Kovacevic: "Europa League? Juve tra le favorite. A Spalletti serve un 9 come me, io punterei su Woltemade"
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Kovacevic: "Europa League? Juve tra le favorite. A Spalletti serve un 9 come me, io punterei su Woltemade"

Giovedì 15 ottobre 2026
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Nel 2000 proprio a Vigo la sconfitta per 4-0 costò ai bianconeri l’uscita dalla Coppa Uefa. A distanza di anni, l’ex centravanti, tra ricordi e aneddoti sul suo passato, avverte il tecnico toscano, incorona Yildiz e scommette su Conte: "Prima o poi tornerà a casa, alla Juve..."

Nel 2000 proprio a Vigo la sconfitta per 4-0 costò ai bianconeri l’uscita dalla Coppa Uefa. A distanza di anni, l’ex centravanti, tra ricordi e aneddoti sul suo passato, avverte il tecnico toscano, incorona Yildiz e scommette su Conte: "Prima o poi tornerà a casa, alla Juve..."

Dal nostro inviato  Filippo Cornacchia 15 ottobre - 09:59 - VIGO (SPAGNA)  Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"La Juventus è favorita, ma a Vigo è vietato rilassarsi". Darko Kovacevic lo dice per esperienza personale, non ha ancora dimenticato l’incrocio del 2000 vissuto da protagonista contro il Celta negli ottavi di Coppa Uefa. Vittoria bianconera al Delle Alpi con un gol di testa del centravanti serbo e ritorno da incubo a Balaídos: espulsi Antonio Conte e Paolo Montero, clamorosa sconfitta per 4-0 dell’allora squadra allenata da Carlo Ancelotti. "Era un altro Celta, molto più forte di quello attuale - sottolinea l’ex centravanti juventino, che ha appena terminato la lunga avventura da ds dell’Olympiacos -. Gli spagnoli avevano giocatori del calibro di Makelele, Karpin e McCarthy, che segnò una doppietta. Noi restammo in nove e alla fine meritarono loro. Il rimpianto resta grande: se avessimo superato Vigo, sono convinto che poi avremmo vinto la Coppa Uefa". 

VIDEO: Il commovente omaggio della Juventus del '96 a Gianluca Vialli

La Juventus di Spalletti, vincente nel debutto col Nec, dove può arrivare in Europa League? 

"È una delle favorite insieme a Milan, Benfica e Olympiacos, tutti club da Champions. Punto su una finale Juventus-Olympiacos. Al Pireo sono stato una vita, ho lasciato il cuore e dopo averci trascorso dieci anni sarà sempre casa mia. Adesso aspetto una nuova avventura stimolante, magari torno in Italia…". 

La Juventus ha appena rivoluzionato la dirigenza, mentre il Milan cerca ancora un direttore sportivo… 

"Il mio sogno sarebbe quello di lavorare nei club in cui ho giocato, però sono aperto tutto: diversi giocatori della Juve sono passati al Milan e viceversa, quindi… Sicuramente tornassi indietro, resterei di più a Torino. Un po’ mi sono pentito, ma io volevo giocare e la concorrenza era spietata: Del Piero, Inzaghi, poi Trezeguet". 

Se ripensa alle sua Juventus? 

"Peccato non aver vinto lo scudetto, ma che bei ricordi. E quanti aneddoti". 

Tipo? 

"Tra i tanti aneddoti che si possono raccontare, uno mi fa sorridere anche a distanza di quasi trent’anni. Io in ritiro dormivo in stanza con il mio amico Iuliano. Mark era un fenomeno in tutto: la mattina appena si svegliava accendeva la televisione, non poteva rinunciare a 10-15 minuti di cartoni animati. Non so se fosse una scaramanzia, non credo. Magari continua a guardarli anche adesso". 

Il suo connazionale Vlahovic ha lasciato la Juventus per il Besiktas in estate: stupito? 

"A Dusan piace il bianconero: Partizan, Juve e ora Besiktas. Soltanto la Fiorentina aveva una maglia con colori diversi. Vlahovic è legato alla Juve, magari si pentirà anche lui dell’addio. Di sicuro a Spalletti sta mancando molto un nove vero come Dusan, andava trattenuto a Torino".

Kolo Muani (2 gol) non la convince? 

"È un ottimo attaccante, ma non è un vero nove e neppure un bomber. Segnerà i suoi gol, ma una squadra come la Juventus deve avere un centravanti autentico. A Spalletti servirebbe una punta come me, ma fossi in lui punterei su Woltemade". 

Perché? 

"Il tedesco è alto 198 centimetri, è tecnico, si muove: mi è sempre piaciuto, per essere il nove della Juventus ha bisogno soltanto di fiducia. Magari segna col Celta come ho fatto io nel 2000 e la sua stagione svolta: confido in lui. Anche il doppio attaccante può essere una soluzione ora che Yildiz è infortunato". 

Quanto pesa l’assenza di Yildiz? 

"Tantissimo, Kenan vale mezza Juventus. Se domani andassi a lavorare in un nuovo club e potessi fare una pazzia di mercato, punterei su Yildiz. Non è Del Piero, ma è un talento speciale". 

A Vigo chi può fare la differenza? 

"Punto su Woltemade, McKennie, Alajbegovic e Conceicao. Ho un debole per i dribbling del figlio di Sergio: suo papà era un vincente pazzesco da giocatore". 

Un altro vincente, Conte, è senza squadra: dove lo immagina? 

"È un amico e prima o poi tornerà a casa, alla Juve. Mi auguro però che prima Spalletti riesca a vincere in bianconero. Parliamo di un top allenatore. L’Europa League è una bella opportunità. Il Celta è partito male quest’anno, ma fa un gioco di possesso e guai a sottovalutarla. La squadra di Spalletti non deve rilassarsi e non deve restare in nove come successe a noi nel Duemila. Un successo in Europa League può aiutare anche a risalire la classifica in campionato. Domenica c’è il big match contro la Lazio, l’altra mia squadra italiana. Non me lo perderò: Gattuso sta stupendo tutti". 

I principali pericoli del Celta? 

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"Swedberg è una bella freccia, ma attenzione anche a Jutgla e Moriba. A Balaídos c’è una bella atmosfera, però non è una bolgia come il Karaiskakis di Atene, la casa dell’Olympiacos. Alla Juventus non manca nulla per imporsi".

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