Lo strano caso del nuovo stadio di Zagabria: un progetto italiano vince il concorso. Ma il governo dice no
La Gazzetta dello Sport

Lo strano caso del nuovo stadio di Zagabria: un progetto italiano vince il concorso. Ma il governo dice no

Mercoledì 14 ottobre 2026
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L'opera è dello studio italiano VG13. Boban lo sostiene: "Sarà un impianto unico e iconico". Il premier: "Farò annullare tutto"

L'opera è dello studio italiano VG13. Boban lo sostiene: "Sarà un impianto unico e iconico". Il premier: "Farò annullare tutto"

Fabio Licari Giornalista 14 ottobre - 08:38 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Da noi gli stadi sono un problema storico, in attesa da tempo di essere risolto dal dossier di Euro 2032. Però non è che altrove si scherzi. L’ultimo caso clamoroso è scoppiato in Croazia e coinvolge due italiani e, indirettamente, anche un amico del calcio italiano, Zvone Boban, ex Milan, attuale presidente della Dinamo Zagabria. Al centro della storia, il concorso pubblico per il nuovo stadio della capitale. Concorso vinto all’unanimità da uno studio italiano, il VG13, ma che potrebbe essere annullato addirittura per decisione governativa. Così almeno ha promesso il primo ministro croato in un impeto tra il populismo e il sovranismo, come scrive Francesco Merlo su Repubblica. Una brutta storia comunque la si giri. Giuria unanime Tutto comincia quando viene indetta la gara per il nuovo stadio che, nel 2030, sostituirà lo storico Maksimir. Un progetto sovvenzionato al 50% dallo Stato e al 50% dal comune. Alla giuria internazionale arrivano 88 progetti da 20 paesi. Il 24 settembre viene scelto all’unanimità il lavoro di due giovani architetti italiani, Tommaso Fantini e Alberto Rossi, dello studio VG13. La giuria è composta dagli architetti Chas, Perovic, Fabijanic, Plejic (il presidente) e Roth-Čerina, più Boban, che aveva lavorato alla candidatura del Mondiale 2026 quand’era alla Fifa, il ministro dello sport Tonči Glavina e il sindaco di Zagabria Tomislav Tomaševic.

"capolavoro"

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Il presidente Plejic usa parole a dir poco lusinghiere verso il progetto: "Un capolavoro dell’architettura mondiale non soltanto sportiva. Sarà all’altezza di creazioni quali l’Opera House di Sydney o il centro Pompidou a Parigi", lavori non compresi subito, ma poi celebratissimi. Per Boban "nascerà uno stadio unico e iconico, diverso da tutti gli altri nuovi impianti mondiali omologati". Il progetto rispetta l’identità del Maksimir, trasportandolo nella modernità. Lo stile richiama il suprematismo di Kazemir Malevic, uno dei più grandi artisti dell’avanguardia russa del secolo scorso, il movimento che è stato perseguitato dal regime di Lenin e per il quale l’arte non deve imitare la natura ma astrarsi (niente a che vedere con il suprematismo ideologico).

budget

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Il progetto dei due italiani va ancora perfezionato: la giuria ha suggerito alcune modifiche relativamente alla protezione degli angoli, per evitare l’entrata di vento e freddo durante le partite. Dettagli. Gli standard del comfort sono molto alti, compresi sediolini riscaldati. Una volta risolte le questioni, si passerà al progetto esecutivo, con un budget di massimo 250 milioni di euro, in quanto l’impianto è essenziale, con tetto in acciaio e le strutture in cemento. L’idea è creare un modello bello e razionale per il futuro degli stadi mondiali.

giravolta governo

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Precisiamo: si dovrebbe passare al progetto esecutivo. Perché l’inizio dei lavori, giugno 2027, è al momento in alto mare. E non è detto che i tempi saranno rispettati. Il progetto è stato infatti fermato da tre ricorsi. La cosa divertente è che il primo parte proprio dal governo che ha investito sul progetto. Da non crederci. Il premier croato, Andrej Plenkovic, di centro-destra, e forte impronta europeista, con una giravolta di centottanta gradi ha improvvisamente cambiato idea: "Cercheremo di annullare legalmente il concorso".

la gente...

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Il motivo? Alla gente, secondo Plenkovic, lo stadio così non piacerebbe. Ci vuole un altro design. Scusa risibile naturalmente: il politico ha cavalcato la protesta di diversi architetti locali, sorpresi, se non dispiaciuti, dalla preferenza per colleghi stranieri, e decisi a far fallire il concorso. Una campagna denigratoria contro il progetto italiano è in corso sui social, sebbene la stessa presidente dell’ordine degli architetti croati, Rajka Bunjevac, sia intervenuta in difesa di Fantini e Rossi. Ma intanto tutto è fermo.

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