Lazio, già otto giocatori a segno: ecco il segreto di Gattuso per restare in testa
Da Frattesi a Noslin e Tavares: quante risorse. Il gioco di Rino porta tutti ad avere occasioni
Da Frattesi a Noslin e Tavares: quante risorse. Il gioco di Rino porta tutti ad avere occasioni
Stefano Cieri Giornalista 14 ottobre - 12:26 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleÈ una Lazio «democratica» quella che dopo sei giornate di campionato si ritrova sorprendentemente al primo posto della classifica di Serie A insieme con l’Inter. Democratica nel senso che non c’è un attaccante che assicuri alla squadra un bottino consistente di gol che - da solo - basti o quasi al fabbisogno di marcature, ma sono tutti i giocatori, non uno escluso, che devono provvedere alla produzione offensiva.
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—E così, dopo appena sei partite, sono già otto i biancocelesti ad essere andati in rete almeno una volta. Una cifra notevole se si considera che, in tutto, la squadra di Gattuso ha realizzato 11 gol. A conferma che non c’è (almeno per ora) un front-man in avanti che capitalizzi il grosso delle occasioni da gol, il momentaneo capocannoniere della squadra è un centrocampista, quel Davide Frattesi che peraltro con il gol ha sempre avuto un grande feeling (lo testimoniano i 9 segnati con la Nazionale in 38 presenze). L’ex giocatore interista ha già realizzato 3 reti in biancoceleste (nelle prime tre giornate, tutte decisive). Dietro di lui c’è Tijjani Noslin, che ha marcato due volte (nelle ultime due partite prima della sosta). Dopo di loro ci sono altri sei giocatori, tutti con un gol a testa. Sono Cancellieri, Gudmundsson, Isaksen, Pinamonti, Tavares e Zaccagni. La cooperativa del gol biancoceleste è composta da attaccanti (tutti e sei hanno segnato almeno una rete) e poi da un centrocampista e da un difensore.
Quelli che mancano
—L’elenco può quindi ulteriormente ampliarsi. All’appello, per esempio, manca ancora Taylor che è un elemento che ha sempre fatto un certo numero di gol (anche con la Lazio, nella seconda parte della scorsa stagione, ne ha segnati 3). E, a proposito di centrocampisti, pure Dele-Bashiru (che con il Monza è rientrato dopo l’infortunio) è uno che qualche gol lo ha sempre garantito (5 il primo anno di Lazio, 2 il secondo). E chissà se, quando tornerà in campo, non si sblocchi anche Rovella, ancora a caccia del primo gol con la maglia biancoceleste. Tavares si trovava nella stessa situazione fino a domenica scorsa. Poi contro il Monza ha finalmente rotto il ghiaccio. Magari sarà di buon auspicio pure per Rovella. E, in quanto ai difensori, i tre nuovi centrali arrivati in estate (Doekhi, Leite e Sutalo) in carriera qualche gol lo hanno fatto in ciascuna delle squadre in cui hanno giocato. Provstgaard invece ancora no, ma questa è la sua prima stagione da titolare ed è pertanto pienamente giustificato.
La ricetta Gattuso
—L’attitudine mostrata dalla Lazio ad andare in gol con tanti diversi giocatori non è affatto casuale. E non deriva neppure dall’assenza di un super-bomber, il Ciro Immobile della situazione per intenderci. È invece un aspetto che Rino Gattuso ha inseguito sin dal primo giorno di ritiro. Il tecnico sta facendo praticare alla sua squadra un calcio totale, in cui ciascun elemento partecipa a entrambe le fasi in maniera attiva. E quindi, come tutti devono saper difendere, attaccanti compresi, così tutti devono attaccare e - se capita l’occasione - segnare. Tavares, per fare un esempio, non è più solo il terzino di fascia che punta il fondo campo e da lì scodella assist per chi si trova in area. Continua a fare questo, ma adesso il portoghese ha pure licenza di accentrarsi, proprio per poter essere pericoloso in zona tiro. Così è nato il gol che domenica scorsa contro il Monza lo ha fatto finalmente finire sul tabellino marcatori di una partita della Lazio. E poi, al di là dei singoli, il gioco della formazione biancoceleste è a spiccata trazione offensiva, il che significa produrre parecchie occasioni da gol in ogni partita (col rovescio della medaglia di prendere qualche rischio di troppo). Ecco perché è facile che vadano in gol tanti giocatori diversi. Il prossimo obiettivo di Gattuso sarà quello di aumentare la percentuale realizzativa dei suoi uomini. Fino a questo momento hanno infatti segnato meno di quanto avrebbero potuto calcolando le occasioni create. La media è di quasi 2 gol a partita, che non è bassa, ma potrebbe essere ancora più alta. Se lo fosse, renderebbe meno pericolosi e preoccupanti pure quei black out che di tanto in tanto i biancocelesti accusano e nel corso dei quali la formazione di Gattuso un po’ di rischi li corre.
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