"Per un mondo special e per Roma immortale... Ave Mou". L'accoglienza da brividi dell'Olimpico per José
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"Per un mondo special e per Roma immortale... Ave Mou". L'accoglienza da brividi dell'Olimpico per José

Mercoledì 14 ottobre 2026
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Nella Capitale da due giorni non si parla d'altro. Il tecnico portoghese è ormai parte della storia giallorossa. Ed ecco come i tifosi hanno riabbracciato il loro ex condottiero, ora allenatore del Real Madrid

Nella Capitale da due giorni non si parla d'altro. Il tecnico portoghese è ormai parte della storia giallorossa. Ed ecco come i tifosi hanno riabbracciato il loro ex condottiero, ora allenatore del Real Madrid

Dal nostro inviato  Lorenzo Cascini 14 ottobre (modifica alle 21:47) - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Si dice che il successo di un viaggio non lo determini l’uscire dal porto, ma il modo in cui si torna. Da oggi lo avrà imparato anche José Mourinho, che affronta la Roma all’Olimpico per la prima volta da avversario dopo il suo addio e che è stato travolto da un’onda anomala d’amore. Da due giorni in città non si parla d’altro, lo Special One è parte della storia della Roma e occupa un posto di rilievo nel cuore dei tifosi giallorossi: un portoghese cittadino del mondo, uno che camminava a piedi in giro per la città per respirare il calore della gente. Lo faceva anche Capello. Entrambi, in modo diverso, hanno conquistato l’anima più viscerale del tifo romanista, che oggi rende omaggio al suo condottiero che torna nella Capitale. Da avversario, mai da nemico.

Abbraccio

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Ieri in conferenza aveva promesso che avrebbe cercato di non commuoversi, ammettendo che gli sarebbe costato molta fatica. Mou è un maestro nell’arte della comunicazione, della provocazione, dell’immaginazione. Il giorno del suo arrivo nel 2021 c’erano oltre 10mila tifosi giallorossi ad accoglierlo e lui li conquistò subito. Bastò una frase in conferenza: "Dove vedo i romanisti da qui a tre anni? Staranno festeggiando una coppa". Detto fatto, al primo colpo. L’immaginario e l’inimmaginabile. Zaniolo che punge il Feyenoord a Tirana e José che conquista un popolo. Da lì sarà una storia d’amore, di fiducia, di sostegno in direzione ostinata e contraria. Più forte degli arbitraggi, delle polemiche, delle critiche sul gioco, delle sconfitte. Roma e Mourinho, erano diventati una cosa sola. 

Emozioni

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Già nel cammino che ti porta allo stadio si percepisce che per Roma e per la sua gente non sarà una serata come le altre. C’è chi parla di Mourinho come l’uomo che ha difeso i colori giallorossi mettendo l’armatura, chi si commuove ricordando la finale di Conference a Tirana e chi ancora maledice Budapest, l’arbitro e i rigori finali. E ancora, tanti sperano che Gasp possa portarli a riprovare quelle emozioni lì, la città in festa, colorata per giorni di giallorosso. Eccoli, uno di fronte all’altro, passato e presente che si mischiano e si sfidano. All’undicesimo confronto della carriera, a quasi vent’anni dalla prima volta: era il 2008 e Mou si complimentava con Gasp per l’atteggiamento e lo spirito del suo Genoa, ormai diventato marchio di fabbrica del tecnico. Che si è evoluto, ha lavorato e oggi punta a far vivere una stagione da sogno ai tifosi della Roma. Senza fare proclami, però. Non è mica Mourinho… 

VIDEO: Roma, il murales di Mourinho è stato vandalizzato: il VIDEO

Striscioni e murales

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Oltre alle parole i romanisti hanno fatto sentire il loro affetto anche con i fatti. Autentici gesti d’amore. Due giorni fa è stato realizzato un murales - poi vandalizzato - che ritraeva l’allenatore giallorosso insieme a un bambino con la Conference League in mano. Mou collante di generazioni. Oggi, invece, è stato esposto uno striscione davanti al Colosseo. “Josè tra ferite e vittorie ci hai insegnato una via: onorare Roma fino all’ultima follia”. 

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Lo stadio

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Mourinho e i romanisti si sono attesi, annusati, aspettati. Fino all’ingresso in campo. José non è uscito con la squadra per il riscaldamento, è rimasto negli spogliatoi. Chissà quanti ricordi tra quei corridoi. Un Olimpico esaurito aspettava con trepidante ansia quell’abbraccio tanto promesso. Lo speaker lo annuncia e lo stadio applaude calorosamente. Così come al suo ingresso in campo. Poi un altro striscione. "Per un mondo special e per Roma immortale... Ave Mou". Poi - a partita iniziata - eccone un altro ancora. "Chi porta gloria a Roma, Roma lo onorerà per sempre. Oggi le tue mani consacrano le spoila opima e il popolo ti tributa la gloria eterna", stavolta accompagnato da un coro per il portoghese ripetuto per tre volte. E se è vero che il passato addolcisce i ricordi, i romanisti hanno conservato solo il bello vissuto con José. Le vittorie, i festeggiamenti, il sentirsi protetti contro tutto e tutti. Poi, però, si inizia. E si gioca contro. Anche se solo per 90 minuti.

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