Pepo sbaglia tutto, ma gli altri? Da Akanji a Bastoni, la clamorosa involuzione difensiva dell'Inter
La Gazzetta dello Sport

Pepo sbaglia tutto, ma gli altri? Da Akanji a Bastoni, la clamorosa involuzione difensiva dell'Inter

Mercoledì 14 ottobre 2026
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Il numero dei gol subiti, dopo il poker del Bruges, è già salito a 14 in 8 gare: quasi 2 a partita. Lo scorso anno, in campionato, i nerazzurri arrivarono ad incassare 14 centri solo con l'arrivo dell'anno nuovo. Oggi siamo a metà ottobre...

Il numero dei gol subiti, dopo il poker del Bruges, è già salito a 14 in 8 gare: quasi 2 a partita. Lo scorso anno, in campionato, i nerazzurri arrivarono ad incassare 14 centri solo con l'arrivo dell'anno nuovo. Oggi siamo a metà ottobre...

Gregorio Spigno Giornalista 14 ottobre - 12:48 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La ricerca della verità si trova spesso nel mezzo delle questioni. Il calcio non fa eccezione, anzi attraverso statistiche analitiche offre soluzioni più approfondite e sicure per interrogarsi su cadute, successi, scivoloni. Insomma un po' tutto ciò che riguarda il pallone. I grandi dati sempre più utilizzati, sempre più precisi e protagonisti. In questo caso, anche piuttosto elementari. Perché la statistica che si prende in considerazione porta a chiedersi cosa possa essere successo in pochi mesi alla difesa dell'Inter, che ha subìto addirittura 6 gol in appena 2 partite di Champions League, mentre in campionato ha già concesso 8 reti in 6 partite. Dal totale viene fuori una cifra mostruosa: 8 partite, 14 gol. Semplice calcolare la media di quasi 2 a gara. Una follia per una squadra come l'Inter, che sì lotta per vincere tutto ma allo stesso tempo, con statistiche difensive del genere, si è ritrovata ancora ferma a zero punti in Champions League dove rimontare appare decisamente più complesso rispetto a farlo in Serie A. Nella scorsa stagione, mantenendo il campionato come bilancia, l'Inter di Chivu arrivò ad incassare 14 reti solo in concomitanza con l'arrivo dell'anno nuovo, il 4 gennaio 2026. Il poker del Bruges a San Siro che ha fatto lievitare i numeri attuali è arrivato il 13 ottobre, con un buon paio di mesi di anticipo rispetto alla stagione passata. E la domanda resta la stessa: cosa è cambiato?

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problemi

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Il modulo è rimasto invariato, gli interpreti in linea generale pure (eccezion fatta per le uscite di Acerbi e De Vrij, comunque non titolarissimi, e l'inserimento di Stones-Pavard), il terzetto solitamente più utilizzato (Bisseck-Akanji-Bastoni) anche. Eppure, i numeri sono clamorosamente peggiorati. Noto è che la filosofia tattica di Cristian Chivu sia in piena linea con un calcio europeo che ha preso una direzione sempre più offensiva, seguendo la teoria che porta a segnare un gol in più dell'avversario piuttosto che arroccarsi per incassarne uno di meno. E infatti l'Inter è una macchina da gol che ha già raggiunto quota 22 centri in 8 partite totali. Ma questo è un altro tema. "L'interrogazione", oggi, è tutta rivolta verso una difesa che non garantisce più la sicurezza di un anno fa. Tema di squadra, sì, perché il centrale si ritrova spesso nella metà campo avversaria a supportare la fase offensiva e di conseguenza va sacrificato qualcosa in fase di ripiego, ma che riguarda pure i singoli. 

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poche certezze

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Bisseck ha vissuto un buon avvio di stagione sul piano personale ma rischia il debito d'ossigeno quando rientra dopo essersi travestito da attaccante, Bastoni si è spesso ritrovato in difficoltà, Akanji sembra letteralmente un altro. La condizione fisica post-Mondiale dello svizzero è quella che è, ma ormai siamo a metà ottobre e sussulti non se ne vedono. L'inserimento di Stones è stato rallentato da qualche problema fisico - così come quello di Spence -, Pavard viene considerato uomo da turnover, l'unica certezza reale (in qualsiasi zona di campo lo si inserisca) è Carlos Augusto. Il resto, fin qui, l'ha messo tra i pali Pepo Martinez con una serie di errori pesantissimi. Poco, troppo poco per una squadra che avrebbe l'ambizione di migliorare il doblete conquistato l'anno scorso. Con una difesa così, conquistare due trofei sarebbe già tanta roba.

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