Progetto City Club, la Serie C punta sugli impianti. Marani: "Senza strutture i giovani non crescono"
Il progetto che riunisce istituzioni, società e imprese fa tappa a Carpi. L'obiettivo è valorizzare il contributo del calcio e dello sport allo sviluppo territoriale
Il progetto che riunisce istituzioni, società e imprese fa tappa a Carpi. L'obiettivo è valorizzare il contributo del calcio e dello sport allo sviluppo territoriale
14 ottobre - 19:27 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLo sport come investimento per il territorio, il calcio come motore di crescita per le comunità. È questo il tema al centro della tappa di City Club, il progetto promosso dalla Serie C che ha riunito a Carpi istituzioni, società calcistiche e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Un confronto sulle sfide del movimento, a partire da un nodo fondamentale: l’impiantistica. "La Serie C è un catalizzatore di identità e riconoscimento per le città", ha sottolineato il presidente Matteo Marani, che non ha nascosto le criticità del sistema italiano. "Oggi uno dei problemi maggiori, se non il principale, è quello dell’impiantistica e del ritardo del nostro Paese sul fronte delle infrastrutture. Senza impianti non si può fare calcio, senza centri sportivi adeguati non possono crescere i giovani". Proprio i vivai rappresentano infatti una delle priorità della Lega, chiamata a favorire condizioni migliori per lo sviluppo dei talenti.
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—A fare gli onori di casa è stato Enrico Bonzanini, direttore generale dell’A.C. Carpi, che ha insistito sull’importanza delle relazioni tra club: "Oggi un club professionistico non può pensare di crescere da solo". La collaborazione può diventare uno strumento per superare i limiti strutturali e creare nuove opportunità, soprattutto per le realtà con risorse più contenute. Un esempio concreto riguarda il centro sportivo Sigonio: "Poter disporre di un terreno sintetico significherebbe migliorare la qualità del lavoro del Settore Giovanile", ha spiegato Bonzanini, evidenziando la necessità di far crescere le strutture insieme alla società.
IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI
—Il dialogo tra amministrazioni e società sportive è stato al centro anche dell’intervento del sindaco di Carpi, Riccardo Righi. "Le società calcistiche non sono soltanto realtà sportive, ma rappresentano un pezzo dell’identità delle nostre comunità", spiega. Da qui la necessità di "costruire un dialogo costante tra società, amministrazioni pubbliche e tutto il tessuto sportivo del territorio". Sul fronte degli investimenti, Giammaria Manghi, coordinatore regionale delle Politiche sportive, ha ricordato le risorse destinate dalla Regione Emilia-Romagna alle strutture: "Sono 70 i milioni investiti negli ultimi anni nell’impiantistica pubblica che, sommati agli sforzi dei Comuni, portano il totale sopra i 100 milioni di euro. Ma ancora non basta". La direzione, secondo Manghi, è quella di una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, con il contributo di federazioni e leghe. Il confronto ha coinvolto anche Maria Costi, presidente della Commissione consiliare Giovani, Sport e Lavoro della Regione Emilia-Romagna, e Andrea Fabris, direttore generale del Sassuolo, oltre ai rappresentanti dei Comuni di Venaria Reale e Lucca, che hanno presentato progetti di valorizzazione degli impianti. Spazio, infine, al contributo delle imprese e al tema dell’accessibilità, con la necessità di garantire anche alle persone con disabilità strutture adeguate per praticare sport. La tappa di Carpi conferma così l’obiettivo di City Club: creare sinergie tra calcio, istituzioni e tessuto economico, perché investire nello sport significa puntare non soltanto sulle società, ma anche sul futuro delle città.
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