Royal Enfield Flying Flea C6: viaggio in India per scoprire dove nasce la moto elettrica
Gazzetta Motori ha visitato la fabbrica dei motori termici del rinomato marchio indiano, la nuova linea della prima moto elettrica del marchio e la sede centrale. In Italia la C6 costa 5.990 euro, con consegne entro ottobre
Gazzetta Motori ha visitato la fabbrica dei motori termici del rinomato marchio indiano, la nuova linea della prima moto elettrica del marchio e la sede centrale. In Italia la C6 costa 5.990 euro, con consegne entro ottobre
Alba Banchi 15 ottobre - 15:44 - CHENNAI (INDIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa nuova Flying Flea C6 è disponibile in Italia da ottobre 2026
Nel 1955 l’esercito indiano scelse la Royal Enfield, marchio inglese orginario di Redditch, come fornitore di moto per pattugliare i confini del Paese, in particolare la Bullet 350. Nello stesso anno la casa inglese si associò con Madras Motors per assemblarla a Madras, quella che oggi si chiama Chennai. Da allora il marchio, nato in Inghilterra nel 1901, produce in India e oggi fa parte del gruppo Eicher Motors. Nel 2026 Royal Enfield compie 125 anni e nell’anno dell’anniversario ha lanciato la Flying Flea C6, la sua prima moto elettrica. In vista dell’arrivo della C6 in Europa, Gazzetta Motori ha visitato gli stabilimenti e la sede centrale del marchio a Chennai.
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La FF C6 è stata presentata al mercato europeo a Parigila fabbrica di vallam vadagal
—Lo stabilimento di Vallam Vadagal si trova alle porte di Chennai ed è uno dei due principali poli produttivi del marchio, insieme a quello di Oragadam. Qui si costruiscono le moto con motore endotermico, per il mercato indiano e per l’export. A fine linea si riconoscono soprattutto le monocilindriche 350 della gamma, come Classic, Bullet e Hntr. L’impianto è entrato in funzione nel 2017 su un’area di circa 20 ettari: con Oragadam, la capacità produttiva complessiva supera il milione di moto l’anno. La visita è poi proseguita nel nuovo reparto dedicato alla Flying Flea C6, sempre nell’area di Vallam Vadagal: qui la produzione è in gran parte automatizzata, il poco personale che resta a gestire la linea è composto soprattutto da donne. Royal Enfield ci tiene infatti a mostrare i risultati delle loro politiche di integrazione sociale, che permettono alle donne non solo di lavorare ma di percepire lo stesso salario degli uomini. Secondo l’azienda, la linea ha una capacità di circa 120.000 moto l’anno e ospiterà anche i prossimi modelli Flying Flea.
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Alcune delle moto prodotte nello stabilimento di Chennaidesign e storia
—Flying Flea C6, l'ultima arrivata della gamma e la prima a propulsione elettrica, prende il nome dalla Royal Enfield WD/RE, nota come Flying Flea: un 125 a due tempi costruita durante la seconda Guerra Mondiale per l’esercito britannico. Era molto leggera, e a caratterizzarla non erano tanto le sue caratteristiche tecniche, quanto la modalità di trasporto: essa poteva essere infatti lanciata con il paracadute dentro una gabbia di tubi d’acciaio, per i collegamenti tra le truppe aviotrasportate. Dal reparto design è stata presa la decisione di richiamare tramite la forma del telaio della C6 proprio quella gabbia in cui veniva inserita prima di essere lanciata; oltre a reggere la moto, protegge la batteria e l’elettronica contenuta nel finto serbatoio. Il tratto più riconoscibile è la forcella a parallelogramma, detta girder. Era montata anche sui primi esemplari della WD/RE e oggi è realizzata in alluminio, con 100 mm di escursione. La batteria è racchiusa in un involucro di lega di magnesio, usato per la prima volta su una due ruote prodotta in India. Le alette dell’involucro dissipano il calore e richiamano, secondo i designer, i motori raffreddati ad aria. La trasmissione finale è a cinghia, scelta per la silenziosità. Gli altri elementi distintivi sono la sella flottante, il display tondo tipico delle Royal Enfield, stavolta digitale, e le ruote da 19 pollici. Anche gli pneumatici Ceat sono stati sviluppati per la C6 e riportano sul battistrada l’impronta di un paracadute: lo stesso simbolo è presente pure nel logo della moto. Il progetto ha ricevuto il Red Dot Award 2025, il Good Design Award 2025 e l’iF Design Award 2026.
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L'originale Flying Flea prodotta durante la seconda Guerra Mondialela c6 da vicino
—La Flying Flea C6 è una moto elettrica equivalente a un 125. Si guida con patente A1 e, in Italia, anche con la B. Il motore eroga 15,4 kW di picco, circa 21 Cv, e 60 Nm di coppia, per una velocità massima di 115 km/h. La batteria ha una capacità di 3,91 kWh. L’autonomia dichiarata nel ciclo Wmtc è di 104 km in città e 81 km in extraurbano, con un peso a secco di 124 kg. Il caricatore è integrato: si ricarica da una presa domestica da 16 A oppure con la presa di Tipo 2, la stessa delle colonnine pubbliche in corrente alternata presenti nelle città; serve poco più di un'ora per passare dal 20 all’80%. La sella può essere singola o doppia e al posto del sellino posteriore si possono montare vari accessori, tra cui un bauletto superiore oppure due laterali: tutti gli accessori sono disponibili sul sito ufficiale. In Europa il lancio è partito da Parigi, con Roma tra le prime cinque città insieme a Barcellona, Londra e Berlino. Il prezzo è di 5.990 euro, con consegne entro ottobre. Con gli incentivi italiani, che valgono oltre 1.000 euro, scende sotto i 5.000 euro.
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Il modello nero di Flying Flea C6 testato nelle strade di Chennaila c6 e il traffico indiano
—Il contatto con la C6 è avvenuto nel traffico di Chennai ed è stato breve, troppo per parlare di una vera prova su strada. Bastano però pochi minuti per accorgersi di quanto sia leggera e stretta, tanto da ricordare quasi una bicicletta, e di come risulti facile da gestire anche per chi sale in moto per la prima volta. Si parte senza chiave e tutto passa dal display Tft rotondo e touch da 3,5 pollici; le cinque modalità di guida si cambiano con un selettore rotativo sul manubrio e si dividono in City (velocità massima è 70 km/h), Rain per maggiore aderenza, Road per un compromesso tra prestazioni e autonomia, Sport, che massimizza gli scatti di accelerazione, e Custom, da personalizzare a seconda delle proprie preferenze. La frenata rigenerativa si comanda con la stessa manopola dell’acceleratore, ruotandola nel verso opposto, e la sua intensità varia con la modalità scelta oppure si regola in quella personalizzata. Di serie ci sono anche Abs e controllo di trazione sensibili all’angolo di piega. Il traffico frenetico tipico del centro città indiano ha creato le circostanze favorevoli per testare agilità e tempestività di risposta della moto, entrambe più che adeguate alla prova richiesta. Inoltre, guidare circondati da così tante motociclette firmate Royal Enfield rende l'idea di come questo marchio si sia radicato nel territorio e che sia diventato simbolo del trasporto a due ruote in tutto il continente.
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