Milan e Juve, serve un atto di fede verso Amorim e Spalletti
La Gazzetta dello Sport

Milan e Juve, serve un atto di fede verso Amorim e Spalletti

Giovedì 15 ottobre 2026
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Entrambi i tecnici vogliono imporre un calcio di possesso, che vuole determinare quanto più possibile il match e le molte situazioni. Ma per arrivarci serve tempo

Atto di fede: affrontare una situazione incerta senza avere prove concrete o garanzie di successo, basandosi soltanto sulla fiducia. Si legge in qualche definizione raccolta frettolosamente in rete, facendosi largo fra parole di critica e superbe sentenze. È impopolare oggi la speranza di veder compiersi Milan e Juventus, le due squadre che non riescono a cucire la distanza con le loro ambizioni e la loro storia, cioè un desiderio e un passato: in conclusione, due momenti distanti dal presente, da oggi, dai pareggi di ieri. Ma questo è un atto di fede: si prende il margine di fuggire dall’immediatezza, di imbrogliare la realtà. Nella testa e nella biografia (diversa per profondità) dei loro allenatori, Milan e Juventus hanno obiettivi massimi e anche un po’ massimalisti. Un calcio di possesso, che vuole determinare quanto più possibile il match e le molte situazioni. Un calcio di pensiero continuo, erudito, esercitato dove il pallone si sposta continuamente nelle zone trafficate, che cerca di scassinare le difese non usando l’ariete ma forzando la serratura, un giro lì, due giri là, ancora lì e ancora là.

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