo Haaland – per moltiplicare le reti. Spalletti ama giocare con due ali e un centravanti, però è tutt’altro che integralista e la sua carriera lo dimostra. L’ex ct sicuramente trascorrerà le notti insonni ragionando sulle parole di Kolo, però in questo momento deve fare i conti con un arsenale limitato in attacco. Tutt’altro che un dettaglio per varare l’assetto col doppio centravanti dall’inizio. Tradotto: schierare insieme Kolo Muani e Woltemade significa non avere una carta di ruolo da spendere a partita in corso per aggiungere energia e lucidità negli ultimi metri. Le uniche armi sarebbero i jolly Nico e McKennie. Spalletti ha provato a rilanciare Arek Milik, ma pian piano si è arreso anche lui di fronte al calvario fisico del polacco: 4 panchine, 2 spezzoni, 31 minuti in Serie A e una rete in amichevole dal luglio 2024. Troppo poco per illudersi: l’ex Napoli è stato escluso dalla lista per la Serie A e anche da quella Uefa. Scelta giustificata dai tanti guai fisici e anche dal nuovo stop dei giorni scorsi (affaticamento muscolare). Sulla carta il terzo attaccante in rosa è Jeff Ekhator, acquistato a fine giugno dal Genoa. Spalletti ha elogiato a più riprese l’azzurrino, ma da luglio non ha quasi mai potuto contare su di lui: mezzora scarsa nell’amichevole di Basilea, prima dell’infortunio dell’ex rossoblù. E novanta minuti in panchina alla seconda giornata, contro il Parma: Ekhator non ha fatto in tempo a recuperare da un guaio fisico che se ne è procurato uno più grave. Difficilmente rientrerà entro fine mese. Senza contare gli infortuni di Kenan Yildiz e Jeremie Boga.

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