Dall'allenatore giornalista all'attaccante con le unghie dipinte: Juve, quante storie al Celta Vigo
La Gazzetta dello Sport

Dall'allenatore giornalista all'attaccante con le unghie dipinte: Juve, quante storie al Celta Vigo

Mercoledì 14 ottobre 2026
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I galiziani, già capaci di raggiungere nella scorsa stagione i quarti di finale di Europa League, stanno vivendo un grande momento sotto la guida di Claudio Giraldez. Una formazione che è un tutt'uno con il suo popolo e il suo territorio e che ha in Iago Aspas il suo simbolo

I galiziani, già capaci di raggiungere nella scorsa stagione i quarti di finale di Europa League, stanno vivendo un grande momento sotto la guida di Claudio Giraldez. Una formazione che è un tutt'uno con il suo popolo e il suo territorio e che ha in Iago Aspas il suo simbolo

Fabio Russo Giornalista 14 ottobre - 18:26 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Identità, esperienza, eroi popolari e calciatori scoperti ai margini del calcio. La Juve domani sera a Vigo non affronterà soltanto una squadra in ascesa a livello internazionale, già capace di raggiungere i quarti di Europa League nella scorsa stagione, ma tutto un territorio e un popolo. Che rimane legatissimo al Celta, nome dato al club di Vigo in onore delle origini celtiche della città e della regione della Galizia, e che, nonostante non abbia mai festeggiato un titolo in 103 anni di storia, negli ultimi anni si sta godendo le imprese di un gruppo di calciatori (e di un giovanissimo allenatore) dalle storie più disparate. 

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celta-juve, giraldez e aspas simboli galiziani 

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Identità, dicevamo. La rosa di Claudio Giraldez è composta da 16 calciatori spagnoli su 25 e spesso è arrivato a schierarne addirittura nove nell'11 di partenza. L'esatto opposto dell'attuale squadra di Spalletti, che recentemente, a Reggio Emilia contro il Sassuolo, ha iniziato la partita con 10 giocatori stranieri, con l'unica eccezione del portiere Vicario. È stato proprio l'arrivo del 38enne ex terzino (senza fortuna in campo, nonostante un percorso nelle giovanili di Atletico e Real in cui ha incrociato Koke e De Gea) sulla panchina del Celta (dal marzo 2024, per sostituire Rafa Benitez) a dare la svolta alla storia recente dei galiziani. Nato nella regione, in paesino che si trova sul cammino portoghese verso Santiago di Compostela, Giraldez è stato da sempre legato al club di Vigo: suo zio Pepe Lemos, scomparso nel 2023, era stato infatti una bandiera del Celta negli anni Ottanta. Non riuscendo a sfondare sul campo "per colpa sua", come ha poi ammesso, il tecnico galiziano arriva a guidare la prima squadra dopo un percorso trionfale nelle giovanili e con la seconda squadra, in terza divisione spagnola, e grazie a un calcio propositivo e offensivo che lo fa presto soprannominare "el Guardiola del Celta". Puntiglioso e attento a ogni dettaglio, prima di sedersi in panchina Giraldez ha preso due lauree: una in Scienze dell’Attività Fisica e dello Sport e una in Giornalismo. "Per evitare scivoloni", ha candidamente ammesso di recente. Se, quindi, a lui è affidata la rappresentazione dell'identità celtista in panchina, non c'è dubbio che quella sul campo sia tutta sulle spalle di Iago Aspas, miglior marcatore (con 224 gol) nella storia del club. A 39 anni, è probabilmente all'ultima stagione della carriera, tanto che il Celta ha già annunciato di volergli intitolare ufficialmente una tribuna del nuovo stadio "Balaidos" (che verrà ristrutturato per i Mondiali del 2030) e il Comune di Vigo inaugurerà una statua in suo onore in città nella prossima primavera. D'altronde, Aspas, entrato nelle giovanili a soli 8 anni, ha lasciato la sua terra soltanto per due stagioni: una al Liverpool e una al Siviglia, tra il 2013 e il 2015, giusto il tempo di togliersi la soddisfazione di vincere un'Europa League. 

Borja Iglesias con la medaglia di Campione del Mondo 2026 con la Spagna. Getty Images

borja iglesias e le unghie dipinte

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Se Aspas, insieme a Marcos Alonso, è l'unico calciatore della rosa del Celta ad aver vinto un trofeo internazionale per club, meglio ancora è andata a Borja Iglesias, solo giocatore celtista di sempre ad essersi laureato Campione del Mondo: era nella rosa di De La Fuente quest'estate, anche se il suo contributo si è limitato a un misero minuto in campo negli ottavi di finale contro il Portogallo. Ma non è certo questo aspetto a renderlo davvero "unico" e idolo dei tifosi. Sempre impegnato sui temi sociali, dal razzismo ai diritti civili fino al dramma della Striscia di Gaza, dal 2020 gioca con le unghie dipinte di nero in sostegno al movimento "Black Lives Matter". Per questo è finito spesso nel mirino delle tifoserie avversarie, fino al gravissimo episodio verificatosi a Siviglia nel gennaio scorso: mentre stava consegnando una maglia a un tifoso nel parcheggio dello stadio, un gruppo di tifosi locali lo ha accerchiato e gli ha rivolto cori omofobi e d'odio. "Sarei molto più felice di essere gay che essere come loro, pieni di odio, senza niente di meglio da fare che lanciare insulti a fine partita", ha spiegato qualche giorno dopo a L'Equipe Borja Iglesias, che domani contro la Juve sarà indisponibile per infortunio. In segno di solidarietà dopo quell'episodio, nella successiva partita contro il Rayo Vallecano oltre 5 000 tifosi, lo staff tecnico e la presidente Marián Mouriño si dipinsero pure loro le unghie.

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celta vigo, c'è pure il figlio di milla

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Se Borja Iglesias è soprannominato "Panda" (dalla canzone di un rapper, Desiigner, che metteva sempre in spogliatoio prima delle partite del Celta B, tra le sue fila la squadra di Giraldez avrebbe pure un "bufalo": Pablo Duran, attaccante versatile pescato nel Compostela, in quarta serie spagnola, ma pure lui out dalla sfida coi bianconeri per infortunio. Ci sarà, invece, l'ala svedese Williot Swedberg, ex compagno dello juventino Rouhi (ora in prestito alla Carrarese) al Brommapojkarna che, per le sue prestazioni altalenanti e quella faccia da giovane un po' stralunato, i tifosi definiscono come uno "studente Erasmus". Se poi aggiungiamo che il portiere del Celta è quello Ionut Radu che, con un errore clamoroso a Bologna, costò uno scudetto all'Inter, e che per la partita contro la Juve è stato convocato il ventenne Germain Milla, figlio della leggenda camerunense Roger, il quadro è completo. Una squadra, mille storie.

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