Predisposizione al diabete? Due abitudini possono ridurre il rischio fino al 70%
Uno studio su quasi 57mila persone ridimensiona il peso del destino genetico nella comparsa del diabete
Uno studio su quasi 57mila persone ridimensiona il peso del destino genetico nella comparsa del diabete
Eu.Spa. 14 ottobre - 09:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleQuando in famiglia il diabete di tipo 2 è frequente, è facile pensare che prima o poi arriverà. Ma uno studio pubblicato di recente suggerisce che la predisposizione genetica, in realtà, può essere controbilanciata in modo rilevante: combinando due "comportamenti", il rischio si riduce fino al 70 per cento. I due comportamenti, peraltro, non hanno nulla di particolarmente esotico: ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati e fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica da moderata a intensa. Anche tra chi presenta un'elevata suscettibilità genetica, questa doppietta è associata a un rischio quasi dimezzato di diabete.
Cibo ed esercizio
—Lo studio pubblicato sulla rivista Diabetes è stato presentato al congresso annuale dell'European Association for the Study of Diabetes, a Milano. I ricercatori della City University of Hong Kong hanno analizzato i dati di 57 mila partecipanti alla UK Biobank, tutti senza diabete all'inizio della ricerca e con un'età media di 70 anni. Sono stati seguiti per una media di 8 anni, durante i quali sono stati registrati 926 nuovi casi di diabete di tipo 2. Per stabilire quanto pesasse la genetica, è stato calcolato un punteggio poligenico utilizzando 424 varianti associate alla malattia.
alimentazione sana contro il diabeteI risultati dicono che, per ogni aumento del 10 per cento della quota di cibi ultraprocessati nella dieta, il rischio di sviluppare diabete cresceva del 7 per cento.Tra le persone geneticamente più predisposte, chi ne consumava meno presentava un rischio inferiore del 35 per cento; raggiungere la quantità raccomandata di attività fisica moderata-vigorosa era invece associato a una riduzione del 33 per cento. Ma il dato più interessante emerge quando le due abitudini vengono considerate insieme. Rispetto a chi mangiava molti alimenti ultraprocessati e si muoveva poco, il rischio risultava inferiore del 49 per cento nei soggetti con elevata predisposizione genetica, del 70 per cento in quelli con rischio genetico intermedio e del 59 per cento in chi aveva una suscettibilità più bassa. In pratica, persino nel gruppo geneticamente più esposto, la combinazione di alimentazione e movimento era associata a un dimezzamento della probabilità di ammalarsi.
non solo dna
—C'è anche un altro dato interessante: l'attività fisica sembra attenuare almeno in parte gli effetti associati a un'alimentazione ricca di prodotti ultraprocessati.Tra le persone per le quali questi alimenti rappresentavano circa un terzo o più della dieta in peso, rispettare la raccomandazione dei 150 minuti settimanali era associato a un rischio di diabete inferiore tra il 31 e il 58 per cento. "Il diabete di tipo 2 dipende da una combinazione tra la suscettibilità genetica di una persona e il suo stile di vita", spiega Wenxin Xu, prima autrice dello studio. "Ma il nostro studio indica che i geni non sono il nostro destino. Anche tra le persone con un'elevata suscettibilità genetica al diabete di tipo 2, un minore consumo di alimenti ultra-processati e una regolare attività fisica da moderata a vigorosa erano associati a un rischio sostanzialmente inferiore di sviluppare la malattia".
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