"Mi sono preoccupato dopo aver visto i serpenti": Bottas racconta il suo viaggio tra cobra e varani
La Gazzetta dello Sport

"Mi sono preoccupato dopo aver visto i serpenti": Bottas racconta il suo viaggio tra cobra e varani

Mercoledì 14 ottobre 2026
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Dalla Malesia a Singapore, il pilota ha viaggiato pedalando di notte con il pericolo di cinghiali da 200 kg: "Senza la mia bici non vedrei mai queste cose"

Dalla Malesia a Singapore, il pilota ha viaggiato pedalando di notte con il pericolo di cinghiali da 200 kg: "Senza la mia bici non vedrei mai queste cose"

Giorgio Burreddu Collaboratore 14 ottobre - 19:06 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Lucertoloni, cobra, pitoni. Welcome to the jungle. E grazie a Valtteri Bottas per il resoconto della sua avventura in bicicletta dalla Malesia a Singapore: 420 chilometri di puro spasso. “Ho visto dei serpenti, cosa che mi ha un po' preoccupato, ma in realtà erano piuttosto tranquilli", ha detto Bottas. E ancora: “Ho visto un cobra. Ho visto un pitone che attraversava il sentiero proprio davanti a me. Ho visto alcune di quelle grosse lucertole che si vedono anche qui: una era sul sentiero, ho dovuto saltarla con la bici. Quindi l'ho vista proprio all'ultimo minuto”. Tra una fantasticheria degna di Jules Verne e un resoconto alla Patrick Leigh Fermor, Bottas si scopre un narratore eccezionale. C’è tutto in quelle tre notti in mezzo alla foresta. 

ANDARE AVANTI 

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È un romanzo d’avventura su due ruote che il pilota di F1 ha documentato con la solita ironia. “Sono stato inseguito da un cane. Sono rimasto bloccato dietro un gruppo di mucche su un piccolo sentiero. Alla fine si sono allontanate”. Per il finlandese, 37 anni, la bici è una forma di libertà. Andare, viaggiare, pedalare: un novello Robinson Crusoe su due ruote. E qual è stata la parte più folle? Lo dice lui: “Pedalare di notte nella giungla. Il rumore lì dentro è come...”. La frase si spezza: il resto lo fa l’immaginazione. “La tua mente inizia a fantasticare su cosa ci sia là fuori. Chissà cosa c'è là fuori?”. Eh, che c’è? Per scoprirlo non resta che continuare a pedalare, un chilometro dopo l’altro. “Pedalare di notte con le luci accese è stata probabilmente la parte più epica nella foresta”. 

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TIGRI E CINGHIALI 

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Pedalare di notte, come ha osservato anche il sito specializzato The Race, serviva a Bottas per adattarsi al fuso orario di Singapore, ma anche per evitare il caldo delle ore diurne. "Almeno sai che in natura non c'è niente che ti darà la caccia", ha detto Bottas. Peccato che in Malesia le tigri ci siano, eccome. Per fortuna, soprattutto più a nord del suo itinerario. Ma sulla sua strada Bottas avrebbe potuto incontrare anche cinghiali lunghi due metri e grossi 200 chili. “Senza la mia bici non vedrei mai queste cose. Quindi, se in futuro ci fosse qualcosa di sensato che mi permettesse di recuperare per le gare, certo che la farei”. Per la cronaca: Bottas non ha concluso il GP.

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