Ronnie Coleman, la storia del re del bodybuilding: dagli 8 Mr Olympia ai 13 interventi e la sepsi
Dagli inizi come poliziotto agli otto titoli consecutivi, passando per gli allenamenti estremi, i tredici interventi chirurgici e la sepsi che nel 2025 ha rischiato di costargli la vita
Dagli inizi come poliziotto agli otto titoli consecutivi, passando per gli allenamenti estremi, i tredici interventi chirurgici e la sepsi che nel 2025 ha rischiato di costargli la vita
Prima di diventare uno dei bodybuilder più famosi della storia, Ronnie Coleman aveva un lavoro molto diverso da quello che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo. Nato il 13 maggio 1964 a Monroe, in Louisiana, si è laureato in contabilità alla Grambling State University. Non riuscendo inizialmente a trovare un impiego nel settore, si è trasferito in Texas, dove nel 1989 ha iniziato a lavorare come agente di polizia ad Arlington. Il bodybuilding, almeno all'inizio, non era un progetto di carriera. Coleman si allenava in una piccola palestra allestita nella stazione di polizia, finché un collega non gli suggerì di provare la Metroflex Gym, una palestra frequentata da bodybuilder e appassionati di pesi. Fu lì che Brian Dobson, proprietario della struttura, notò il suo potenziale e gli propose di partecipare a una gara. La possibilità di allenarsi gratuitamente contribuì a convincerlo. Coleman accettò, iniziò a prepararsi e nel 1990 vinse il Mr Texas. Nel 1991 conquistò anche il titolo di Mr Universe, un risultato che gli aprì la strada verso il professionismo. La sua carriera, però, non decollò immediatamente: per diversi anni continuò a gareggiare mentre lavorava nella polizia, imparando a gestire due impegni che richiedevano entrambi disciplina e costanza. La svolta arrivò gradualmente. Coleman aveva una struttura fisica fuori dal comune, ma per trasformare quel potenziale in risultati internazionali dovette accumulare esperienza, migliorare la preparazione e confrontarsi con avversari sempre più competitivi. Il futuro otto volte Mr Olympia era ancora un atleta in costruzione. E nessuno, all'inizio, poteva sapere quanto lontano sarebbe arrivato.
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