Lo sfogo di Martinez, il mercato deludente e i problemi societari: United, crisi continua. E Conte...
La Gazzetta dello Sport

Lo sfogo di Martinez, il mercato deludente e i problemi societari: United, crisi continua. E Conte...

Mercoledì 14 ottobre 2026
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La sconfitta con l'Atletico Madrid e le parole di Lisandro Martinez contro la dirigenza hanno evidenziato in maniera ancora un po' netta il momento delicato dei Red Devils. In discussione anche Carrick e spunta il nome del tecnico italiano come possibile successore

La sconfitta con l'Atletico Madrid e le parole di Lisandro Martinez contro la dirigenza hanno evidenziato in maniera ancora un po' netta il momento delicato dei Red Devils. In discussione anche Carrick e spunta il nome del tecnico italiano come possibile successore

Dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 14 ottobre - 14:35 - LONDRA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Bryan Mbeumo

Prima o poi doveva succedere. Oltre alle delusioni, il Manchester United post Alex Ferguson ha un’unica certezza: è sempre una polveriera pronta a esplodere. Soprattutto dopo una brutta sconfitta come quella in casa dell’Atletico in Champions. La novità è che stavolta la miccia l’ha accesa un giocatore, Lisandro Martinez, e il suo sfogo non mette sotto accusa l’allenatore ma addirittura la dirigenza e i suoi mancati investimenti. Dove porterà questo sfogo resta tutto da capire, ma il fatto che nel mirino ora ci sia la dirigenza (e secondo un sondaggio del Manchester Evening News, Martinez ha assolutamente ragione) apre scenari clamorosi, dai ribaltoni sul mercato di gennaio a quelli più facili dietro la scrivania o addirittura in panchina, dove Carrick comincia ad annaspare e dove potrebbe servire un uomo forte che aiuti a ritrovare la strada (sembra l’identikit di Antonio Conte, attualmente libero). 

VIDEO: Carrick si difende in conferenza JJ Gabriel vuole "scappare": United, ora che succede?

lo sfogo

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Le parole di Martinez hanno messo nel mirino Jason Wilcox e l’intera strategia estiva dello United. "Mi aspetto di più dal nostro direttore tecnico - ha detto il difensore argentino in interviste tv con Prime Video e Cos Sports -. Lo scorso anno abbiamo fatto una stagione fantastica, ma adesso siamo ben lontani dal livello più alto. Dobbiamo prendere altri giocatori, mi aspetto più investimenti. Noi giocatori dobbiamo fare di più, ma è anche importante avere una squadra forte. L’allenatore sta facendo del suo meglio, ma ogni stagione è differente e non puoi rimanere uguale a quello che eri. Non si può continuare a cambiare allenatore: e gli altri aspetti della società?". A rendere più complicata la situazione è che, anche se nessuno lo ha detto pubblicamente, il pensiero di Martinez sarebbe condiviso da buona parte dei senatori dello spogliatoio, convinti quindi che la squadra non abbia fatto abbastanza sul mercato per rimanere al nuovo livello. 

la situazione

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I problemi dei Red Devils erano evidenti già prima dei due schiaffi presi dall’Atletico: la squadra l’anno scorso ha beneficiato dal fatto di non giocare le coppe, ma in questo 2026-27 i rinforzi sono stati concentrati sul centrocampo, con gli innesti di Carlos Baleba, Youri Tielemans e Andrey Santos per complessivi 183,6 milioni di euro (decisamente meno delle altre big) che hanno lasciato scoperti altri reparti e troppo corta la rosa di Carrick per il doppio impegno Premier-Champions. A rendere più tesa la situazione ci stanno pensando i risultati: il bilancio in campionato dice 6 punti nelle prime 6 partite, coi Red Devis che ora hanno una serie aperta di 5 partite senza vittoria, con l’unico successo dell’ultimo mese e mezzo arrivato nella prima giornata di Champions contro il debuttante Sabah. La sconfitta 1-0 nel derby col City, giocato per 75’ in 11 contro 10, ha aperto crepe profonde nella fiducia attorno a Carrick e al valore della squadra. Le prossime 5 partite, in Premier contro Leeds, Bournemouth e Chelsea e in Champions a Como e contro la Roma, promettevano da sole di rendere ancora più pesante la situazione. Le frasi di Martinez hanno appiccato il fuoco.

adesso?

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Le ceneri dell’ennesima esplosione dell’ambiente United possono andare in tante direzioni diverse. Jim Ratcliffe e la sua dirigenza dovranno decidere se stare dalla parte di Martinez o difendere le loro scelte. Wilcox, il direttore tecnico sotto accusa, è responsabile di tutte le operazioni legate al calcio, dalla prima squadra alle giovanili, dal mercato alle tournée di inizio stagione. Il suo non è ovviamente un one-man show, con Berrada e il responsabile del mercato Christopher Vivell pienamente coinvolti. La via facile per superare questa rottura è punire il giocatore, andare avanti con la rosa attuale e cercare innesti nel sempre complicato mercato di gennaio, in una situazione economica in cui lo United non può comunque permettersi di spendere mezzo miliardo come altre big. Ratcliffe aveva cominciato il suo restyling dello United dalla scrivania: se decidesse di ascoltare Martinez e quel pensiero diffuso in spogliatoio, un benservito a Wilcox sarebbe l’ennesimo riassetto di una squadra che invece avrebbe bisogno di stabilità. 

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l'uomo forte

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Visti i risultati, però, non è chiaro se lo United possa permettersi di aspettare gennaio per rinforzi tutti da trovare o puntare su un ribaltone dietro la scrivania che non cambierebbe la delicata situazione in campo. Ecco quindi che potrebbe tornare di moda l’idea di affidarsi a un uomo forte in panchina, uno che pretenda anche voce in capitolo sul mercato e sappia plasmare il nuovo United. Uno, ad esempio, come Antonio Conte, che nella sua ultima intervista, rilasciata a The Athletic, ha tracciato l’identikit della squadra che gli piacerebbe allenare. "Ci sono tante squadre che hanno perso di vista la loro storia - ha detto il tecnico che in Premier ha allenato Chelsea e Tottenham -. Mi piacerebbe allenare uno di questi club, uno che ha bisogno di brillare di nuovo, uno in cui sai bene che c’è pressione, in cui vai lì non solo per farne parte, ma per competere". A leggere tra le righe, sembra tanto l’identikit dello United. E se fosse proprio Conte, un sergente di ferro in campo e un uomo con le idee chiare fuori, quello che serve per mostrare di nuovo la rotta perduta ai Red Devils che affondano?

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