Llorente: "Conte prima o poi tornerà alla Juve. A Spalletti farei comodo... Kolo? Mi aspetto 20 gol"
La Gazzetta dello Sport

Llorente: "Conte prima o poi tornerà alla Juve. A Spalletti farei comodo... Kolo? Mi aspetto 20 gol"

Giovedì 15 ottobre 2026
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L’ex attaccante: "In coppia con Woltemade può funzionare. Alajbegovic e Nico Gonzalez decisivi"

L’ex attaccante: "In coppia con Woltemade può funzionare. Alajbegovic e Nico Gonzalez decisivi"

Dal nostro inviato  Filippo Cornacchia 15 ottobre (modifica alle 08:40) - VIGO (SPAGNA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Spalletti mi voleva con lui in Russia quando allenava lo Zenit, ma un centravanti come me gli farebbe comodo anche adesso...". Stasera la Juventus riprende il cammino in Europa League da Vigo e in Spagna potrà contare su tifoso in più, l’ex attaccante iberico Fernando Llorente. Uno scudetto con Antonio Conte e un altro con Massimiliano Allegri, un’Europa League col Siviglia di Unai Emery. "Il mio gol dell’ex in Champions contro la Juventus consentì al Siviglia di non uscire del tutto dalle Coppe nel 2015-16. Retrocedemmo in Europa League e la vincemmo, ma Emery mi face giocare poco. Ancora adesso non ho capito il perché...". 

La Juventus quale Celta troverà? 

"Nella passata stagione la squadra di Giraldez è stata una delle principali rivelazioni spagnole, ma ora stanno faticando. In estate hanno ceduto giocatori importanti, a partire da Fer Lopez, trasferitosi in prestito al Wolverhampton. L’uomo di maggiore qualità resta Iago Aspas, una vera e propria leggenda a Vigo: ha giocato anche nel Liverpool e a Siviglia ci siamo soltanto sfiorati, ma con la maglia del Celta ha dato sempre il meglio". 

Altri pericoli “galiziani”? 

"Mi piace Jutgla, un attaccante che lavora molto per la squadra. E occhio a Swedberg". 

Kolo Muani, dopo il gol in Europa League contro il Nec, a Cagliari si è sbloccato anche in campionato e adesso invoca il sostegno di Woltemade: l’attacco col doppio nove può diventare la soluzione ideale per la Juventus? 

"Da attaccante capisco il discorso di Kolo Muani, è più agevole giocare con una punta accanto. Ma io avevo Carlos Tevez, lui no". 

Woltemade è più alto anche di lei: 198 centimetri contro i suoi 194. 

"Woltemade e Kolo Muani possono funzionare in coppia, a patto che il tedesco sfrutti maggiormente il fisico per tenere la palla e vincere i duelli. A volte Woltemade mi sembra tecnico ma un po’ leggero. La vera stagione di Kolo Muani inizia ora che si è sbloccato anche in campionato, fidatevi di me. Il gol è fiducia, è tutto per un attaccante". 

Quante reti si aspetta da Kolo Muani tra campionato e Coppe? 

"Conosco il francese da tanti anni: non è un goleador, però sono convinto che possa arrivare a 20 gol quest’anno. Lo penso e soprattutto me lo auguro per il bene della Juve. Senza un attaccante che segni con continuità diventa dura lottare per i trofei". 

Intanto gli ex David e Vlahovic segnano con Atletico Madrid e Besiktas: lei li rimpiange? 

"Vlahovic è un capitolo chiuso, non ha senso pensarci. Quello che sta succedendo a David, invece, capita spesso. Simeone è un allenatore molto bravo, non un mago. Semplicemente non tutti i giocatori funzionano ovunque. David alla Juventus ha faticato, mentre all’Atletico ha trovato un gioco perfetto per lui. Non è colpa di nessuno, è il calcio". 

Si aspettava di più da Spalletti in questo inizio di stagione dopo gli oltre 10 milioni spesi sul mercato e i 10 rinforzi arrivati? 

"Alla Juventus manca qualche punto in trasferta, penso alla sconfitta col Sassuolo o al pareggio di domenica a Cagliari. In estate sono arrivati tanti buoni giocatori. Ma non un campione come Tevez". 

Da grande ex – e tifoso della Juventus – quale colpo sogna per il futuro? 

"Se posso sognare, allora mi immagino Raphinha del Barcellona alla Juventus. Attaccante totale, segna e dà la scossa ai compagni. È indemoniato". 

Conte in una recente intervista ha detto che gli piacerebbe allenare 'un club che ha perso un po’ di vista la propria storia per rispolverarla'. Lei a quale squadra ha pensato? 

"Soltanto a una, la squadra del suo cuore. Prima o poi tornerà a casa sua, è l’allenatore ideale per la Juventus. Antonio è un top: lui e Ancelotti sono i migliori tecnici che ho avuto". 

Il fantasma di Conte, libero e senza panchina, rischia di diventare un problema per Spalletti?

"Parliamo di un altro allenatore che ha esperienza e ha vinto: penso che si addormenti pensando a come migliorare la Juventus e non a Conte. Spalletti deve puntare a vincere l’Europa League e lottare per i primi posti in campionato. Le aspettative sono alte alla Juventus, ma non possiamo far finta di niente: le ultime stagioni sono state dure". 

Chi può spostare gli equilibri nella sfida di stasera a Balaídos? 

"Il dribbling di Conceiçao sarà l’arma in più. Alajbegovic e Nico hanno i colpi per risolvere la partita con una giocata. Io, però, ho un debole per McKennie". 

Le ricorda qualcuno? 

"Ha qualcosa di Vidal: corre, rincorre e segna. Ma Arturo era un mostro, altra categoria. Mai visto prima e nemmeno dopo uno come lui". 

In che senso? 

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"Vidal non era un professionista alla Chiellini o alla Marchisio, diciamo che aveva un altro tipo di vita... Poteva anche presentarsi stanco al campo, però poi in allenamento andava sempre più forte di tutti. Pazzesco, grandissimo compagno. Basterebbe Arturo alla Juve per tornare a vincere".

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