Juve, tocca ad Alajbegovic: titolare contro il Celta per dare l’effetto Yildiz e volare in Europa
Tra Bosnia e coppe ha sempre incantato. Decisivo anche in campionato con l’assist a Kolo Muani contro il Cagliari
Tra Bosnia e coppe ha sempre incantato. Decisivo anche in campionato con l’assist a Kolo Muani contro il Cagliari
Matteo Nava Giornalista 15 ottobre - 09:11 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleTutti sintonizzati con lo stadio Balaidos: questa sera si scoprirà se l’aria d’Europa può davvero amplificare il talento di Kerim Alajbegovic, che finora oltre confine ha spesso incantato. Prima con la sua Bosnia-Erzegovina — contro la nostra Italia —, poi contro il Nec a settembre e, chissà, forse oggi pure in casa del Celta Vigo. Di certo Luciano Spalletti ci spera visto che, dopo l’assist da subentrato, schiererà titolare l’ala del 2007 per regalare alla squadra quella sfrontatezza di qualità che a Cagliari ha svegliato la Signora da un triste torpore, regalando due palloni dorati a Randal Kolo Muani: il primo capace di sbloccare il francese in Serie A e il secondo spedito dritto contro la traversa. Spalletti non è allenatore da immaginare due squadre diverse per campionato e coppe, ma di certo non ignora le capacità di rottura dell’ex Bayer Leverkusen che fuori dall’Italia può peraltro trovare i metri necessari per scatenarsi con più continuità e causare maggiori danni agli avversari.
VIDEO: Il commovente omaggio della Juventus del '96 a Gianluca VialliL’importanza di ripetersi
—Per chi ogni tanto rischia di dimenticarlo: Alajbegovic è giovane, molto giovane. Talmente giovane che questa sera potrebbe scrivere un nuovo record dopo essere diventato — con la botta sotto l’incrocio al Nec — il secondo diciottenne bianconero a segnare in Europa, dopo Gianfranco Zigoni. Ecco, nessuno ha mai concesso il bis alla sua età: attualmente il primato di precocità delle due reti europee con la Signora è affare di Pietro Fanna che, a 19 anni e 132 giorni, nel 1977 colpì i nordirlandesi del Glentoran negli ottavi di finale di Coppa dei Campioni dopo essersi sbloccato nel primo turno in casa dell’Omonia Nicosia, a Cipro.
Tre mesi per Kerim
—Oggi la clessidra di Kerim indica 19 anni e 24 giorni e a Vigo si apre per la prima volta una finestra lunga poco più di tre mesi per stampare il suo sorriso nei libri per i tifosi bianconeri. Spalletti non lo schiererà certo per dar lavoro agli storici o per appagare l’ego del calciatore, ma al teenager costato 30 milioni di euro chiederà questo e altro: segnare, perché no, ma innanzitutto creare scompiglio nella difesa del Celta Vigo e colpirlo senza pietà in caso di fianco scoperto, che sia per battere Fanna o per servire un altro assist. Da chi ha già segnato a un Mondiale, è lecito aspettarsi qualche magia.
Il confronto
—Dietro a Nick Woltemade, in coppia con Francisco Conceiçao per creare preoccupazione a Claudio Giraldez, Alajbegovic proverà ancora una volta a replicare l’effetto Yildiz dell’ultimo biennio juventino. Ovvero: dimostrare a tutti che anche in Italia essere "giovani" non è un ombrello sotto cui ripararsi dal meteo avverso e da cui uscire soltanto per due passi quando il sole scotta il giusto. Kerim ha voglia di correre anche sotto la grandine e poco importa che la leggenda Iago Aspas — per esempio — abbia raccontato ieri di ricordarsi la vittoria del Celta contro la Juve con gli occhi del 12enne che era spettatore in tribuna: quel giorno del 2000 il bosniaco aveva invece "meno sette anni", ma è proprio bruciando le tappe sulla tabella di marcia che questa sera potrebbe sovrascrivere quel ricordo.
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