Falasca: "Non dobbiamo porci limiti, Milano vi stupirà. Vincere non è impossibile, ma Perugia..."
Il nuovo tecnico della Powervolley Milano è contento della squadra: "È un gruppo giovane e rinnovato, ma non mancano i giocatori d'esperienza"
Il nuovo tecnico della Powervolley Milano è contento della squadra: "È un gruppo giovane e rinnovato, ma non mancano i giocatori d'esperienza"
Davide Romani Giornalista 14 ottobre - 08:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Niente è impossibile". Guillermo Falasca lo sa bene. Da giocatore con la Spagna è stato protagonista di uno dei risultati più sorprendenti della storia della pallavolo: l’oro europeo della Spagna conquistato nel 2007 in Russia contro la squadra di casa. Ora, a 49 anni, da allenatore proverà a trasferire questo suo credo ai giocatori di Milano. Ieri, alla Torre Allianz della città, è stata presentata la squadra e le nuove maglie: la volontà del club del presidente Fusaro – alla decima stagione consecutiva in Superlega – è quella di crescere. Tradotto, cercare di fare meglio dopo un quarto di finale playoff e la conquista della Challenge Cup nonostante una squadra rivoluzionata e un nuovo allenatore.
Falasca, che club ha scoperto?
"Milano è una società di alto livello, molto organizzata. Il presidente Fusaro è molto attivo, presente, appassionato. Si percepisce un’energia speciale anche perché il club nell’ultima stagione ha vinto una coppa europea e negli ultimi anni si sono succeduti allenatori importanti. Questo si vede e io cercherò di continuare sulla strada tracciata da chi mi ha preceduto".
Che squadra ha trovato?
"È un gruppo rinnovato e giovane. Ma all’interno della rosa ci sono due giocatori esperti che possono fare da guida: Santi Orduna e Robertlandy Simon. Il primo conosce molto bene il campionato, il secondo è uno dei migliori centrali al mondo, una leggenda della pallavolo. Avere un giocatore così nello spogliatoio è un tesoro: la sua mentalità, il suo impegno è d’esempio per tutti".
Nel 2007 è stato protagonista dell’oro della Spagna all’Europeo. Un risultato sorprendente. Cosa può trasmettere alla squadra di quell’impresa?
"Vincere non è impossibile. Il segreto è crederci, non importa quante piccole possono essere le possibilità di successo. Se arriveremo a esprimerci in campionato come lo stiamo facendo in allenamento in molti rimarranno sorpresi".
Quale obiettivo si è posto per la stagione?
"Dobbiamo lavorare per dare la nostra migliore versione ogni giorno e ogni momento. Non penso che dobbiamo porci limiti e traguardi. Ci sono tante variabili e non tutto dipende da noi, ma la nostra responsabilità è dare il 100% e giocare il meglio possibile. Solo allora guarderemo dove siamo rispetto alle altre squadre".
Nella scorsa stagione ha allenato in Polonia: cosa si porta da quell’esperienza?
"È stata dura perché non sono riuscito a trasmettere alla squadra quello che volevo. Forse questa difficoltà è nata anche dalla differenza culturale tra latini e polacchi. È durata poco perché dopo pochi mesi sono stato sollevato dall’incarico. Ma mi è servita: nella vita si impara di più nei momenti difficili, quando le cose non vanno bene".
Dal 2016 al 2019 suo fratello ha allenato al Vero Volley Monza, sia nel maschile sia nel femminile. Miguel è morto nel giugno 2019. Cosa porta di lui nella sua esperienza di allenatore?
"Io e Miguel abbiamo vissuto quasi in simbiosi. Siamo stati fratelli, amici, compagni di squadra nel club e poi in nazionale. Abbiamo fatto tante cose insieme. Di lui porto con me la passione per questo sport, la voglia di aiutare i giocatori nella loro crescita. L’ultimo periodo non è stato facile, prima l’esonero, poi la perdita di papà. Ma ho sempre sentito vicina a me la presenza di Miguel".
VIDEO: Paola Egonu: "La Milano del volley", l'evento completo del Festival dello Sport 2026Sabato inizia il campionato: secondo lei qual è la squadra favorita per lo scudetto?
"Perugia! Nonostante i diversi cambiamenti in squadra. Penso che a volte questo sia un fattore positivo perché i nuovi innesti sono in grado di fornire nuova energia al gruppo. Rimanere per anni con la stessa rosa non è sempre sinonimo di successo".
C’è un allenatore a cui si ispira?
"Ho avuto la fortuna da giocatore di lavorare con Lorenzetti a Piacenza e ho imparato molto. Ma se devo indicare un tecnico a cui mi ispiro non ho dubbi: Marcelo Mendez. Caratterialmente mi sento vicino al tecnico argentino di Trento. In carriera comunque ho avuto la fortuna di lavorare con molti tecnici di primo piano dai quali ho carpito qualcosa. Tra questi Anastasi, Velasco, Blengini".
Nella rosa di Milano allenerà il terzo fratello della famiglia Porro, Simone. Che giocatore è?
"Hanno tutti la pallavolo nel dna. Arriva da un anno dove ha giocato poco per problemi fisici ma ora sta bene. Avrà bisogno di un po’ di tempo, perché non è facile stare fermo a 18 anni. Sta recuperando la sua miglior versione e potrà dare tanto alla squadra".
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