Olimpia, così non va: quattro sconfitte in Eurolega e tanti dubbi. Cuore e continuità, ecco i problemi
La sconfitta contro il Real conferma le difficoltà di Milano: attacco senza idee, difesa fragile e poca intensità. Poeta vuole una reazione dai suoi, a cominciare dalla sfida contro Dubai
La sconfitta contro il Real conferma le difficoltà di Milano: attacco senza idee, difesa fragile e poca intensità. Poeta vuole una reazione dai suoi, a cominciare dalla sfida contro Dubai
Giulia Arturi Giornalista 14 ottobre - 18:39 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLe sconfitte non dicono sempre tutto. In questo caso, però, dicono molto. Quattro in cinque partite di Eurolega, oltre a quella contro Verona in campionato. Prima ancora della sconfitta di ieri contro il Real Madrid, l'Olimpia aveva il peggior Net Rating dell'Eurolega (-14,5 punti ogni 100 possessi) e concedeva agli avversari una percentuale effettiva al tiro del 61%, la più alta della competizione. Secondo i dati di Clutch Data, anche escludendo i minuti in cui le partite sono ormai decise, Milano resta tra le peggiori squadre per efficienza offensiva e difensiva. Preoccupano le sconfitte, certamente, ma anche il modo in cui sono arrivate. E il distacco tra la squadra e il Forum, poco partecipe e sempre meno incline a perdonare il piattume visto in campo.
VIDEO: "Eleonora Boi e Danilo Gallinari: The Gallinaris". Guarda l'evento completola difesa
—Dopo più di un mese di campo, la carenza più evidente della squadra di Poeta è la mancanza di qualcuno che sappia creare con la palla in mano. Un playmaker capace di facilitare il gioco, per esempio. I giocatori ci sarebbero, ma finora nessuno, da Thompson a Cole fino a Bolmaro, Hall e Guduric anche se non sarebbe necessariamente il loro compito, è riuscito a far girare la squadra. Oppure qualcuno capace di inventare una giocata quando tutto il resto non funziona, l'Armoni Brooks della situazione. Punti, senza star a pensare troppo. Un giocatore che certamente manca, anche se sarebbe stato difficile trattenerlo a quelle cifre. Se l'attacco è asfittico, la difesa non tiene proprio: 126.2 punti subiti ogni 100 possessi, il peggior defensive rating della competizione. Ma si vede anche a occhio nudo, senza bisogno dei numeri. I cambi difensivi voluti da coach Poeta, prima ancora di capire se possano funzionare davvero con questo organico, dovrebbero essere interpretati nella maniera giusta. E per ora non succede: poca aggressività, poca convinzione, poca propensione a renderli un'arma anziché un punto debole. In Eurolega, con un approccio del genere, ti saltano tutti in testa.
cuore
—L'atteggiamento, come sottolineato da Poeta, è la mancanza più difficile da accettare. Il coach, alla prima stagione completa sulla panchina di Milano, per ora non è riuscito a tirare fuori dalla squadra un po' di carica agonistica o di senso di urgenza. I parziali subiti vengono percepiti come l'inevitabile inizio della fine e vengono incassati con troppa apatia. "È una questione di cuore", ha detto Poeta. "Prima di tutto, non mettiamo abbastanza cuore. Solo alcuni dei nostri giocatori lo mettono". E nomina Bolmaro, Hall. In una situazione così difficile non è il singolo a fallire, ma da giocatori come Peters, Guduric, Thompson, e anche Wright (in termini di presenza) ci si aspetta qualcosa di più.
il calendario
—Si comincia domani contro Dubai, poi domenica la trasferta a Napoli, una delle squadre più in forma del campionato. La settimana successiva arriveranno il Barcellona in Eurolega e la Virtus Bologna in campionato. Per chiudere doppio turno in trasferta contro Pana e Olympiacos. Un calendario che metterà tutti a dura prova. Poeta dovrà trovare prima di tutto la quadra agonistica, ancora prima di quella tattica o di pensare al mercato. Convincere la squadra a entrare in campo con la mentalità da underdog, inteso come rabbia agonistica di chi deve dimostrare qualcosa, è il primo passo per tornare anche a divertirsi un po'. Perché, al netto dei problemi di gioco, è difficile immaginare che questa squadra non possa dare più di quanto visto finora. I campioni ci sono. "Per noi, in questo momento, si tratta di giocare con intensità e costanza per tutti i 40 minuti. Al di là di qualsiasi discussione tecnica e tattica, ciò che ci è mancato finora è stata la costanza nel corso delle partite". Tanto che potrebbe bastare una scintilla, una vittoria, per ritrovare un po' della fiducia che manca.
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