A Shanghai è l'ora di Alessio Magagnotti: è lui l'erede di Ganna e Milan?
Il giovane talento della bici azzurra, 19 anni, ha già vinto tra i pro' e adesso comincerà questa nuova esperienza con il quartetto dei "grandi". 'Il Maga' ha un solo obiettivo: dare il massimo e divertirsi
Il giovane talento della bici azzurra, 19 anni, ha già vinto tra i pro' e adesso comincerà questa nuova esperienza con il quartetto dei "grandi". 'Il Maga' ha un solo obiettivo: dare il massimo e divertirsi
Ciro Scognamiglio Giornalista 14 ottobre - 08:50 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleFino al 21 agosto 2026 nessuno al mondo, nato nel 2007, aveva vinto una corsa professionista su strada. Nessuno fino a quando Alessio Magagnotti non ha deciso al Giro di Germania di “sverniciare” in volata, e in rimonta, Paul Magnier, uno dei migliori velocisti al mondo. Quel Magagnotti di cui da tempo si dicono meraviglie, pluri-iridato in pista da junior che oggi a Shanghai debutta nel quartetto dei grandi portandosi dietro un punto interrogativo sostanziale: riuscirà ad essere quello che erano già stati, in tempi diversi, Filippo Ganna e Jonathan Milan, innesti-chiave per raggiungere la gloria olimpica di Tokyo? Di certo uno come “il Maga” serviva e non poco, visto che Simone Consonni, pure lui olimpionico in Giappone, è passato a tempo pieno a dedicarsi alle gare di gruppo, Americana e Omnium. "Io ho seguito in diretta quel successo del 2021 – ricorda Magagnotti, che passerà tra i grandi con la Red Bull come Lorenzo Finn -, dalla spiaggia di Lido di Jesolo, dove stavo con la mia famiglia. Ora è un po’ strano essere qui, c’è pure un minimo di ansia, ma la voglia è quella di fare bene. Cercherò di esprimermi come ho sempre fatto. Di dare il meglio, di divertirmi".
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—Trentino di Avio, 1.81 per 73 chili, è troppo presto per dire se davvero Alessio sia un mix tra Jonathan e Ganna, e non è neppure il caso di caricarlo di eccessive pressioni. La curiosità però è normale che ci sia: "Nei giorni di quel Giro di Germania, ad agosto, non avevo chissà quali ambizioni. Ci sono arrivato “leggero” di testa, ed è venuto fuori quel risultato, proprio negli ultimi metri. Un successo che mi ha fatto acquistare una maggiore sicurezza in me stesso. Però, poi, allo Zlm Tour, pensavo di fare di più. Invece ho raccolto soltanto un secondo posto. Nel complesso, è stata una buona stagione". Alla bici si era appassionato un po’ per caso, "perché era nata una società ad Avio e avevo deciso di iscrivermi, per gioco. Via via, ho continuato e sono giunto fino a qui. Avevo un nonno e uno zio che correvano, ma sinceramente l’ho scoperto quando avevo già iniziato".
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—Alessio – il suo agente è l’ex professionista Manuel Quinziato - ha preso il diploma di informatico, sogna la Parigi-Roubaix e come riferimenti in bici ha "Sagan, perché nelle prime gare che ho visto in televisione lui era sempre protagonista. Poi mi sono appassionato a Van Aert, per il modo in cui corre. Arrivare ai suoi livelli sarebbe bellissimo, ma di strada da fare ne ho parecchia".
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